Disturbi d’ansia: Quali Sono, Sintomi e Come Curarli

Disturbi d’ansia, un’ampia categoria di disturbi che possiamo trovare nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, noto con l’acronimo DSM, alla sua quinta edizione. Partiamo dal presupposto che tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo sperimentato una forma fisiologica di ansia. Questo termine deriva dal latino “anxius” che significa affannoso, inquieto, e la radice di questo termine è quella del verbo latino “angere” che vuol dire stringere, soffocare.

Come ci insegna la psicoterapia, l’ansia è uno stato emotivo che attiva nel nostro organismo una condizione di allerta o di pericolo, accompagnata da una sensazione di paura eccessiva rispetto alla situazione reale. I tabù, quando parliamo di disturbi mentale, sono sempre dietro l’angolo perché l’ansia non può essere vista e toccata, di conseguenza spesso è sottovalutata.

In generale, la tensione psicofisica non è sempre patologica, ma quando lo è bisogna rivolgersi a dei professionisti, come quelli che possiamo contattare attraverso www.psicoterapiaflegrea.it, per affrontare la difficoltà prima che diventi limitante.

disturbi d'ansia

Naturalmente esiste anche l’ansia fisiologica, che altro non è che una risposta a uno stimolo esterno di tensione psicologica e fisica. Anche in questo caso, attiva tutte le risorse dell’individuo per consentirgli l’attuazione di iniziative di adattamento. Al contrario, l’ansia patologica disturba in maniera più intensa il funzionamento psichico ed ha un grado di intensità notevolmente superiore all’ansia fisiologica. Per questo, provoca una sofferenza difficile da sopportare ogni giorno.

Solitamente, è accompagnata da sentimenti spiacevoli, da uno stato di incertezza del futuro e può presentarsi come un disturbo a sé stante oppure in quadro clinico più complesso (depressione, schizofrenia, mania, ecc). Entriamo nel merito dei disturbi d’ansia e vediamo quali sono le loro caratteristiche.

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Sintomi dell’ansia

Il quadro dei disturbi d’ansia non è facile da definire, proprio perché ogni persona può sviluppare alcuni sintomi più di altri. Qui proveremo a elencare quali sono le sintomatologie più frequenti, per aiutarci a capire come interpretare i campanelli di allarme che il nostro corpo e la nostra mente inviano. I sintomi generali dell’ansia sono i seguenti:

  • senso di forte paura e pericolo imminente
  • paura di morire o di impazzire o di perdere il controllo di se stessi
  • evitamento e insonnia
  • nervosismo e facilità al pianto
  • apnea e palpitazioni
  • sensazione di debolezza
  • dolori allo stomaco
  • ipervigilanza, inquietudine e stato apprensione
  • incapacità di rilassarsi

Sintomi psicologici e fisici dell’ansia

Oltre a questo quadro generale, è importante suddividere sintomi psicologici da sintomi fisici. Nel primo caso, è la nostra mente ad avere il ruolo predominante. Ad esempio, qui rientrano la derealizzazione, la depersonalizzazionedisturbi del sonno, alterazione della memoria, rimuginio e intenso timore. La derealizzazione è un sintomo paragonabile al sentirsi dentro una boccia di vetro, distanti rispetto a ciò che accade intorno a noi, mentre la depersonalizzazione consiste nel sentirsi esterni al proprio corpo.

Parlando invece di sintomi fisici, qui rientrano le sintomatologie che possiamo sentire direttamente sul nostro corpo come, ad esempio, bocca secca, dispnea, formicolii e respiro accelerato. Anche la forte tensione muscolare, il senso di debolezza e il dolore al torace possono portare all’insorgenza di un attacco di panico, un evento molto intenso. Nessuno è mai morto di ansia, ma la sensazione è simile. In più, tra i sintomi fisici c’è anche la difficoltà a deglutire, episodi di diarrea e la minzione frequente.

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ansia

Tipi di Disturbi d’ansia

All’interno di questa categoria, possiamo trovare tanti disturbi differenti, accomunati dal minimo comune denominatore dell’ansia. Secondo quanto riporta il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5, 2014), i disturbi d’ansia possono essere così classificati:

  • agorafobia, legata alla paura di ritrovarsi in situazioni dalle quali è impossibile fuggire
  • disturbo d’ansia da separazione, cioè la paura persistente, intensa, e inappropriata rispetto all’età della separazione da una figura di riferimento
  • ansia sociale
  • fobia specifica (aereo, ragni, spazi chiusi, insetti)
  • mutismo selettivo, generalmente sviluppato tra 2 e 3 anni e mezzo di vita. Include intensa timidezza e una certa riluttanza a parlare in alcune situazioni, oltre alla paura delle persone.
  • disturbo d’ansia generalizzato
  • disturbo di panico
  • disturbo ossessivo compulsivo, caratterizzato ripetitività, frequenza e persistenza del pensiero ossessiva e dell’azione compulsiva conseguente
  • disturbo post traumatico da stress o PTSD

In linea generale, ciò che differenzia l’ansia dalla normale paura è l’intensità maggiore e la durata persistente (minimo 6 mesi continuativi).

  • La camomilla è una pianta comune con proprietà miorilassanti e antispasmodiche, utile per contrastare i sintomi d’ansia.

Psicoterapia per curare l’ansia

Affidarsi ad uno psicologo o psicoterapeuta per curare l’ansia oggi è sempre meno un tabù. La psicoterapia aiuta il paziente ad affrontare e gestire l’ansia, sia nel breve termine attraverso esercizi specifici, sia nel lungo termine eliminando la causa scatenante e migliorando l’autostima del soggetto.

ansiaGli ansiolitici da soli non bastano e a lungo andare provocano dipendenza e assuefazione. Secondo recenti studi condotti da Jonathan Shedler, professore di psichiatria dell’University of Colorado, chi intraprende la psicoterapia per curare l’ansia ha minori probabilità di avere ricadute di chi si affida agli psicofarmaci.

La psicoterapia insegna al paziente a gestire l’ansia in due step ben definiti:

  • comprendere
  • esporsi

Le due fasi rispecchiano l’essenza stessa della terapia cognitivo comportamentale ovvero lo stretto legame esistente tra il pensiero e il comportamento. Lo psicoterapeuta insegna al paziente che modificando il pensiero modifica anche il comportamento.

Uno dei primi obiettivi della psicoterapia è aiutare il soggetto a capire come funziona la propria ansia. Un focus importante sta nella condivisione: un problema condiviso è un problema dimezzato. Il paziente impara a vedere il suo problema dall’esterno, da una visione diversa, ma anche ad aprirsi con un’altra persona e condividere le sue preoccupazioni.

Lo psicoterapia aiuta a far capire alla persona che accettare di avere l’ansia è il primo passo per superarla e combatterla. La fase successiva è l’adozione di strategie comportamentali per affrontare la situazione temuta e la presa di consapevolezza che evitare l’ansia serve solo ad aumentarla e rafforzarla. Solitamente la psicoterapia prevede una serie ben strutturata di incontri a cadenza settimanale per un periodo che va dai quattro ai dodici mesi.