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I drammi della solitudine: 68enne trovato morto da tre settimane in casa

Li chiamano i "drammi della solitudine" e avvengono più spesso di quanto sembri

casa vuota-Dima Burakov-Pexels.com
casa vuota-Dima Burakov-Pexels.com

Le chiamano “i drammi della solitudine” tutte quelle vicende in cui non si scopre in tempo il corpo di una persona deceduta in casa perché vive da sola. In molti casi, avere qualcuno vicino mentre una persona anziana sta avendo un malore, può salvare la vita di queste persone. Purtroppo, la condizione di solitudine in cui alcune persone anziane vivono può portare ad esiti tragici… come è successo ad Andria, un Puglia.

Qui, un uomo di 68 anni è morto nel silenzio più totale ed il suo cadavere è stato scoperto dopo circa 3 settimane, quando uno dei suoi nipoti ha chiamato il 118 allarmato dal fatto che non fosse riuscito a mettersi in contatto con lui da giorni e che temeva gli fosse potuto succedere qualcosa. Per riuscire ad entrare nell’abitazione, è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco.

Dopo aver effettuato l’accesso, purtroppo, la scena che si sono trovati davanti è stata la peggiore che potesse capitare. Proprio lì, a terra, giaceva il corpo già in decomposizione.

Secondo le stime del medico legale, per lo stato avanzato in cui versava, il cadavere doveva essere stato lì già da tre settimane.

cimitero-Ksenia Chernaya- Pexels.com
cimitero-Ksenia Chernaya- Pexels.com

La causa del decesso non è ancora stata confermata, ma si specula che sia stato un malore non trattato. Parte della tragicità di questi episodi è proprio il dubbio che sorge nel momento in cui si scopre la causa di morte, soprattutto se questa sarebbe potuta non essere letale se ci fossero state persone presenti che avrebbero potuto chiamare i soccorsi o soccorrere loro stesse le vittime.

Una storia tragica, che fa riflettere molto sul nostro rapporto con parenti più anziani e bisognosi che, a volte per scelta loro e a volte per esigenze generali, finiscono per vivere da soli nonostante i rischi che questo possa comportare.

Questo caso, purtroppo, non è stato l’unico quest’anno. Circa un mese fa è successa la stessa cosa a Castello di Godego, che si trova in provincia di Treviso. Un pensionato di 64 anni, Gianni Aggio, fu trovato morto nella sua casa giorni e giorni dopo il suo decesso, sempre in seguito a mancate risposte e preoccupazioni dei parenti che non riuscivano a reperirlo. È difficile non pensare ai sensi di colpa che queste situazioni possono scaturire, insieme ai dubbi che forse, se ci si fosse allarmati prima, la vittima si sarebbe potuta salvare.

Anche qui, è difficile trovare la risposta giusta tra il “non preoccuparti troppo subito” e il finire nella più fitta paranoia ogni qualvolta un vostro parente o amico che vive da solo non risponde subito alle vostre chiamate o messaggi. Non si può essere sempre pronti al peggio nè vivere nell’aspettativa che ogni cosa potrebbe significare il peggior scenario possibile. Eppure, sembra sempre facile criticare i parenti delle vittime col senno di poi quando vengono date queste notizie.

Sicuramente, l’episodio di questo genere più tragico riportato negli ultimi anni fu quella fatta ad Ancona, dove un pensionato di 71 anni fu ritrovato essenzialmente mummificato in casa sua. A dare l’allarme e scoprire il cadavere fu il fratello con cui non aveva contatti da molti anni e che proprio in quel periodo aveva deciso di volerlo ricontattare. In quel caso, il calendario appeso al muro della sua abitazione ha reso chiaro che la vittime fosse deceduta non da settimane… ma dal 2018.

Scritto da Pasquale Arrichiello

A 24 anni ho conseguito una laurea magistrale in Scienze Storiche alla Federico II di Napoli. Oltre alla storia ed alla filosofia, due delle mie principali passioni, ho da sempre coltivato un profondo amore per la scrittura, ed è proprio questo legame ad avermi condotto nel mondo dei copywriter.