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La famosissima “stella di Natale”, la pianta natalizia per eccellenza è davvero pericolosa?

In questo articolo parliamo della pianta natalizia per eccellenza e della sua fantomatica pericolosità

Stelle di natale-Mark Stebnicki-pexels.com

La stella di Natale è il fiore per eccellenza del periodo che stiamo attraversando, quello appunto di Natale. Questa è diffusissima in tutto il mondo ed anche nel nostro paese, grazie infatti ai suoi colori, rosso e verde, è una delle piante più amate e più acquistate dalle persone durante le festività invernali. La sua scoperta risale al secolo scorso, in Messico, quando l’ambasciatore statunitense, il dottor Joel Poinsett, la vide per la prima volta.

L’uomo, colpito dai colori molto sgargianti della pianta, decise bene di portarla con sé di ritorno negli Stati Uniti, da quel momento iniziò a diffondersi prima in tutto il paese a stelle e strisce e poi in tutto il mondo occidentale.

In questo specifico articolo ci occuperemo però del “lato oscuro” di questa pianta, moltissimi articoli online e dicerie popolari, infatti, sottolineano la pericolosità della “stella di Natale”, ma sarà vero? Scopriamolo di seguito.

Una serra che contiene tante stelle di Natale
Una serra che contiene tante stelle di Natale-Mark Stebnicki-pexels.com

La pianta è veramente pericolosa?

Diciamolo subito, questa pianta festiva non è mortale, ma alcune storie e leggende metropolitane semplicemente non scompariranno dall’oggi al domani. Oltre cento anni fa, un bambino fu trovato morto accanto a una pianta selvatica di stella di Natale, e da quel momento nacque una sorta di leggenda nera intorno a quest’ultima. Episodi del genere, infatti, non sono stati più riscontrati, e si pensa, semplicemente, che il bambino non morì a causa della pianta in questione. I ricercatori hanno anche provato a scoprire quale potesse essere la dose velenosa della stella di Natale, ma i risultati, sia chiaro, non faranno felici i complottisti. Secondo gli specialisti la pianta non è in grado di uccidere un essere umano nemmeno se quest’ultimo assume 500 foglie, proprio a sottolineare l’effimera tossicità della stella di Natale.

Alcuni effetti indesiderati a cui comunque prestare attenzione

In generale, l’esposizione alla stella di Natale di solito ha effetti minimi o nulli nei bambini o negli animali domestici. L’ingestione può causare lievi irritazioni come nausea, vomito o diarrea, ma la pianta non è affatto letale. Il contatto diretto può causare eruzioni cutanee, e alcuni giardinieri hanno sperimentato questo effetto a causa della manipolazione della pianta.

Quindi, non è necessario eliminare completamente la stella di Natale dalla tua casa, poiché è un decoro festivo eccezionale. Tuttavia, è consigliabile mantenere la pianta fuori dalla portata di bambini e animali domestici per evitare possibili disagi o irritazioni cutanee.

Nel caso in cui siate certi che vomito, diarrea, e simili, siano stati causati al vostro animale domestico proprio dall’assunzione di foglie di questa pianta, contattate immediatamente il veterinario, che vi saprà consigliare esattamente la strategia da seguire.

Stella di Natale vicino ad una candela
Stella di Natale vicino ad una candela-Karolina Grabowska-pexels.com

La sicurezza prima di tutto

La stella di Natale è una pianta che ama particolarmente i raggi solari, e dunque per tenerla in salute è fondamentale porla in un luogo della casa che viene raggiunto dal sole. Spesso però la pianta, quando venduta, viene posta in involucri di plastica che possono essere pericolosi, soprattutto nel periodo natalizio, in cui spesso candele e luci natalizie sono disseminate in casa.

Il nostro consiglio è quello di tenere la stella di Natale lontana da fonti dirette di calore per evitare possibili incendi. Proprio per questi motivi, e per evitare spiacevoli incidenti, vi consigliamo di acquistare decorazioni natalizie di qualità, a basso consumo energetico, e che posseggano tutte le certificazioni necessarie.

Scritto da Pasquale Arrichiello

A 24 anni ho conseguito una laurea magistrale in Scienze Storiche alla Federico II di Napoli. Oltre alla storia ed alla filosofia, due delle mie principali passioni, ho da sempre coltivato un profondo amore per la scrittura, ed è proprio questo legame ad avermi condotto nel mondo dei copywriter.