Acufeni: 24 cause principali e i 7 rimedi più semplici

Gli acufeni sono stimoli uditivi endogeni, percepiti dal cervello ma non percepibili dall’esterno. Sono quelli che vengono definiti come ronzii, crepitii, fischi, sibili, colpi, battiti… suoni prodotti dal cervello che compromettono la qualità della vita di chi li percepisce. Infatti, la maggior parte delle persone ne ha fatto esperienza nel corso della sua vita ma alcune, a causa di questo fastidio, perdono la serenità, ricorrendo ad ansiolitici per placare il fastidio ricorrente.

Ci sono casi, infatti, in cui l’acufene può provocare depressione, il rumore cronico può causare disturbi del sonno, della concentrazione e della lettura. Questi possono, quindi, interferire con la vita normale e le attività quotidiane.

Secondo una ricerca del 2003, riguardo il legame tra acufene e depressione, è stato dimostrato che la maggior parte delle persone affette da acufene non sono depresse. I pazienti che soffrivano già di depressione si sentono più danneggiati dal problema rispetto altri pazienti che non sono per niente depressi.

Cura per gli acufeni

Sembra non esista nessuna cura definitiva per l’acufene, non c’è modo per impedire alle tante persone al mondo che soffrono di questo fastidio, di non essere più tormentate da quel rumore. Esistono, però, casi in cui è possibile dare un po’ di sollievo. Alcune persone, in effetti, producono cerume in eccesso che impedisce ai rumori esterni di entrare nell’orecchio; rimuovendo il cerume, si rimuove la causa che provoca il disturbo.

Persone con gravi problemi di udito hanno scoperto che usando un impianto cocleare è possibile sentire meglio, rendendo l’acufene meno fastidioso.

L’ereditarietà

Alcune persone hanno una predisposizione ereditaria agli acufeni ma non si ha alcuna certezza che il problema sia già scritto nei geni. Alcuni scienziati che stanno lavorando a una mappatura del genoma umano, non hanno scoperto ancora alcun gene dell’acufene. Hanno individuato, però, alcuni geni che sono responsabili di problemi d’udito rari, della disfunzione temporo-mandibolare, della sindrome di Ménière e del neurinoma acustico. Le patologie elencate spesso, tra gli effetti collaterali, presentano acufeni e questo indica che potrebbe esserci qualche tipo di collegamento, ma per ora non si ha certezza.

Nel 2002, un dottore di ricerca presso l’Università del Michigan, Avril Holt ha ricevuto 200.000 dollari per la sua tesi dal titolo “Espressione genica differenziale in un modello per l’acufene centrale”. Questa ricerca ha dato il via all’idea che possa esserci qualche tipo di ereditarietà e quindi l’inizio di altre analisi e approfondimenti.

Nell’introduzione della tesi è possibile leggere le seguenti parole:

“L’acufene, cioè la percezione del rumore in assenza di stimoli acustici, è un problema rilevante negli Stati Uniti: affligge più di un terzo della popolazione ed è il disturbo otologico riferito più di frequente. Alla luce delle ricerche recenti che dimostrano l’aumento dell’attività spontanea in regioni specifiche del cervello, è possibile formulare e sottoporre a verifica alcune ipotesi che riguardano il meccanismo fondamentale che sta alla base dell’acufene. Le ricerche che illustriamo in questa sede forniranno prospettive fondamentali sul meccanismo che sta alla base dell’acufene centrale e forniranno una base per le ricerche future, allo scopo di sviluppare metodi e interventi per prevenire, trattare o curare l’acufene centrale.”

Acufeni: le 24 cause principali

Sembra che possono essere molte le cause che determinano il disturbo di cui abbiamo trattato. Vediamo insieme le tre marco-categorie che contengono le cause principali che abbiamo raccolto e che riguardano la comparsa di acufeni.

Cause più comuni

  • Esposizione continua a rumori forti;
  • Presenza di ingombri di cerume nel condotto uditivo;
  • Farmaci tossici per l’orecchio (alcuni diuretici sono nell’elenco: insieme ad anti-infiammatori; antibiotici e farmaci anti-ipertensivi);
  • Infezioni dell’orecchio o sinusiti;
  • Allineamento non corretto della mandibola;
  • Cataratta;
  • Ictus;
  • Malattie cardiovascolari (in questo caso l’acufene è avvertito come una pulsazione a tempo con il battito cardiaco);
  • Herpes Zoster Oticus: una malattia causata dalla riattivazione del virus varicella-zoster che compromette i nervi cranici;
  • Tumori che riguardano faccia, testa e orecchie;
  • Traumi alla testa e al collo;
  • Anomalie dei vasi sanguigni: aneurismi, arteria carotidea, aterosclerosi;
  • Colpo di frusta che interessa la parte alta della colonna vertebrale;
  • Malattie come iper e ipotiroidismo, Otite, Sindrome di Ménière, Malattia di Lime, Fibromialgia ecc.
  • Intossicazione da monossido di carbonio.

Cause neurologiche

  • Emicrania
  • Neurofibromatosi
  • Meningite
  • Epilessia
  • Sclerosi multipla
  • Ipertensione intracranica

Cause psicologiche

Tra le cause della comparsa di Acufeni è possibile riconoscere anche quelle psicologiche: successive a qualche tipo di trauma o evento particolarmente emotivo. Tra le cause psicologiche, troviamo:

  • Stress
  • Ansia
  • Depressione

Acufeni: 7 rimedi non definitivi

Contro gli acufeni non esistono cure definitive.

  • Se sono causati da ingombri di cerume, si può fare rimuovere l’eccesso dal proprio otorino.
  • Nel caso in cui la causa sia una ridotta capacità uditiva, si può ricorrere all’impianto cocleare.
  • Apparecchi acustici (mascheratori di rumore) che fanno sentire altri suoni al paziente in modo da alleviare la percezione dell’acufene.
  • Nel caso in cui il disturbo diventi insopportabile, con l’aiuto del proprio medico si può ricorrere a sostanze calmanti per alleviare i sintomi di ansia e depressione che spesso si accompagnano a questo fastidioso disturbo.
  • Se la causa è l’ipertensione, bisogna utilizzare farmaci adatti per mantenere in equilibrio sbalzi/alterazioni della pressione sanguigna.
  • Per le infezioni batteriche che causano acufeni, prendere farmaci antibiotici.
  • Actea racemosa: un rimedio naturale per gli acufeni nell’omeopatia.

5 consigli utili per limitare il disturbo

  • Evitare l’esposizione ripetuta ai rumori forti;
  • Ridurre l’assunzione di caffeina, nicotina, zucchero e sostante eccitanti (anche cioccolata, zucchero, glutammato…);
  • Farmaci oto-tossici: vanno sostituiti con altri che non abbiano questa dannosa proprietà;
  • Limitare lo stress eccessivo: può aggravare la percezione degli acufeni;
  • Cercare di seguire un’alimentazione leggera, stando attenti ai latticini e agli alcolici, in modo da evitare disturbi del sonno.

Prevenzione

La prevenzione è molto importante, la prima cosa da fare è proteggere il proprio udito. Sul luogo di lavoro, per esempio, bisogna rispettare la normativa di sicurezza Legge 626 Testo Unico Sicurezza su lavoro. Nel nostro paese è obbligatorio proteggersi nei luoghi di lavoro dove il rumore è superiore agli 87 decibel, anche se sono tanti medici che affermano che questa soglia è troppo alta.

Le leggi relative alla sicurezza sul lavoro stabiliscono che i luoghi di lavoro con inquinamento acustico eccessivo devono forzatamente proteggere i lavoratori. In che modo? Bisogna indossare tappi per le orecchie o cuffie per il periodo che si passa nel luogo troppo rumoroso e seguire le linee guida di conservazione dell’udito indicate e stabilite dal proprio datore di lavoro. Anche il rumore eccessivo durante il tempo libero può danneggiare l’udito, se ci si trova in mezzo a tanto rumore che infastidisce, indossare una protezione per le orecchie che riduca il rumore di 15 0 20 decibel.

Se ci sono situazioni di rumore eccessivamente alto, potrebbe essere utile indossare le cuffie sopra i tappi per le orecchie. Inoltre, bisogna fare molta attenzione alle attività che provocano rumori forti, anche azioni quotidiane come l’asciugarsi i capelli o usare il taglia-erba. Anche in questi casi è bene indossare cuffie e tappi per le orecchie; ricordate che una forte e continua esposizione ai rumori forti può danneggiare l’udito.

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.