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L’evoluzione della Micropigmentazione: la Tricopigmentazione

Con il passare degli anni e l’avvento di tecnologie sempre più avanzate all’interno del panorama estetico, la Micropigmentazione si estende ancora di più dando vita ad una nuova branca: la Tricopigmentazione.

Cos’è la tricopigmentazione?

Si tratta di una disciplina appartenente alla micropigmentazione, la quale prevede la simulazione del capello in crescita sulla testa, attraverso dei puntini di pigmento.

La tecnica prevede appunto l’inserimento di una micro quantità di pigmento nello strato più superficiale della pelle, il Derma.

Il pigmento viene trasportato sul cuoio capelluto attraverso uno strumento chiamato Dermografo, messo a punto per rilasciare sempre la medesima quantità e lavorare alla stessa profondità.

Differenze e similitudini da non confondere: tricopigmentazione e tatuaggio

È molto importante non confondere le due tecniche, in quanto il risultato delle stesse differisce in maniera sostanziale soprattutto se ci concentriamo sul loro fine.

Mentre il tatuaggio veniva usato sin dall’antichità per comunicare qualcosa attraverso il proprio corpo, la tricopigmentazione funge come soluzione al problema della perdita dei capelli, permettendo alle persone di ritrovare la propria autostima e la serenità nelle relazioni interpersonali.

Differenze Tecniche

Tra le differenze tecniche che possiamo incontrare sicuramente la macchina, gli aghi e i pigmenti sono gli elementi fondamentali che determinano il risultato del trattamento.

Per il trattamento della tricopigmentazione viene utilizzata una macchina pre impostata che varia il tasso di pressione del dermografo in base al tipo di pelle da trattare; potrebbe trattarsi di una cicatrice, di una cute sana o di una pelle ipertrofica.

I pigmenti utilizzati per questo tipo di trattamento sono pigmenti reversibili, ovvero vengono riassorbiti dall’organismo attraverso la fase della Fagocitosi.

Il tatuaggio, a differenza, utilizza pigmenti che non possono essere riassorbiti dai globuli bianchi e quindi rimangono nel derma profondo.

Tutte queste caratteristiche definiscono in maniera chiara le differenze tra il tatuaggio e la Tricopigmentazione.

Valutare un caso di tricopigmentazione: come individuare il candidato ideale

Uno degli aspetti fondamentali per capire se il trattamento può essere eseguito o meno, è individuare il candidato migliore.

Per poter fare ciò bisogna sicuramente valutare le condizioni cutanee del soggetto, il tipo di Alopecia e il suo stadio, ma soprattutto capire quali sono le aspettative della persona che si riferisce a noi in modo da proporle una soluzione personalizzata.

Con quali modalità viene eseguito il trattamento di tricopigmentazione?

Con la tricopigmentazione si possono ottenere diversi effetti: l’effetto rasato: il più comune, viene eseguito in 3 sedute e simula l’effetto di una persona che si è appena rasata i capelli, quindi con il capello in ricrescita.

L’effetto densità: viene eseguito in 4 sedute, due in due giorni consecutivi e le altre due dopo un mese, in due giorni consecutivi. Serve a infoltire delle zone della cute in cui vi è un piccolo diradamento, e dunque a nascondere degli spazi vuoti indesiderati. Per poter procedere con questo effetto occorre una corretta valutazione del caso e della lunghezza dei capelli già presenti sul cuoio capelluto.

Copertura di cicatrici: nel caso si tratti di cicatrici dovute a traumi o ad interventi chirurgici, è possibile coprire le cicatrici.

Tuttavia, anche in questo caso bisogna accertarsi che non si tratti di cicatrici in cui è ancora presente del sangue in superficie o che la pelle non sia troppo sottile, in quel caso non sarebbe fattibile il trattamento. Le cicatrici vengono trattate in due giorni, l’uno a distanza di un mese dall’altro.

Effetto correttivo, riguarda la correzione di lavori mal eseguiti da parte di operatori con poca esperienza o non qualificati; le correzioni sono più complesse rispetto a dei lavori nuovi, in quanto il tecnico deve riuscire a creare un’armonia sullo scalpo tra i punti già presenti e quelli che devono essere posizionati per poter creare l’effetto più naturale possibile.

Nel caso in cui questo non fosse possibile, si può ricorrere al pico-laser, per eliminare completamente il lavoro precedente e ricominciare da capo con un trattamento nuovo.

Scritto da Gianluigi Salvi