Analisi Del Sangue in Gravidanza: Quali Sono e Quando Farle

Le analisi del sangue durante la gravidanza sono di fondamentale importanza per mantenere sotto controllo sia la salute del bambino che quella della futura mamma. Ecco perché vengono prescritte fin dai primi momenti e con una certa frequenza piuttosto regolare. I parametri che vengono controllati sono diversi e ognuno di essi può fornire indicazioni precise sullo stato di sviluppo del nascituro. In questo articolo, cercheremo di fare luce su quali sono le analisi del sangue che vengono prescritte in gravidanza e qual è il loro significato. Ricordiamo che queste informazioni sono puramente descrittive e soggette a variazioni sulla base delle opportune indicazioni mediche.

Beta HCG in gravidanza

I valori delle beta hCG sono i primi ad essere determinati nelle analisi del sangue quando si sospetta una gravidanza e successivamente per monitorare il progredire della gestazione. Perché? Perché le beta hCG non sono presenti nelle donne che non sono incinte pertanto se la loro presenza viene riscontrata è associata all’avvio ormai certo di una gravidanza. Da sottolineare che le donne non gravide possono riportare livelli anche piuttosto alti di hCG nel sangue ma, in tal caso, possono essere dovuti, purtroppo,  all’insorgenza di gravi condizioni patologiche come per esempio alcune delle formazioni tumorali che si riscontrano principalmente nelle donne. Inoltre, i valori delle beta hCG aumentano di settimana in settimana e forniscono un’indicazione importante riguardo alla crescita del feto. Questi valori, però, aumentano fino alla tredicesima settimana (più o meno) e poi diminuiscono man mano che la gravidanza va avanti. Le beta hCG sono visibili non solo nelle analisi del sangue ma anche in quelle delle urine. Ma cos’è una beta hCG? Con questa sigla si indica la gonadotropina corionica umana (hCG, dall’inglese “human Chorionic Gonadotropin”). Si tratta di un ormone appartenente alla classe delle gonadotropine cioè quelle sostanze che hanno il compito di regolare le attività degli organi sessuali. Il termine tecnico-scientifico con cui vengono descritti è appunto quello di “gonadi maschili e femminili”. Proprio per il suo ruolo nella determinazione dello stato di gravidanza, la gonadotropina corionica umana è anche conosciuta con il nome di “ormone della gravidanza”. Le gonadotropine comprendono oltre all’hCG, l’LH (ormone luteinizzante), l’FSH (ormone follicolo-stimolante), e il TSH (ormone tireo-stimolante). L’hCG, dal punto di vista strutturale, è una glicoproteina formata da due subunità, chiamate catena alfa e catena beta. A differenza della catena beta che presenta diverse strutture, quella alfa è comune a tutti e quattro gli ormoni prima citati. La produzione dell’ormone hCG avviene all’interno della placenta e ha la funzione di supportare lo sviluppo del corpo luteo (ghiandola endocrina a vita breve che produce ormoni) nonché la produzione degli ormoni steroidei. Nel siero delle donne in gravidanza che non hanno particolari complicanze, l’hCG si presenta intatta. Quando, invece, si riscontrano valori alterati questi sono da considerarsi come campanelli d’allarme. Nel dettaglio, se i valori sono molto alti si sospetta un carcinoma corionico (tumore del trofoblasto, strato cellulare che nutre l’embrione), una mola idatiforme (malattia dovuta ad un’errata fecondazione e che ostacola il normale sviluppo dell’embrione) o, infine, una gravidanza plurigemellare. Al contrario, se i valori diminuiscono c’è la possibilità di andare incontro ad un aborto spontaneo o ad una gravidanza ectopica (l’embrione va ad impiantarsi in diverse cavità dell’utero). Dalla determinazione delle beta hCG, associata ad altri parametri come l’AFP (alfafeto-proteina), è possibile valutare anche il rischio di trisomia 21, comunemente nota come Sindrome di Down.

Quali sono i valori di riferimento per le beta hCG?

Come già detto, in una donna non in gravidanza i valori delle beta-hCG sono molto bassi. Orientativamente vengono indicati con un range che va da 0 a 5 mUI/mL (unità di misura che indica i milli Unità Internazionali per millilitro).

Invece, in una donna in stato di gravidanza, i valori delle beta hCG variano a seconda delle settimane di gestazione e possono essere considerati appartenere ai seguenti intervalli:

  1. a) nella prima settimana, i valori sono compresi tra 5 e 50 mUI/mL
  2. b) tra la prima e la seconda settimana, i valori sono compresi tra 50 e 500 mUI/mL
  3. c) tra la seconda e la terza settimana, i valori sono compresi tra 100 e 5.000 mUI/mL
  4. d) tra la terza e la quarta settimana, i valori sono compresi tra 500 e 10.000 mUI/mL
  5. e) tra la quarta e la quinta settimana, i valori sono compresi tra 1.000 e 50.000 mUI/mL
  6. f) tra la quinta e la sesta settimana, i valori sono compresi tra 10.000 e 100.000 mUI/mL
  7. g) tra la sesta e l’ottava settimana, i valori sono compresi tra 15.000 e 200.000 mUI/mL

Questi intervalli possono variare a seconda del metodo usato dal laboratorio in cui si eseguono le analisi. Pertanto, questi valori assumono carattere prettamente descrittivo ma è bene considerare il range descritto nel referto stilato dal laboratorio analisi di riferimento.

Quali sono le altre analisi del sangue in gravidanza?

Durante la gravidanza, oltre alle beta hCG, vengono prescritte altre analisi tra cui importanti esami che valutano lo stato di salute non solo del feto ma anche della madre. Tutte le analisi vengono fatte in base ad un calendario ben preciso, vediamo quale.

Analisi primo trimestre (prime tredici settimane)

Le analisi del sangue da eseguire nei primi tre mesi di gravidanza, cioè nelle prime tredici settimane, sono molteplici ma tra i principali si elencano:

  • i più comuni controlli ematici come emocromo ed ematocrito
  • la valutazione dell’aumento dei valori delle beta hCG
  • il test di Coombs da effettuare se il gruppo sanguigno della madre ha il fattore RH negativo
  • gli esami infettivologi per la determinazione, ad esempio, di: HIV, rosolia, toxoplasmosi ed epatite
  • la determinazione delle transaminasi
  • la ricerca di anticorpi

In aggiunta alle analisi del sangue elencate, vengono prescritte anche le analisi delle urine e le prime ecografie per il monitoraggio dello sviluppo embrionale.

Analisi secondo trimestre (tra la quattordicesima e la ventottesima settimana)

Il secondo trimestre è il periodo compreso tra la quattordicesima e la ventottesima settimana e oltre all’emocromo, al test per la toxoplasmosi e al rubeotest (il test della rosolia), è consigliato ripetere le analisi delle urine accompagnate dall’urinocoltura se il ginecologo lo ritiene necessario. Inoltre, è fondamentale eseguire un test da carica di glucosio per le future mamme che potrebbero avere, oppure che in precedenza hanno avuto disturbi  di tipo glicemico, per monitorare l’eventuale insorgenza di diabete gestazionale (alterazione del metabolismo del glucosio che si verifica solo durante la gravidanza). Generalmente, è durante il secondo trimestre che i futuri genitori iniziano a seguire il corso preparto che ha anche lo scopo di informare sulle analisi e tutti i controlli da effettuare.

Analisi terzo trimestre

Durante il terzo trimestre di gravidanza si ripetono le analisi del sangue eseguite nelle settimane precedenti come l’emocromo per continuare a monitorare lo stato di salute della madre e del nascituro. In particolare, si controlla il livello di ferro per ridurre il rischio di anemie che potrebbero provocare serie conseguenze al momento del parto. La ricerca di infezioni virali come l’HIV e le epatiti viene nuovamente ripetuta così come le analisi delle urine che hanno il ruolo di determinare l’insorgenza di particolari infezioni batteriche a livello delle vie urinarie della madre che potrebbero compromettere la salute del bambino. Nel caso in cui vengano riscontrate infezioni batteriche, si prescrive un’opportuna terapia antibiotica.

Analisi del Sangue: gli altri valori da tenere sotto controllo

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