Toxoplasmosi
Gianluigi Salvi
Gianluigi Salvi

Toxoplasmosi in Gravidanza: Valori, Sintomi, Cosa Mangiare e Non

Indice

Toxoplasmosi in Gravidanza, si tratta di una una delle patologie che più preoccupano le donne che stanno portando avanti una gravidanza. Si tratta di un timore più che legittimo, il rischio per la donna incinta è piuttosto elevato. Questo perché la toxoplasmosi non crea troppi problemi, di solito, agli esseri umani. D’altra parte, è altrettanto vero che i rischi vanno considerati bene, durante lo stato interessante.

La toxoplasmosi è dovuta a un parassita, chiamato toxoplasma, che non si trova solo nella carne. Il toxoplasma vive anche nelle feci di gatto e nel terreno in cui ha defecato un gatto o un altro animale infetto. Quali cibi vanno mangiati e quali, dunque, evitati per non correre il rischio di contrarla? Vediamolo insieme.

Toxoplasmosi in Gravidanza: Cos’è?

La toxoplasmosi viene definita come “zoonosi“, perché si tratta di una malattia infettiva degli animali, trasmissibile però all’uomo. Il parassita che provoca la toxoplasmosi prende il nome di toxoplasma, che può infettare moltissimi animali, tra cui gatti, uccelli e rettili. Dopo una fase iniziale senza sintomi clinici riconoscibili ma con il parassita in circolazione, la risposta del soggetto cambia. Nel gatto e negli animali non è così semplice da riconoscere. Dunque venire a contatto con gatti, saliva, feci e altri animali infetti può essere molto pericoloso per una donna incinta.

toxoplasmosi in gravidanza

La toxoplasmosi è, come abbiamo già detto, ad alto rischio quando si contrae in gravidanza. L’infezione può infatti passare al bambino attraverso la placenta. Questo può provocare, in alcune circostanze, malformazioni ai neonati, addirittura l’aborto o la morte in utero. Come vedremo, sono tante le precauzioni e le attenzioni da considerare durante la gravidanza.

Toxoplasmosi in Gravidanza: Valori

I valori che vengono valutati, in gravidanza e non solo, per verificare una infezione da toxoplasmosi in atto, sono quelli di diversi anticorpi. Nello specifico, si valutano i valori di immunoglobine M e immunoglobine G, attraverso una analisi del sangue.

  • IgM, che vengono prodotte molto velocemente. Questo poiché si occupano di una risposta a breve termine. La concentrazione di IgM aumenta per alcune settimane, per poi diminuire quando inizia la produzione di IgG.
  • IgG, che rappresentano la maggior parte delle immunoglobuline nel nostro corpo. Sono, di solito, prodotte durante la prima infezione, ma anche dopo qualche settimana dal contatto.

Quanto entrambi i valori di IgM e IgG risultano positivi, significa che c’è un’infezione in atto che dunque deve essere valutata. In ogni caso, si tratta di un esame richiesto dal medico o dal ginecologo. Rimanere sotto l’attenzione di uno specialista, durante la gravidanza, è essenziale.

Toxoplasmosi Sintomi

Quali sono i sintomi principali che potrebbero indicare una infezione da toxoplasma? Teniamo in considerazione che potrebbero comparire anche due settimane o un mese dopo il contagio. Questo costituisce un rischio elevato. Vediamoli insieme!

  • In soggetti immunocompetenti, senza particolari patologie, la malattia potrebbe rimanere del tutto asintomatica.
  • In soggetti più a rischio, la toxoplasmosi può colpire reni (insufficienza renale), fegato, occhi e ossa.
  • Soltanto in alcuni casi, compare uno stato febbrile non troppo elevato.
  • Senso di stanchezza di mancanza di energia, astenia.
  • Dolori diffusi alle ossa e affaticamento.toxoplasmosi

Toxoplasmosi in Gravidanza: Cosa Mangiare

Molte persone sono convinte che, per evitare la toxoplasmosi, sia necessario liberarsi del gatto di casa, soprattutto se è presente una donna in stato di gravidanza. In realtà non serve perché, con una serie di accortezze, le possibilità di contrarla dal proprio felino sono davvero minime. Ci sono dei comportamenti e degli accorgimenti da mettere in atto che possono aiutare a prevenire la toxoplasmosi, di seguito vediamo quelli fondamentali.

  • Meglio non mangiare carne cruda, deve avere la giusta cottura.
  • Lavare sempre bene le mani con acqua e sapone, soprattutto dopo aver toccati cibi crudi o verdure non lavate bene.
  • Lavare sempre bene frutta e verdura, prima di servirla.
  • Congelare la carne qualche giorno prima di cucinarla. Questo riduce di molto la possibilità di contrarre la toxoplasmosi.
  • Lavare molto bene i taglieri e tutti gli utensili da cucina nonché le superfici dove si prepara il cibo, con acqua calda e sapone, dopo ogni utilizzo.
  • Evitare di bere acqua non depurata, soprattutto se si sta viaggiando verso paesi non sviluppati.
  • Il pesce crudo come il sushi può essere consumato in gravidanza? Si consiglia di evitarlo perché può contenere germi, come la salmonella.

Ricordiamo ancora una volta che l’infezione può essere contratta ingerendo il parassita. Il toxoplasma può essere presente sulla carne di animali infetti, nelle feci del gatto, nel terreno dove ha defecato il gatto ma anche su frutta e verdura contaminati. Per questo motivo bisogna prestare molta attenzione alla pulizia e all’igiene, soprattutto durante il periodo della gravidanza per evitare di mettere in pericolo la salute della mamma e del bambino.

Toxoplasmosi in Gravidanza: Cosa Non Mangiare

Come abbiamo già accennato nel paragrafo precedente, ci sono alcuni cibi che in gravidanza è meglio evitare. Le accortezze sono tante, approfondiamo qui le principali.

  • I rischi della carne cruda

Il maggior fattore di rischio è sicuramente costituito dalle carni crude o poco cotte. Se si tratta di carni contaminate dal parassita, è molto probabile contrarre la patologia. Con carni crude o poco cotte intendiamo tante preparazioni differenti. Parliamo di carpaccio e tartare, ma anche gli insaccati. Sebbene siano stati esposti a procedure di stagionatura, non possono essere considerati del tutto sicuri.

  • Prodotti non pastorizzati

Anche i prodotti non pastorizzati di origine animale sono a rischio. Il parassita può infatti essere trasmesso anche attraverso latte e uova. Quindi è d’obbligo, nel caso in cui si decida di consumare formaggi e latticini, controllare che siano stati sottoposti a pastorizzazione. La totalità dei prodotti venduti attraverso i canali ufficiali sono sottoposti a pastorizzazione. Meglio, a scopo precauzionale, acquistare prodotti fuori dai circuiti tradizionali. Si può mangiare il gelato durante la gravidanza? Si tratta di un prodotto che, se preparato con latte o panna pastorizzati, può essere consumato senza alcun tipo di problema. Senza alcuna preoccupazione per la salute della mamma e per quella del bambino.

  • Le verdure non lavate

Anche le verdure possono essere state contaminate dal toxoplasma. Per questo motivo devono essere sempre lavate accuratamente. Meglio affidarsi a prodotti che garantiscano una disinfestazione profonda, prodotti che possono essere trovati facilmente in commercio senza troppi problemi. L’esposizione prolungata al freddo, come nel caso dei prodotti congelati, potrebbe essere non sufficiente per l’eliminazione del parassita. Bisogna comunque accertarsi che tutto sia stato lavato a fondo, prima di essere consumato.

Toxoplasmosi in Gravidanza: Esperienze

Le esperienze di donne che in gravidanza hanno affrontato la toxoplasmosi sono numerose anche se in riduzione, nel corso degli ultimi anni. Purtroppo sono tante le testimonianze di mamme che, dopo aver contratto la patologia, hanno dovuto subire un raschiamento per abortire. Si tratta di una esperienza molto dolorosa, che segna per il resto della propria esistenza. Per questo ricordiamo l’importanza di informarsi quando di scopre di essere incinta. Tante, per fortuna, sono anche le esperienze di mamme e coppie che, dopo aver scoperto di aver contratto la toxoplasmosi, sono riuscite a portare avanti la gravidanza. Ricordiamo che, la trasmissione dell’infezione al feto, avviene nel 40% dei casi. D’altra parte, una volta contratta la toxoplasmosi, c’è poco da fare. Fate attenzione!

Toxoplasmosi in Gravidanza: Cure

Premettiamo che un vaccino contro la toxoplasmosi non è ancora stato scoperto. Le accortezze da tenere a mente sono tante, esistono anche alcune cure che però, per una donna incinta, costituiscono sempre un rischio. Vediamole insieme. Per i soggetti con un buon sistema immunitario e le donne non in gravidanza, non occorre sottoporsi ad uno specifico trattamento farmacologico. L’infezione regredisce da sola nel giro di poche settimane.

Un’altro discorso riguarda, invece, le donne incinta. Nel caso in cui la donna dovesse contrarre la toxoplasmosi durante la gravidanza, è possibile fermare la trasmissione dell’infezione al bambino grazie a una specifica cura antibiotica. Bisogna sempre rivolgersi a uno specialista in questi casi, per capire come procedere. Il trattamento più utilizzato è quello con spiramicina, un antibiotico ben sopportato sia dalla madre sia dal feto. Quando invece la gravidanza supera il secondo semestre e quando l’amniocentesi conferma l’infezione al feto, diventa obbligatorio sostituire la spiramicina con la combinazione di pirimetamina e sulfadiazina, con l’aggiunta di acido folico.

Toxoplasmosi e animali

Abbiamo detto che non è necessario rinunciare al gatto di casa, con una donna in stato di gravidanza, ma è importante fare attenzione ad alcune cose. Vediamole insieme!

  • La donna in gravidanza non deve cambiare la lettiera del gatto. In generale, è meglio usare un detergente o acqua calda per pulirla oltre che lavarsi le mani, dopo averlo fatto
  • Bisogna tenere il gatto in casa, in modo da evitare che prenda la toxoplasmosi attraverso escrementi di animali infetti altrove
  • Attenzione a coprire la lettiera, per evitare che altri gatti senza dimora la usino
  • Non far mangiare al gatto carne cruda
  • Evitare di prendere un nuovo gatto, se si è incinta
  • Mettere sempre i guanti quando si pratica giardinaggi, poi lavarle subito dopo. I gatti in giro per il giardino sono tanti e non sotto il nostro controllo
  • Si consiglia di usare zanzariere per evitare che entrino insetti dentro casa. Le feci dei gatti sono il covo preferito di mosche e zanzare, che possono portare la toxoplasmosi alla persona

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