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Sara Roversi
Sara Roversi

Carenza Vitamina D: sintomi e conseguenze della vitamina D bassa

Indice

La vitamina D o calciferolo è una vitamina liposolubile presente sia negli alimenti di origine vegetale (vitamina D2), che negli alimenti di origine animale (vitamina D3). La vitamina D è importantissima per la salute delle ossa, per le quali svolge un’azione simile a quella di un ormone. La carenza vitamina D causa malattie sia nei bambini (rachitismo) che negli adulti (osteomalacia e osteoporosi).

La forma D3 (colecalciferolo) viene anche prodotta autonomamente dall’organismo grazie all’esposizione alla luce solare ed alla modificazione chimica in fegato e reni. Infatti, la maggior parte della vitamina D è prodotta dall’organismo e solo una minima percentuale del fabbisogno giornaliero viene introdotta con la dieta. La vitamina D è liposolubile (si scioglie facilmente nel grasso) e viene immagazzinata nel fegato, dove viene rilasciata quando il corpo ne ha necessità.

La vitamina D per essere attivata necessita della luce solare: le quantità accumulate durante l’estate vengano secrete nel periodo invernale.

La quota di vitamina D sintetizzata dal nostro organismo (colecalciferolo) necessita dei raggi solari per essere attiva. La vitamina D ha diverse funzioni importantissime nell’organismo:

  • aiuta la calcificazione delle ossa
  • regola la concentrazione di fosforo e calcio nel sangue
  • favorisce il differenziamento di alcune linee cellulari
  • ha un ruolo nel coordinamento neuro-muscolarecarenza vitamina d

Vitamina D per le ossa

Nell’apparato scheletrico, la vitamina D stimola l’assorbimento del calcio e del fosforo, due minerali fondamentali per il mantenimento della struttura scheletrica e per la formazione stessa dell’osso in età neonatale ed infantile. Per questo motivo, è essenziale che i bambini sin dalla nascita assumano una dose sufficiente di vitamina D. In tal modo si avrà la sicurezza di uno sviluppo sano dell’apparato scheletrico.

Il calciferolo è in grado di stimolare la sintesi di proteine specifiche che trasportano il calcio, intervenendo a livello delle cellule intestinali, ed aumentando l’assorbimento di fosforo e magnesio. A livello osseo, la vitamina D interagisce con la calcitonina ed il paratormone – un ormone prodotto dalle paratiroidi – modulandone l’azione ed anche la secrezione.

Valori di riferimento vitamina D

La concentrazione ideale di vitamina D è tra 30 e 60 ng/ml, mentre si parla di insufficienza dai 10 ai 30 ng/ml e di carenza al di sotto dei 10 ng/ml. Nella tabella che segue sono riportati i valori di riferimento per una situazione di carenza, insufficienza, normalità, eccesso ed intossicazione.

Definizione ng/ml
Carenza <20
Insufficienza 20-30
Sufficienza >30
Eccesso >100
Intossicazione >150

 

La vitamina D liposolubile, di conseguenza la si ritrova nei seguenti cibi:

  • nei pesci grassi (sardine, trota, salmone, alici, sgombro, aringhe, tonno, pesce spada)
  • uovo intero
  • latte e nei latticini
  • carne

Purtroppo la vitamina D presente nei cibi vi si trova in scarse quantità, quindi è necessario esporsi al sole per consentire al nostro organismo di produrla. Nel caso ci sia carenza (crescita, gravidanza, allattamento, patologie specifiche) esistono alimenti addizionati di vitamina D o integratori.

Carenza di vitamina D

Nella letteratura scientifica e nella pratica clinica è noto che la carenza di vitamina D (ipovitaminosi) causa ipomineralizzazione, ovvero diminuzione del contenuto minerale osseo, con gravi conseguenze a livello dello scheletro (rachitismo nei bambini ed osteomalacia negli adulti).

Le persone con carenza di vitamina D generalmente non si espongono a sufficienza al sole, dato che solo il 20% del fabbisogno di vitamina D deriva dal cibo, mentre ben l’80% deriva dalla luce solare che catalizza la produzione della forma prodotta dall’organismo. A sostegno di ciò, a soffrire di carenza sono soprattutto gli abitanti dei Paesi nordici, adulti e bambini che stanno troppo al chiuso e gli anziani che sintetizzano meno vitamina D.

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Sapevi che…?

Il famoso poeta ottocentesco Giacomo Leopardi da bambino probabilmente soffriva di una forma di rachitismo da carenza di vitamina D, a causa delle lunghe giornate trascorse al chiuso in biblioteca.

Carenza vitamina D sintomi

Siccome la vitamina D viene attivata dalla radiazione solare, per evitare carenza vitamina D è molto importante trascorrere del tempo all’aria aperta ed alla luce del sole (almeno mezz’ora alla settimana), con gambe e braccia scoperte e senza crema solare, se è possibile.

I sintomi iniziali della carenza di vitamina D sono:

  • riduzione sierica di fosforo e calcio
  • iperparatiroidismo secondario (eccessiva produzione di paratormone per assenza del meccanismo di feedback negativo).

Più tardivamente si possono verificare altri sintomi (quando la carenza diventa cronica):

  • demineralizzazione ossea
  • fragilità ossea
  • osteoporosi
  • fragilità di unghie e capelli
  • psoriasi
  • ingrossamento articolare
  • dolori osteo-articolari
  • ipertensione
  • sintomi neurologici da abbassamento dei livelli di serotonina (irritabilità, depressione, tristezza)

La vitamina D è implicata non solo nella mineralizzazione ossea, ma anche in altri processi metabolici di fondamentale importanza: in particolare la carenza determina anche diabete, sarcopenia (riduzione della massa muscolare tipica degli anziani), malattie cutanee, autoimmuni e respiratorie.

Vitamina D bassa: quali conseguenze

Le conseguenze di una carenza prolungata e severa di vitamina D sono:

  • Rachitismo (bambino). Il rachitismo appare nei bambini di 4-24 mesi di età e consiste nella scarsa mineralizzazione dell’osso. I minerali sono essenziali per la rigidità e la resistenza ossee e la loro carenza provoca deformazioni scheletriche: per questo motivo nei primi mesi di vita è il cranio a subirne maggiormente le conseguenze. Se c’è carenza di vitamina D si possono verificare rammollimento delle regioni occipitali e temporali e ritardo di chiusura della fontanella. Se la carenza avviene dopo i 6 mesi, si possono verificare ipertrofia delle giunzioni osteocondrali ed incurvamento delle ossa lunghe degli arti inferiori.
  • Osteomalacia (adulto). Nell’adulto è definito osteomalacia il tipico quadro da carenza di vitamina D, che si manifesta con debolezza muscolare, dolori alla colonna vertebrale, andatura incerta, fragilità ossea specie della spina dorsale, delle costole e del bacino, bassa densità ossea e presenza di pseudo-fratture, altissimo rischio di fratture ai polsi ed al bacino.

Gli anziani sono particolarmente esposti alla carenza di vitamina D, perché il loro organismo ne produce in minore quantità. Inoltre spesso gli anziani sono colpiti da altre malattie croniche, devono assumere numerosi farmaci e di conseguenza tendono a diventare meno aderenti alle terapie.

Siccome c’è anche la possibilità che i farmaci assunti interferiscano con l’assorbimento o la produzione della vitamina D, bisogna che il medico prenda in considerazione le possibili interazioni farmacologiche.

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Vitamina D carenza in Italia

La Società Italiana di Osteoporosi, in contrasto con ciò che afferma l’Agenzia Italiana del Farmaco, ritiene che l’80% della popolazione italiana sia carente di vitamina D. La carenza interesserebbe metà dei giovani italiani nei mesi invernali. La carenza inoltre aumenterebbe con l’età, fino ad interessare la quasi totalità della popolazione.

Uno studio italiano del 2003 dimostra che quasi l’80% delle donne in menopausa aveva livelli sierici di vitamina D inferiori a 12 ng/ml. La carenza è molto frequente anche nei bambini indipendentemente dall’area geografica, infatti alcuni studi hanno rivelato che la carenza di vitamina D non è correlata alla zona dove si vive.

Farmaci per integrare vitamina D

Ci sono soggetti che sono particolarmente esposti alla carenza vitamina D, ad esempio chi soffre di malassorbimento gastrico, patologie intestinali, insufficienza renale o chi usa farmaci che interagiscono con il metabolismo della vitamina D. Anche le persone obese sono a rischio, perché la vitamina D è lipofila e di conseguenza viene “catturata” dal tessuto adiposo.

Esistono integratori di vitamina D in diverse forme: gocce, compresse, estratti adatti anche all’alimentazione vegetariana e vegana. Alcuni integratori sono anche addizionati di vitamina K, mentre altri contengono antiossidanti. Ecco alcuni integratori naturali di vitamina D che non necessitano di prescrizione medica:

Attenzione: non bisogna assumere vitamina D senza aver eseguito esami del sangue e senza la prescrizione medica, perché si potrebbe verificare un eccesso. L’eccesso di vitamina D è abbastanza raro, ma può causare sindromi da ipervitaminosi con una serie di conseguenze acute e croniche.

Lista delle principali vitamine

Domande e risposte

{“domanda”: “Cosa mangiare quando si ha carenza di vitamina D?”, “risposta”: “Quando si ha carenza di vitamina D bisogna mangiare: olio di fegato di merluzzo, pesci grassi, in particolare sgombro, aringa, tonno, carpa, anguilla, pesce gatto e salmone, ostriche e gamberi, formaggi grassi, burro, tuorlo d’uovo, funghi (unica fonte vegetale di vitamina D), carne di fegato. In tal modo, difficilmente si avrà una carenza.”} ,
{“domanda”: “Cosa comporta la carenza di vitamina D?”, “risposta”: “La carenza di vitamina D compromette in modi diversi la mineralizzazione ossea, il che contribuisce allo sviluppo di malattie come il rachitismo, nei bambini, e l’osteomalacia e l’osteoporosi, negli adulti.”} ,
{“domanda”: “Che cos’è e a cosa serve la vitamina D?”, “risposta”: “Per alcune sue caratteristiche, la vitamina D viene considerata più un ormone che una vitamina, infatti può essere prodotta nell’organismo dall’azione della luce solare sulla pelle; controlla la quantità di calcio che viene assorbita dall’intestino; inoltre, regola i livelli del calcio e del fosforo nel sangue e nelle ossa.”} ,
{“domanda”: “Dove si trova la vitamina D?”, “risposta”: “La vitamina D è presente in molti alimenti e viene prodotta naturalmente dalla pelle in seguito all’esposizione al sole. Negli alimenti ci sono piccole quantità di vitamina D, ma è comunque possibile ritrovarla in alcuni pesci (per esempio salmone, aringa e sgombro), burro, uova, fegato e alcuni tipi di formaggi grassi.”} ,
{“domanda”: “A cosa è dovuto il rachitismo?”, “risposta”: “Il rachitismo è una malattia tipica dell’età pediatrica ed è causato da un difetto di ossificazione della matrice osteoide di nuova formazione, soprattutto a livello delle cartilagini di coniugazione e delle zone di calcificazione provvisoria.”}
[/md_domande_e_risposte]

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