Iodio: cos’è, a cosa serve ed effetti collaterali

Capiremo in quali alimenti è contenuto questo micronutriente e in che quantità, ma anche cosa provoca un eccesso di iodio. Scopriremo anche perché per i bambini tra 1 e 5 anni la carenza di iodio è pericolosissima e perché è connessa a deficit cognitivi e riduzione del quoziente intellettivo. 

Vi siete mai chiesto perché il Ministero della Salute consiglia di usare nella dieta alimentare quotidiana il sale iodato al posto del comune sale da cucina? Scopriamolo insieme. 

Lo iodio è un micronutriente minerale essenziale per la salute e il benessere dell’organismo. Si trova essenzialmente nel sale iodato e nei prodotti della pesca di mare. 

Il nostro corpo ha necessità dello iodio per la sintesi degli ormoni tiroidei (tiroxina e triiodotironina, T4 e T3). Secondo numerosi studi scientifici, lo iodio ha anche una funzione antiossidante e protettiva del nostro sistema cardiovascolare. Per queste sue importanti proprietà, questo minerale figura nella lista delle medicine essenziali dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). 

Dove si trova

Come tutti sapranno già, lo iodio si trova soprattutto negli alimenti di mare ovvero nei prodotti della pesca di mare e dell’itticoltura come crostacei, alghe, pesce e molluschi. A proposito consigliamo di scegliere prodotti provenienti da una pesca sostenibile e che ha meno impatto negativo sull’ambiente. L’ideale è preferire il consumo di pesce azzurro, pesce di stagione, pesce proveniente dalla filiera corta o da acquacoltura sostenibile come alici, sardine, cefalo, sgombro, cozze, vongole e tombarello. 

iodo e crostacei

Le alghe (kelp, nori, kombu, wakame) sono tra le fonti principali di iodio, ma allo stesso tempo sono un cibo sottovalutato in Italia e poco consumato.  

Alcuni ortaggi, se coltivati in terreni ricchi di iodio, possono diventare una buona fonte di iodio nella dieta alimentare come le patate e gli asparagi. Anche la carne, le uova, i cereali e il latte di mucca contengono questo minerale. 

Il sale iodato (ovvero il comune sale da cucina con aggiunta dei sali di iodio) unito ad alcuni alimenti quindi consente di integrare il giusto apporto di sale nella nostra dieta alimentare. Come il normale sale da cucina, quello iodato non ha colore né sapore e non altera il gusto degli alimenti a cui è combinato. Per evitare “perdite” di iodio si consiglia di salare gli alimenti solo dopo la cottura e non durante, poichè, a seconda della tipologia di cottura, si perde sino al 58% di iodio (nello specifico circa il 20% con la frittura, il 23% con la grigliata e il 58% con la bollitura). 

Quanto assumerne

Le persone “sane” non necessitano di assumere integratori di iodio, data la presenza del sale in commercio. Le persone vegetariane o che non mangiano pesce o che evitano di salare gli alimenti devono calcolare un supplemento di 200 g/die (milligrammi al giorno).

vongole

Secondo la National Academy of Medicine, la dose giornaliera di iodio consigliata è:

  • 110-130 ?g/die per i bambini fino a 12 mesi;
  • 90 g/die per i bambini fino a 8 anni;
  • 130 g/die per i bambini fino a 13 anni;
  • 150 g/die per gli adulti e le persone anziane; 
  • 220 g/die per le donne in gravidanza;
  • 290 g/die durante l’allattamento.

Secondo la SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana), invece, la PRI ossia l’assunzione di sodio giornaliera raccomandata per la popolazione è la seguente:

  • 70 g/die per i lattanti dai 6 ai 12 mesi; 
  • 100 g/die per i bambini fino da 1 a 10 anni;
  • 130 g/die per i bambini da 11 a 17 anni;
  • 150 g/die per adulti e anziani;
  • 220 g/die per le donne in gravidanza e allattamento.

Carenza

La prima cosa da sapere è che grazie alle riserve di iodio nella tiroide l’essere umano è in grado di “sopravvivere” almeno due settimane senza assumere iodio attraverso gli alimenti e senza presentare quindi sintomi dovuti a carenza di iodio. In alcune parti del mondo quali i Paesi in via sviluppo o territori dove non si consuma sale iodato oppure c’è un clima arido e non si consumano cibi di mare, può capitare che le persone presentino gravi carenze di iodio. 

La carenza di iodio provoca:

  • grave affaticamento
  • depressione
  • aumento di peso
  • bassa temperatura corporea basale
  • riduzione del quoziente intellettivo nei bambini 
  • ipotiroidismo
  • gozzo

Un deficit nell’assunzione di iodio negli individui adulti può provocare anche calvizie precoce, astenia e stanchezza cronica. Nelle donne in stato di gravidanza una grave carenza di iodio provoca ritardo nella crescita del feto, sindrome da deficit di attenzione nel feto o in altri casi aborto. 

Si stima che la carenza di iodio colpisca circa 2 miliardi e mezzo di persone ed è la prima causa certa di disabilità intellettiva (nota anche come MR ossia Mental Retardation ). In Europa il deficit di assunzione dell’iodio nei bambini è il più alto del mondo intero ed è la principale causa di ritardo mentale neonatale. 

Per sopperire alla carenza di iodio, oltre a un cambio del regime alimentare grazie al consulto di un nutrizionista è possibile ricorrere a integratori acquistabili in farmacia, contenenti iodio sotto forma di ioduro di sodio o di potassio. 

Effetti collaterali

Quando lo iodio fa male? Il consumo eccessivo di iodio può nuocere alla salute e provocare ipertiroidismo, ipotiroidismo, gozzo e autoimmunità tiroidea. I problemi alla tiroide dovuti allo iodio solitamente sono transitori e di lieve entità. Un consumo eccessivo di bevande arricchite, sale iodato, latte di origine animale, uova di galline nutrite con mangimi fortificati nonché l’assunzione di alcuni integratori alimentari possono provocare un eccesso di iodio nel regime alimentare. 

Chi ha avuto carenze di iodio in passato deve fare molta attenzione perché è molto più suscettibile ai disturbi alla tiroide causati dallo iodio.