Addominoplastica: funziona? costi, convenzionata,

L’addominoplastica è uno degli interventi di chirurgia estetica più richiesti nel mondo occidentale; si tratta di un’operazione che consente di restituire tonicità a un addome rilassato, intervenendo sia sulla pelle sia eventualmente sui muscoli, alla quale può essere abbinato un intervento di liposuzione nel caso in cui la quantità di tessuto adiposo sia particolarmente importante. Si tratta comunque di un intervento più invasivo rispetto a una liposuzione, che lascia cicatrici più grandi e visibili e ha un recupero più lento: bisogna dunque valutare con il proprio chirurgo il rapporto rischio-beneficio dell’intervento, in rapporto anche alle proprie aspettative e al proprio stile di vita.

Quando è mutuabile (a carico del SSN)

In alcuni casi, l’intervento di addominoplastica può essere mutuabile, ovvero a carico del Sistema Sanitario Nazionale: ciò è possibile qualora vi sia una giustificata ragione medica, come ad esempio infezioni e problemi dermatologici dovuti alla pelle in eccesso, oppure in caso di dimagrimento in seguito a chirurgia bariatrica o regime dietetico seguito da un professionista. I casi in cui l’addominoplastica è mutuabile sono generalmente quelli con i pazienti più a rischio, in cui lo stato di salute generale può essere compromesso oppure in cui la quantità di cute da asportare è notevole: in questi casi si raccomanda dunque di scegliere un centro dove sia presente un reparto di terapia intensiva, in modo da poter affrontare eventuali complicanze.

Prima dell’intervento

Al pari degli altri interventi di chirurgia estetica, l’addominoplastica non può sostituire la dieta e l’esercizio fisico; si tratta infatti di un intervento che completa e armonizza i risultati di un percorso di dimagrimento, e che dunque dovrebbe essere programmato dopo aver raggiunto il proprio peso forma e possibilmente dopo la gravidanza, che potrebbe renderne meno duraturi i risultati.

È importante considerare che dopo l’intervento sarà necessario stare a riposo per almeno due settimane: si consiglia dunque di programmare l’intervento tenendo conto di questa necessità, oltre a quella del ricovero che sarà di 2-3 giorni.

Prima di procedere all’intervento, il chirurgo effettua una visita per stabilire lo stato di salute del paziente e prescrive un esame del sangue completo. A partire da una settimana prima dell’intervento, è necessario smettere di prendere farmaci che possano causare sanguinamento (ad es. l’aspirina) o che possano aumentare il rischio di trombosi (es. pillola anticoncezionale) a meno che non sia concordato con il medico. È inoltre consigliato ai pazienti di smettere di fumare o almeno ridurre il numero di sigarette, in modo da non influire negativamente sulla guarigione e sulla cicatrizzazione. Molti chirurghi, specialmente nei casi in cui l’addominoplastica è a carico del SSN, rifiutano di effettuare operazioni sui fumatori, o su coloro che non si impegnano a ridurre drasticamente l’abitudine al fumo.

Durante le visite preoperatorie, il paziente viene spesso invitato a prendere visione delle fotografie dei precedenti interventi effettuati dal chirurgo, in maniera tale da potere discutere le aspettative e i possibili risultati dell’intervento. Diffidate dei medici che non mostrano fotografie dei loro interventi precedenti, e controllate che si tratti di chirurghi effettivamente laureati, specializzati e iscritti all’albo competente.

È importante incontrare l’intera equipe chirurgica, compreso l’anestesista, prima dell’intervento, in modo tale da poter creare un rapporto di fiducia che aiuterà anche ad affrontare l’intervento con più serenità.

Rischi e controindicazioni

Le controindicazioni dell’addominoplastica sono le stesse che per qualsiasi altro intervento di chirurgia estetica; per quanto riguarda le pazienti di sesso femminile, invece, prima di programmare l’intervento è necessario considerare l’eventualità di una gravidanza: dal momento che l’aumento di peso e il rilassamento cutaneo dovuto alla gravidanza potrebbero far diminuire i risultati dell’addominoplastica, infatti, è preferibile programmare la gravidanza prima dell’intervento, oppure a distanza sufficientemente ampia (2-3 anni) da consolidarne i risultati.

I rischi sono quelli legati all’anestesia, che però vengono di molto minimizzati se si opta per un’epidurale con sedazione profonda, e all’intervento stesso: sebbene l’addominoplastica sia un intervento molto sicuro, vi è comunque la possibilità di un’infezione, necrosi, accumulo di sangue o siero. Raramente è possibile che si verifichi una trombosi agli arti inferiori, con conseguenze anche piuttosto gravi.

Il modo migliore per ridurre i rischi legati all’intervento è comunque la compliance del paziente: è dunque molto importante seguire nel dettaglio le indicazioni del chirurgo per il periodo post-operatorio, sia per quanto riguarda l’assunzione di farmaci sia per quanto riguarda il periodo di riposo e l’uso di un indumento a compressione elastica, in modo tale da minimizzare le cicatrici e migliorare la resa estetica dell’intervento.

L’intervento

In passato l’addominoplastica veniva eseguita esclusivamente in regime di anestesia generale; oggi si preferisce invece un’anestesia epidurale abbinata a una sedazione profonda, in modo da evitare la necessità di intubare il paziente e rendere il recupero più veloce. Si tratta comunque di una decisione da lasciare al chirurgo, che nei casi più a rischio potrebbe comunque decidere di effettuare un’anestesia generale.

In Italia generalmente l’intervento di addominoplastica viene effettuato da solo, o al massimo abbinato a una liposuzione della zona addominale; vi sono altri paesi del mondo in cui invece l’addominoplastica viene effettuata anche in abbinamento ad altri interventi, come il lifting delle natiche o altri interventi estetici della metà inferiore del corpo. Si tratta di una linea d’azione generalmente sconsigliata dai chirurghi italiani, in quanto così facendo aumenta il tempo dell’intervento e si ha spesso la necessità di eseguirlo in anestesia generale, e da considerare con attenzione anche nelle cliniche all’estero.

L’addominoplastica dura da 1 a 3 ore, in base alla quantità di pelle da asportare, alla necessità di intervenire sui muscoli e all’eventuale liposuzione da abbinare. In base alla zona dell’addome in cui è presente il rilassamento, è possibile ricorrere all’addominoplastica completa o a quella parziale, detta anche mini addominoplastica: quest’ultima è indicata nei casi in cui il rilassamento interessi soltanto la porzione sotto ombelicale dell’addome, e consente di ottenere risultati estetici apprezzabili con una sola cicatrice, invece delle tre che si hanno nell’addominoplastica completa.

Nel caso in cui vi sia una diastasi dei muscoli retti, ovvero un allontanamento delle due fasce dei muscoli addominali, il chirurgo provvederà a riavvicinarle e a suturarle. Questa è un’eventualità più frequente nelle pazienti di sesso femminile, in cui la diastasi si ha spesso come effetto della gravidanza.

Prima dell’intervento il chirurgo disegna sull’addome del paziente il contorno della cute da eliminare, poi si procede all’anestesia e alla disinfezione dell’addome. Se necessario, la prima parte dell’intervento consiste nell’aspirazione dell’adipe in eccesso, che facilita anche il successivo scollamento della cute dalla parete addominale.

Successivamente si prosegue con le incisioni, due nel caso dell’addominoplastica completa e una nel caso della mini addominoplastica. Nel primo caso, si ha un’incisione tra le due creste iliache a livello del pube e una intorno all’ombelico; nel caso della mini addominoplastica invece si effettua soltanto la prima incisione.

Si procede poi allo scollamento della cute dalla parete addominale, che può arrivare anche fino all’altezza dello sterno. Se necessario, in questa fase viene effettuata una sutura tra le due fasce dei muscoli retti per riavvicinarle. Si rimuove poi la cute in eccesso, tirandola da entrambi i lati, e se necessario si riposiziona l’ombelico.

Nel caso della mini addominoplastica, invece, l’ombelico viene mantenuto nella sua posizione e la cute viene rimossa soltanto dalla parte inferiore dell’addome; ciò consente di evitare un ampio scollamento della cute e di minimizzare le cicatrici, ma rende molto più difficile risolvere la diastasi dei muscoli retti.

Dopo la rimozione della pelle in eccesso si ha la sutura, durante la quale vengono inseriti due drenaggi per raccogliere gli eventuali liquidi che fluiranno dalla parete addominale. L’addome viene infine avvolto in un bendaggio elastico che il paziente dovrà tenere per 10-14 giorni, indossando anche una pancera contenitiva.

Risultati

Nei giorni immediatamente successivi all’intervento si potranno avere gonfiori ed ecchimosi: sono assolutamente normali e si risolvono spontaneamente con il passare del tempo. Già dopo 7-10 giorni sarà possibile osservare il nuovo profilo dell’addome, più sodo e compatto.

Dopo qualche giorno dall’intervento verranno rimossi i drenaggi, e successivamente dopo circa una settimana verranno tolti anche i punti. Inizialmente le cicatrici appariranno rosse, ma con il passare del  tempo diventeranno chiare e piatte, quasi invisibili e comunque per lo più coperte da un indumento intimo. Potrebbe tuttavia essere necessario applicare delle creme o dei cerotti appositi per favorire la cicatrizzazione, che comunque varia da persona a persona.

La stabilizzazione del risultato avviene dopo 3-6 mesi dall’intervento, anche se le cicatrici potranno ulteriormente sbiadire dopo questo tempo. Bisogna tenere in considerazione il fatto che le cicatrici dell’addominoplastica sono piuttosto lunghe e visibili: sebbene nel tempo sbiadiscano, non si cancelleranno mai del tutto, pur rimanendo nascoste dai normali indumenti intimi.

Il risultato finale varia comunque da persona a persona, e viene in ogni caso discusso dal chirurgo con il paziente prima di sottoporsi all’operazione: si tratterà comunque di un addome tonico, piatto e non più sporgente: si tratta di un risultato in linea di principio permanente, a meno di accadimenti esterni come un forte aumento di peso o una gravidanza.

Opinioni

Vi consigliamo di dare un’occhiata anche le varie opinioni sui forum tipo al femminile, per verificare le esperienze di chi c’è già passato. Soprattutto per la miniaddominoplastica alcuni hanno anche provato tramite groupon ottenendo sconti anche interessanti.

Intervento all’estero

Alcune tra le mete più gettonate sono la Croazia, la Tunisia, ma anche le capitali europee. Chiaramente si raccomanda di consultare uno specialista.

Il seguente sito, ad esempio, permette di confrontare le offerte praticate sia in Italia che in diverse nazioni del mondo: http://www.estheticon.it/prezzi/addominoplastica-chirurgia-plastica-dell-addome

Ma anche quest’altro portale sembra essere molto gettonato: http://www.guidaestetica.it/

2 Commenti

  1. devo perdere 30 kg e poi affrontare addominoplastica ,gia’ adesso ho la pancia cadente,qualcuno mi consigli un esperto che operi con SSN grazie

  2. buongiorno ho fatto la baypass gastrica 1 anno fa ho perso 61 kg e vi lascio immaginare inche stato sia il mio corpo …il mio peso era 144kg ora 78
    ho appuntamento col chirurgo il giorno 28 maggio tra 1 settimana,
    mi trovo in germania da 33 anni la mutua a pagato intervento baypass e spero paghi anche per eliminare tutta le pelle in eccesso. vorrei sapere e pericolo questo intervento visto non ho 18 anni
    ma 61 ,,,,vi ringrazio

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