Gas, prezzo in caduta, non si temono le minacce russe

Prezzo del gas in caduta: oltre a price cap contribuisce anche il clima mite e la domanda minore.

Il prezzo del gas è in caduta e non teme le minacce russe. La notizia di oggi: è sceso sotto gli 88 euro segnati il 23 febbraio prima dell’invasione della Russia in Ucraina, senza temere le rinnovate minacce di Mosca sulle forniture all’Europa. Il contratto future Ttf ad Amsterdam è in calo di oltre il 7% a 85,5 euro al megawattora, in mattinata era a quota 83.

La realtà dei fatti è che si è trattato del maggior calo settimanale, circa il 25%  in meno da settembre ad oggi grazie all’accordo raggiunto lunedì nelle Ue sul Price cap. Ma non solo. Ad aiutare la discesa delle quotazione hanno contribuito anche le previsioni meteo miti con un caldo fuori stagione in alcune zone del centro e del sud Europa. Queste temperature si prevedono per tutto il periodo festivo fino a gennaio. Inoltre, rallenta la domanda di gas da parte dell’industria.

La Russia ovviamente continua a minacciare, intende dirottare le sue forniture di gas dall’Europa verso altre parti del mondo. Novak, citato dall’agenzia Tass ha detto: “tutto questo benché il mercato europeo resti rilevante”. Novak, si è anche occupato di quantificare la riduzione della produzione petrolifera annunciata ieri da Vladimir Putin in risposta al ‘price cap’ europeo di 5-700mila barili giornalieri. Ha quindi, dichiarato che la produzione di idrocarburi sarà dirotta verso i mercati dell’Africa, dell’Asia-Pacifico e dell’America latina.