Come si trattano le cicatrici da acne

Sonia Primerano
Sonia Primerano
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L’acne è una malattia della pelle che in medicina viene chiamata “Acne vulgaris”,  è una malattia cronica e recidivante caratterizzata  dal processo infiammatorio  del follicolo pilifero e della ghiandola sebacea.

A diagnosticare l’acne è di competenza di un dermatologo. Dopo aver esaminato la pelle del paziente il dottore saprà dire di quale  tipologia soffre il paziente dato che esiste vasta gamma di acne. In base alla variabilità di acne il dermatologo suggerirà quale il trattamento bisogna effettuare.

Conseguenze più sgradevole di acne sono le cicatrici sulla pelle, quindi vediamo cosa fare e come curare le cicatrici.

Le cicatrici da acne ci sono di 2 tipi

Cicatrici pigmentati, in pratica sono le piccole macchioline sulla pelle che rimangono anche dopo la scomparsa del brufoletto. Di solito sono di colore rosaceo e marrone.

“Buchi” da acne a forma di ”pozzo”, che si sono generati proprio a causa dell’acne. Quasi sempre sono bollicine piene di pus che, nel caso venissero schiacciate, tendono a formare cicatrice profonde e antiestetiche.

Quindi come si può risolvere il problema?

Ci sono numerosi metodi di farlo, ma vediamo quelli più comuni secondo i dermatologi del Centro Medico Unisalus che si occupano del trattamento dell’acne.

  • Dermoabrasione
  • Peeling chimico / Esfoliazione chimica
  • Fillers di collagene
  • Trattamento laser Co2 /Laser frazionato
  • Lifting

Dermoabrasione

È un metodo che si svolge tranquillamente a casa e consiste nell’uso di un apparecchio con punte di diamante e un piccolo aspiratore. Altri materiali che spesso si usano per questa procedura sono cristalli granulari di ossido di alluminio. Può capitare che dopo la procedura la zona trattata rimanga rossa o presenti una lieve ipo-pigmentazione.

Peeling chimico

Con questo metodo si applicano diverse sostanze sulla pelle, con il fine di rimuovere le imperfezioni dello strato più profondo. Le tempistiche di trattamento dipendono dalla grandezza dell’area sottoposta alla procedura. Bisogna tenere conto che, in alcuni casi, può essere necessario un ricovero di uno-due giorni. Proprio perché si deve realizzare un intervento chirurgico.

Tutto ciò dipende anche dal tipo di peeling che verrà eseguito. Infatti possiamo distinguere tra:

Peeling superficiale, di media profondità o profondo.

Quello superficiale è un peeling di strato basale dell’epidermide ed è indicato in caso di leggere cicatrici d’acne, lentiggini, melasma e rughe superficiali di guance e occhi.

Di solito si usano un mix di acidi prescelti dal medico estetico in base alla necessità.

Durante la procedura il paziente potrebbe sentire un lieve bruciore nella zona trattata.

Nei primi 10 giorni post-intervento la pelle potrebbe risultare più bianca e avere una leggera esfoliazione.

Il peeling a media profondità viene di solito usato in caso di acne severa, cicatrici da acne, varicella e rughe di media profondità. Prevalentemente la procedura si fa con TCA (l’acido tricloroacetico), acidi combinati oppure con acido piruvico.

Per 5 giorni, dopo la procedura, può capitare in modo abbastanza frequente che la carnagione diventi scura nella zona trattata e vi sia un’esfoliazione che dura fino a 10 giorni.

L’ultimo peeling, quello profondo, viene indicato quando sono presenti una quantità elevata di rughe o siamo di fronte ad acne molto profonda.

L’effetto di questo intervento assomiglia anche al lifting chirurgico. Anche se lavoriamo tanto in profondità si utilizza spesso il TCA o comunque il TCA combinato,

Altrimenti si può eseguire con acido fenolico, ma può essere fatto solo dai dermatologi esperti.

Queste intervento necessita di anestesia locale. Il risultato di questo intervento e il cosiddetto ringiovanimento totale.

Esfoliazione chimica

Una delle tecniche più frequenti è l’esfoliazione. La procedura elimina la cappa superiore della pelle attraverso l’utilizzo di un prodotto chimico. Il risultato di questa esfoliazione migliora visibilmente la pelle.

Laser frazionato a infrarossi e laser Co2 

Sono due interventi laser classificati come foto-terapeutici. La differenza sta nella profondità su cui lavora l’apparecchiatura.

Il Laser a infrarossi, per esempio, opera superficialmente ed è quindi consigliato per le forme di acne lieve.

Laser CO2 agisce più in profondità sull’acne generalizzata

Per questa terapia è necessario sottoporsi ad una anestesia totale. Bisogna anche ricordare che, durante l’intervento, il paziente non rimane a lungo sotto il fascio di luce.

Questo permette ai tessuti di rigenerare e impedisce la ricomparsa delle macchie.

Fillers di collagene

La modalità di questo tecnica è l’iniezione di collagene nella pelle. Esistono tuttavia altri materiali che vengono utilizzati, per esempio, acido ialuronico o microsfere sfere di polimetilmetacrilato trasparente.

Lifting

È un “sollevamento” della pelle ed è usato nei casi di eccessivo rilassamento dell’epidermide.

Di solito questo intervento chirurgico si svolge in sala operatoria con un’anestesia locale e dopo qualche ora il paziente può tornare a casa.

In caso di cicatrici da acne, parlate sempre con il vostro Medico di fiducia per sapere quale trattamento è più adatto al vostro caso. Per avere maggiori informazioni sull’ambulatorio di Dermatologia del Centro Unisalus potere visitare il sito internet ufficiale (www.centromedicounisalus.it).

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