La depilazione permanente col laser a luce pulsata

La fotoepilazione è un metodo di epilazione professionale che viene generalmente praticato nei centri estetici e si propone l’obiettivo di rendere la zona trattata permanentemente priva di peli. Questa procedura sfrutta il principio della termolisi selettiva, ovvero il principio fisico per il quale diversi corpi, colpiti dallo stesso fascio di luce, si riscaldano in modo diverso (“selettiva”) fino a sciogliersi (“termolisi”). In particolare, nella fotoepilazione i peli, essendo di colore scuro, assorbono la luce in misura maggiore e portano il calore fino alla matrice del follicolo, distruggendola e impedendo la ricrescita del pelo.

 

I peli: come e quando crescono

Dal punto di vista anatomico, i peli fanno parte del complesso pilosebaceo: si tratta di una struttura che comprende il pelo vero e proprio, il follicolo pilifero che ne produce le cellule e una ghiandola sebacea. I peli sono a loro volta formati da un fusto, cioè dalla parte che sporge dalla pelle, e dalla radice che è invece a contatto con il muscolo erettore del pelo, i vasi sanguigni e la ghiandola sebacea, che è a sua volta in contatto con il follicolo pilifero. Il follicolo è composto da una guaina esterna detta colletto, uno strato di derma detto papilla e dalla parte più interna detta bulbo, composta a sua volta dalla matrice e dallo strato cheratogeno, che rispettivamente danno vita alle cellule del pelo e ne provocano la differenziazione.

La crescita dei peli non è continua, ma attraversa diverse fasi: la lunghezza di ciascuna di esse varia da individuo a individuo, e determina la lunghezza massima dei peli per ciascuna zona (e ciascun individuo). Questo è il motivo per cui i capelli, a differenza ad esempio delle unghie, non possono crescere oltre una certa lunghezza che dipende dall’individuo, e per cui anche non rimuovendo i peli di gambe, ascelle e inguine essi non superano mai una certa lunghezza.

Le fasi della crescita del pelo sono:

  • Anagen: è la fasefasi di crescita dei peli, anagen, catagen e telogen di crescita del pelo: la matrice riprende la sua attività e ricomincia a riformare il pelo, che se non disturbato cresce fino a raggiungere la sua lunghezza massima. La durata di questa fase determina la lunghezza massima possibile del pelo.
  • Catagen: in questa fase l’attività della matrice cessa e la parte più profonda del pelo si atrofizza.
  • Telogen: è la fase di riposo, che può durare anche 3-4 mesi. In questa fase il pelo può essere perduto molto facilmente per trazione o semplice strofinamento, in quanto non è più attaccato al bulbo pilifero.

Come funziona

La rimozione dei peli prende il nome di depilazione o epilazione: la depilazione consiste nella rimozione della parte visibile del pelo, come succede ad esempio con il rasoio o la crema depilatoria. L’epilazione invece rimuove il pelo fino alla radice, come succede con la ceretta, la pinzetta o l’epilatore elettrico. L’epilazione ha dunque una durata maggiore della depilazione, e consente nel tempo di indebolire il bulbo pilifero facendo diminuire il numero di follicoli attivi. Nessuno dei due metodi può però considerarsi permanente.

Sebbene sia chiamata epilazione, la fotoepilazione non ha lo stesso funzionamento di, ad esempio, una ceretta: l’azione del fascio luminoso infatti arriva fino alla matrice del follicolo pilifero, distruggendola e arrestando la crescita del pelo per un periodo molto più lungo, che non è però permanente: il nostro corpo, infatti, ha comunque una capacità di rigenerarsi e dunque i risultati della fotoepilazione, sebbene abbiano una durata misurabile in anni, non possono propriamente dirsi definitivi.

Per prima cosa, viene applicato un gel protettivo sulla cute. Anche se l’assorbimento di luce da parte della pelle è minore, infatti, c’è sempre un piccolo rischio di scottature dal quale è bene tutelarsi. Successivamente viene utilizzato un manipolo per dirigere il fascio luminoso verso la zona da trattare, facendo attenzione a non soffermarsi troppo su una zona. Ci sono due tipi principali di fotoepilazione, che si distinguono in base al tipo di luce utilizzata:

L’epilazione con laser prevede l’utilizzo di un sottile fascio di luce monocromatica, cioè in cui tutto il fascio ha la stessa frequenza, ed è generalmente più indicata per chi ha la pelle più scura. L’epilazione a luce pulsata prevede invece un fascio più largo ed intenso di luce, che viene emesso per tempi brevi, ed è generalmente più indicata per chi ha la pelle più chiara.

Bisogna specificare che in nessuno dei due casi si tratta di luce effettivamente visibile: le emissioni dei manipoli vanno infatti dall’ultravioletto all’infrarosso, rimanendo dunque al di fuori dello spettro del visibile.

L’esistenza di manipoli di varie dimensioni consente di trattare zone dall’estensione molto diversa, come la gamba e il labbro superiore; i risultati dipendono inoltre dalla corretta impostazione dello strumento, che deve essere fatta tenendo in considerazione fattori come il fototipo e la densità pilifera, e dal contrasto tra il colore della pelle e quello dei peli: generalmente si ottengono risultati migliori e più rapidi quando questo contrasto è elevato, cioè in caso di peli scuri su pelle chiara.

Nè l’epilazione con laser né quella con luce pulsata sono trattamenti dolorosi, infatti generalmente si sente soltanto una piacevole sensazione di calore; al termine della sessione potrebbe essere presente un leggero arrossamento, per ovviare al quale si applica una crema lenitiva.

Poiché lo scopo della fotoepilazione è quello di agire sulla matrice del follicolo pilifero, essa è efficace soltanto quando il pelo è in diretto contatto con la matrice, e cioè nella fase anagen. Non tutti i peli di una data zona si trovano allo stesso tempo nella fase anagen: per questo motivo generalmente non è sufficiente una sola seduta per ottenere un’epilazione completa, ma bisognerà sottoporsi a più sedute sufficientemente lontane nel tempo da permettere di trovare tutti i peli in fase anagen.

Chi può effettuarla

Il decreto 110 del 2011 regola l’utilizzo degli apparecchi elettromeccanici per uso estetico da parte del personale non medico impegnato nel settore estetico: secondo questa legge, l’utilizzo dei dispositivi a luce pulsata con fluenza (potenza) superiore a 26 joule/cm2, oppure con fluenza superiore a 13 joule/cm2 nel caso in cui siano sprovvisti di sistema di raffreddamento, è riservato ai soli medici. Tali strumenti infatti, se non opportunamente utilizzati ed impostati, possono causare danni permanenti e ustioni alla cute.

Appare dunque evidente come gli strumenti più potenti ed efficienti non siano utilizzabili dalle estetiste, che in ogni caso non hanno la formazione necessaria per riconoscere tutte le possibili controindicazioni e consigliare il paziente in tal senso.

Per coloro che decidessero comunque di rivolgersi a un centro estetico, la cosa migliore è consultare preventivamente un medico in modo da poter escludere qualsiasi controindicazione, e successivamente accertarsi della potenza dei macchinari utilizzati nel centro estetico di propria scelta, accertandosi che vengano utilizzati strumenti in linea con la normativa vigente.

Effetti collaterali e costi

In assenza di controindicazioni, la fotoepilazione non ha effetti collaterali importanti. In rari casi l’arrossamento della pelle, che è normale dopo il trattamento, può persistere per qualche giorno come una lieve scottatura. Non è comunque consigliato esporsi al sole nella settimana dopo il trattamento, che si consiglia pertanto di programmare per i mesi invernali. Bisogna inoltre tenere presente il fatto che, in ogni momento, circa il 20% dei propri peli si trovano nella fase anagen: per questo motivo generalmente sono necessarie dalle 8 alle 10 sedute per ottenere un risultato soddisfacente.

Rispetto al passato, i prezzi della fotoepilazione sono notevolmente scesi: il costo di una singola sessione è infatti generalmente limitato a poche decine di euro, rendendolo dunque un metodo tendenzialmente alla portata di tutti. Sebbene nel complesso la spesa non sia del tutto trascurabile, infatti, ogni sessione viene pagata singolarmente e non c’è dunque la necessità di disporre di investire subito una grossa somma di denaro.

Controindicazioni

Come tutti i trattamenti, anche la fotoepilazione ha delle controindicazioni: esse riguardano la situazione di salute generale del paziente e lo stato della pelle della zona trattata. Ad esempio, dunque, potrebbe essere possibile sottoporsi a fotoepilazione all’inguine ma non alle gambe, o viceversa. Bisogna in ogni caso essere onesti con il proprio medico riguardo alle proprie condizioni di salute, per evitare effetti dannosi potenzialmente anche gravi.

La prima controindicazione riguarda il fototipo: questo tipo di trattamento infatti non è efficace su pelli molto scure, o al contrario su peli molto chiari, ad esempio bianchi, biondi o rossi.

Bisogna poi tenere in considerazione lo stato di salute della pelle da trattare: non è possibile sottoporsi al trattamento in caso di presenza di cicatrici, vene varicose, tatuaggi, trucco semipermanente, psoriasi, eczema e altre condizioni della pelle, che non deve inoltre essere particolarmente secca o fragile e non deve presentare ferite aperte.

Infine si considera lo stato di salute generale: non possono sottoporsi al trattamento le donne in gravidanza e allattamento, coloro che soffrono di diabete o altri disturbi endocrini, epilessia, patologie della coagulazione, i portatori di pacemaker, le persone immunocompromesse, e ovviamente tutti coloro che per motivi medici non possono esporsi alla luce del sole, sia a causa dell’uso di farmaci o integratori (controindicazione temporanea) o a causa di patologie.

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