Pancia piatta, meglio la liposuzione o l‘addominoplastica?

Quando e perché ricorrere alla chirurgia estetica

Un ventre tonico e ben modellato è spesso in cima alla lista dei desideri di molte donne (e di un numero sempre maggiore di uomini). Ma non sempre la dieta e lunghe sessioni di esercizi sortiscono i risultati sperati. Dopo un drastico dimagrimento conseguente ad un regime alimentare rigoroso o ad una o più gravidanze, la pancia potrebbe risultare troppo rilassata per essere ridotta e rassodata con il solo ausilio di dieta e movimento. E se per qualcuno questo rappresenta un semplice fastidio di cui lamentarsi con gli amici, per altri può trasformarsi in un motivo di disagio psicologico così grave da compromettere i rapporti interpersonali e sfociare in una reale patologia. Senza contare che talvolta le criticità sono così avanzate da causare seri problemi di salute. In tali casi è possibile prendere in considerazione il ricorso alla chirurgia estetica.

La liposuzione

È probabilmente l’intervento più conosciuto e pubblicizzato. Consiste nell’asportazione dei depositi adiposi indesiderati tramite aspirazione con cannule sottocutanee molto sottili. Le incisioni sono minime e tendono a scomparire in pochi mesi senza lasciare cicatrici visibili. Non è tuttavia adatta a tutti. Si rivela infatti efficace per eliminare accumuli di grasso localizzati in precise zone del corpo (la pancia, ma anche i fianchi, i glutei o le gambe) ma è fortemente sconsigliato in presenza di obesità grave, poiché la considerevole rimozione di massa grassa rischia di causare un antiestetico accumulo di pelle. Quest’ultima, non riuscendo più ad aderire ai muscoli sottostanti, provoca un effetto di tessuto cadente conosciuto come “addome a grembiule”. Per approfondire.

L’addominoplastica

Il secondo tipo di intervento per rimodellare la pancia è indicato per curare proprio cedimenti di pelle quale l’addome a grembiule. È quindi suggerita dopo un considerevole calo di peso o una gravidanza, evento che forse più di altri mette a dura prova tutta la regione addominale a causa dello stress cui è sottoposta per diversi mesi. Dopo avere praticato un’incisione orizzontale, si interviene sia sui muscoli sia sui tessuti sottocutanei. I muscoli vengono riavvicinati e rimodellati, permettendo anche di ridurre il girovita, mentre la pelle viene tirata fino a ripristinare una condizione di tensione ottimale. La parte in eccesso viene poi asportata. L’addominoplastica è un intervento più invasivo della liposuzione e lascia una lunga cicatrice (spesso però piuttosto bassa e facilmente celabile da slip o costume). Se la superficie di pelle da asportare è localizzata esclusivamente all’altezza del basso ventre, è possibile ricorrere alla miniaddominoplastica. L’operazione coinvolge una zona più circoscritta. Anche la cicatrice ha dimensioni più contenute e il decorso post-operatorio è più breve. (Vedi anche: come dimagrire la pancia in poco tempo)

Fasi pre e post-operatorie

È assolutamente necessario ricordare che sottoporsi ad un intervento estetico significa sempre e comunque affrontare una vera e propria operazione chirurgica, con i rischi e le precauzioni da adottare che essa comporta. Non è insomma una decisione da prendere superficialmente e in maniera affrettata, ma una soluzione ragionata cui si giunge dopo avere esaminato pro e contro ed avere escluso tutte le possibili alternative. Qualora si decida di intraprendere questo percorso, è fondamentale rivolgersi ad un serio e qualificato professionista del settore. Lo specialista, effettuata una meticolosa anamnesi e provveduto ai necessari esami e visite preliminari, deciderà l’idoneità ad affrontare l’operazione e consiglierà l’intervento adeguato in base al quadro clinico. Ogni caso infatti è soggettivo e ciò che va bene per qualcuno potrebbe rivelarsi inefficace (se non controproducente) per altri. Per arrivare al giorno dell’intervento nella condizione ottimale e per assicurare in seguito un rapido e soddisfacente decorso post operatorio bisognerà inoltre attenersi scrupolosamente a tutte le direttive fornite dal chirurgo: dall’assunzione dei farmaci alle visite di controllo periodiche, dal rispetto dei tempi di riposo da lavoro e attività sportiva alle precauzioni igieniche da adottare per evitare l’insorgere di infezioni.

E dopo?

È sicuramente entusiasmante riappropriarsi della propria vita dopo anni passati a convivere con un difetto che ha condizionato ogni sfera del quotidiano. Vale tuttavia la pena di sottolineare che la chirurgia estetica non è una soluzione miracolosa e di certo non è la fine di un percorso. Può rivelarsi invece un buon punto di partenza per consolidare un successo che ha comportato sacrifici, fatica, attesa e rinunce. Successo che avrà effetti duraturi nel tempo solo se affiancato da uno stile di vita sano, da una dieta ricca e varia e dalla pratica di un’attività fisica moderata ma costante. LEggi anche: dimagrire con i cerotti dimagranti

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