Fosfatidilcolina e Lipodissolve: alternaternativa alla liposuzione

La Fosfatidilcolina in iniezioni sono un metodo alternativo per smaltire il grasso in eccesso, somministrata con sedute di lipodissolve. Il grasso corporeo in eccesso è, da sempre, uno dei problemi che attanagliano uomini e donne di tutte le età. Quando si è troppo pigri per andare in palestra, o non si ha voglia di rinunciare al proprio piatto preferito o, più ragionevolmente, l’intervento del chirurgo spaventa, una delle soluzioni più gettonate negli ultimi tempi è rappresentata dalle iniezioni di fosfatidilcolina.

[quote]Contenuta in diversi alimenti, come il fegato, la lecitina di soia e il tuorlo d’uovo, la fosfatidilcolina rappresenta una delle ultime frontiere della chirurgia estetica per combattere il tanto odiato grasso localizzato. [/quote]

Che cos’è la Fosfatidilcolina?

Vediamo, innanzitutto, di classificare dal punto di vista chimico la fosfatidilcolina che, a primo impatto, potrebbe apparire la sostanza dei miracoli, una sorta di elisir di lunga vita. Essa fu scoperta nel 1850 da Maurice Gobley ed è costituita da un gruppo fosfato, da due acidi grassi e dalla colina. Le proprietà anfipatiche sono date da una testa idrofila e da due code lipofile. Proprio questa caratteristica rende questa sostanza applicabile in campo medico e, soprattutto, nel trattamento delle iperlipidemie e delle patologie epatiche. Ciò che ha spinto i ricercatori ad adoperare questa sostanza nel campo della medicina estetica è la convinzione che, se essa è in grado di mantenere il grasso in soluzione nel sangue, può tranquillamente essere impiegata per trattare piccoli accumuli localizzati e dunque risolvere uno dei problemi più spinosi delle donne: la cellulite.

Il suo impiego in ambito estetico è stato introdotto alla fine del secolo scorso da un medico brasiliano e, all’epoca, fu accolto con grande entusiasmo negli ambienti scientifici, soprattutto in relazione al fatto che, finalmente, forse si era riusciti a mandare in pensione metodi chirurgici considerati invasivi, dolorosi e con un certo margine di rischi per i pazienti che vi si sottoponevano forse con troppa leggerezza. Le sedute per dissolvere l’adipe in eccesso con questi metodi è chiamato Lipodissolve.

Fosfatidilcolina lipodissolve

Come avviene una seduta di Lipodissolve?

Ma, come ci si sottopone ad una seduta di lipodissolve? Basta prendersi qualche ora di pausa dal lavoro e, invece di optare per il parrucchiere o per una salutare corsa al parco, ci si reca in un ambulatorio di medicina estetica. Prima di effettuare l’iniezione, il paziente viene attentamente valutato e si stabilisce dove e come intervenire. Successivamente e in maniera abbastanza veloce, dei sottilissimi aghi vengono fatti penetrare a contatto con il tessuto adiposo e la “benefica” sostanza inizia ad agire sugli accumuli, riducendoli gradualmente. Successivamente, il grasso disciolto viene eliminato attraverso l’apparato urinario. Per ridurre il leggero dolore che si avverte durante la procedura, il medico effettua una leggerissima anestesia locale, in modo tale da affrontare il piccolo intervento in assoluta tranquillità. In quindici minuti si riescono a trai vari strati del dermattare due o tre aree e sono sufficienti tre o quattro sedute per eliminare le coulotte de cheval e il grasso che si concentra nei fianchi. Nei giorni successivi si possono presentare leggeri dolori, gonfiori, noduli e piccole ecchimosi che scompaiono nel giro di qualche giorno. Il paziente può riprendere immediatamente le sue normali attività quotidiane e, se lo desidera, può sin da subito praticare attività sportiva.

Il termine mesoterapia indica invece la tecnica utilizzata per l’iniezione del principio attivo in profondità, ovvero nello strato medio-profondo del derma.18

Quali aree si possono trattare?

Le sedute di Lipodissolve sono utili per trattare piccole aree di grasso. Per i volumi adiposi eccessivi, la liposuzione resta infatti, senza alcun dubbio, la soluzione migliore. Con questa tecnica si può intervenire su tutte le aree del corpo ed è possibile affinare addome, glutei, cosce, braccia e nelle aree del viso interessate da inestetismi quali borse e doppiomento.

Tutti si possono sottoporre ad una seduta di Lipodissolve?

Purtroppo, non tutti si possono sottoporre ad una seduta di lipodissolve. Al di là degli alti costi, che rendono quasi proibitivi questi trattamenti o forse destinati a pochi, esistono patologie che assolutamente sono incompatibili con questo tipo di trattamenti. Non possono sottoporsi a lipodissolve i malati di diabete, le donne gravide o in fase di allattamento, i pazienti infettivi, immunodepressi o affetti da insufficienza renale, coloro che soffrono di obesità, di disturbi legati alla coagulazione del sangue o hanno un ciclo mestruale non regolare. Ovviamente, questa procedura medica non può essere effettuata su pazienti che non hanno raggiunto la maggiore età.

Funziona?

E’ difficile dare una risposta universalmente valida. L’abbiamo provata personalmente e in un caso ha prodotto un bruciore abbastanza marcato, nell’altro caso quasi nulla. Come leggerete nel prossimo paragrafo è difficile avere la certezza che la sostanza che ci viene iniettata sia proprio la fosfalidicoltina e non qualcosa di simile ma meno forte.

Inoltre un chirurgo plastico si è espresso sull’efficacia di quest’ultima dicendo che a suo avviso è inefficace per una perdita di massa grassa consistente. A nostro avviso ha ragione piena, specialmente in virtù dei rischi che un’utilizzo eccessivo può produrre.

Su realself, per la Lipodissolve, viene indicato un livello di soddisfazione degli utenti pari al 67%, ma sono solo 11 ad aver scritto le recensioni.

Il seguente video invece mostra l’effetto che ha sui grassi.

[youtube url=”https://www.youtube.com/watch?v=AjJov0GBvKQ” width=”560″ height=”315″]

Nell’immagine che segue vogliamo mostrare altre considerazioni utili. In primis è importante comprendere lo spessore del grasso (spessore del pannicolo adiposo sottocutaneo addominale in realazione al peso) per capire quando la fosfatidilcolina potrebbe essere una strategia poco efficiente.spessore dell'adipe

Ancora più interessante però è vedere come l’ecografia e la RMN riescano ad evidenziare molto chiaramente. Nell’immagine sottostante si nota come le strutture di grasso resistente (le zone bianche), stratificate nel tempo, cambino completamente dopo le infiltrazioni di fosfatidilcolina.

Nell’immagine sottostante, di una risonanza magnetica dell’addome, possiamo invece osservare come il grasso perfettamente compatto a sinistra (di colore bianco / grigio) mostri chiaramente le zone in cui sono stati effettuati dei trattamenti lipolitici con la fosfatidilcolina (si ringrazia il Aesthetic Surgery Journal per la foto).

E’ sicura? Rischi e controindicazioni

Si tratta davvero di una sostanza miracolosa, innocua e legale o nasconde pericolosi imprevisti?

Dopo aver analizzato la composizione chimica della sostanza che viene etichettata come l’ultima frontiera della medicina estetica e dopo aver snocciolato i “probabili” effetti benefici derivanti dalla sua applicazione, veniamo ad un punto spesso tralasciato ma che riteniamo di fondamentale importanza. Questa sostanza è davvero innocua come si vuol far credere? Purtroppo, come ogni intervento che si effettua sul corpo, nasconde i suoi lati oscuri e, a giudicare dalle varie esperienze negative, spesso pericolose. In Italia, è bene puntualizzarlo, la sostanza “miracolosa” è stata messa al bando dal Ministero della Salute e, ad oggi, è considerata illegale. Il farmaco vero e proprio, noto con i nomi di Lipostabil o Essenziale, nel nostro paese viene impiegato solamente per il trattamento di una grave patologia: l’embolia gassosa. Le confezioni che illegalmente vengono adoperate sul suolo nazionale provengono per la maggior parte dalla Spagna e si presentano in scatole anonime, dove compare il nome e niente altro. Questo farmaco circola in maniera abusiva attraverso la rete e, durante pseudo congressi scientifici, viene presentato come un derivato della soia e, dunque, completamente di origine naturale. Niente di più falso e fuorviante: si tratta di una sostanza farmacologica e, per di più, smerciata negli studi medici senza essere accompagnata da un foglietto illustrativo che possa fornire esaustive spiegazioni circa i campi di applicazione, la posologia e le controindicazioni. Leggi anche l’articolo dedicato ad Aqualix 

Ma a cosa potrebbe andare incontro un paziente che si sottopone a tali trattamenti? Nel caso peggiore c’è addirittura la necrosi, ovvero la morte dei tessuti. L’ideale è ottenere una reazione di apoptosi degli adipociti e bisogna assolutamente prestare la massima cautela quando si utilizzano sostanze simili (non vogliamo seminare il terrore, approfondite, cercate la percentuale di casi davvero a rischio). Vale tuttavia la pena ricordare che una necrosi può portare a gravissime conseguenze. Ci si chiede se davvero si è disposti a rischiare così tanto o se, piuttosto, non sarebbe più utile (sicuro ed efficace) una piccola liposuzione (magari in promozione su Groupon) o una salutare seduta in palestra e una maggiore attenzione a ciò che si porta in tavola e alla bocca. In tal proposito presto intendiamo scrivere alcuni articoli di approfondimento.

Cosa succede dopo l’iniezione

Il meccanismo della lisi adipocitaria dopo l’iniezione di fosfatidilcolina o deossolfato ha sono stati oggetto di dibattito per molti anni. Parecchi gli aspetti della controversia persistono. La meccanica della lisi adipocitaria, il litico agente e il ruolo della fosfatidilcolina, se presente, sono ancora congetture a molti praticanti, nonostante pubblicazione di illustrazioni scientificamente dimostrate di meccanismo d’azione per un periodo di cinque anni.1,2
Le speculazioni pronunciate come verità hanno portato molti medici pensare e propagare piuttosto la nozione che la lisi delle cellule di grasso causata dalla disintegrazione della cellula membrana da detergente (DC), scientificamente meccanismo dimostrato, che la lisi adipocitaria dopo Le iniezioni PC / DC o DC sono indotte da apoptosi, 3 stimolazione della lipasi sensibile all’ormone, 4 o la estrazione glicerina stimolata da beta-adrenergico e gli acidi grassi, 5 tutte le teorie non affermate.
Il processo di oncosi rivela il meccanismo di azione di substrati detergenti sul tessuto grasso.6 Oncosi differisce dal termine necrosi come il metodo di morte cellulare in quella necrosis descrive cosa succede alle cellule solo dopo la morte. Il processo di oncosi, un termine rivitalizzato da patologi cellulari in
1995, è stato originariamente descritto da von Recklinghausen nel 1910. Il termine oncosi si basa sul Parola greca per gonfiore, onkos. Questo processo è di solito visto dopo un evento anossico, che può essere precipitato da un infarto o da un improvviso taglio di ossigeno cellulare. Clinicamente, il processo è di solito una zona regionale, localizzata al tessuto interessato. esso è caratterizzata da improvvisa insorgenza di profondo gonfiore cellulare e conseguente formazione di biondi o insulti meccanici nella parete cellulare, che causano un aumento della permeabilità della membrana. Un tagliente la caduta del pH regionale è visibile nella regione causata dalla privazione di ossigeno cellulare. C’è un successivo passare al metabolismo anaerobico del glicogeno. La glicolisi produce acido lattico, che in gravemente i tessuti ischemici non possono essere rimossi perché della mancanza di circolazione locale. Se la circolazione locale è restaurata a questo punto, non si verifica la morte cellulare. Se la respirazione cellulare non viene ripristinata, i lisosomi perdono
idrolasi nell’ambiente favorevole dell’acido, causando ulteriori danni alla membrana cellulare. Irreversibile la distruzione delle cellule continua come la parete cellulare subisce la lisi. L’effetto detergente del deossolfato di sodio crea istologicamente l’aspetto di falene mangiati buchi nelle membrane adipocite
immediatamente dopo l’iniezione, forse promuovendo l’attività idrolase lisosoma. Anche se le cellule può riparare piccole zone di lesioni alla membrana, più grandi le aree di danno creano una cascata irreparabile di eventi che portano alla morte cellulare Successiva perdita di funzione dei mitocondri, con seguente insufficiente adenosina trifosfato riduce il funzionamento cellulare, lo ione di sodio-potassio l’attività della pompa e l’ulteriore gonfiore regionale.
Gonfiore cellulari e tessuti molli riducono i locali circolazione, con pressione di chiusura delle venule portando al fenomeno non-reflow, come si vede
in tessuto colpito dall’improvviso fallimento del venoso circolazione in un lembo libero.9 profondo localizzato gonfiore crea un’opportunità di grasso intenso
la necrosi e persino la sovrapposizione della perdita della pelle sono a rischio (vedi discussione successiva).
L’apoptosi
Richieste di un meccanismo apoptotico di morte cellulare dopo iniezioni PC / DC iniziano con Peckitt 2006,3 che descrive una cascata caspase complessa. L’apoptosi è un mezzo importante per regolare la cellula popolazioni ed è caratterizzato da non infiammatorie ritiro delle cellule seguito da fagocitosi.
Gli studi eseguiti a Regensburg10 hanno testato i tessuti iniettato con una fosfatidilcolina / deossolfato formula per marcatori apoptotici, che sono stati trovati
essere presente. Il processo di apoptosi, caratterizzato da contrazione non infiammatoria cellule, non correlano clinicamente o istologicamente
con la reazione tissutale generata dal deossolfato iniezione. Inoltre, a partire da questa scrittura (Bechara FG, dati inediti, 2011) esistono dati sperimentali non pubblicati per supportare un litico, non apoptotico meccanismo della morte cellulare causata da PC / DC. Si possono vedere due tipi di morte cellulare
una singola iniezione sottocutanea di una tossica sostanza.11 Istologicamente, la regione che macchia rosa sotto la preparazione di ematossilina e eosina (H & E) indica la morte da oncosi. Nuclei Karyolytic sono un altro marker oncotico. Alla periferia della regione di necrosi di coagulazione, lungo il margine di
cellule vive e morte, presenza occasionale istologica di nuclei di mezza luna che segnano la cellula apoptotica si osserva la morte. Queste celle sono poche e sono notato solo ai margini della regione molto più grande di tessuto oncotico. Se un indice apoptotico (rapporto di conta le cellule morte oncolitiche contro i morti apoptotici cellule per cento cellule morte) è contato, l’indice è abbastanza basso (da 0 a 3 cellule per 100) dipendendo interamente sulla regione contata. L’apoptosi è, per definizione, una reazione non massifica. L’unico metodo di riproduzione corrente di generare grandi regioni di apoptosi è il ripetuto congelamento e scioglimento del territorio tessuto.

Discalimer: prima di prendere qualunque decisione consultate sempre un medico.

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