Anemia megaloblastica: cos’è? Cause, Terapia e cure

Gianluigi Salvi
Gianluigi Salvi
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Cos’è l’anemia megaloblastica? L’anemia è una particolare condizione non fisiologica in cui il numero dei globuli rossi risulta essere ridotto rispetto la media del resto della popolazione. Queste cellule sono di particolare importanza in quanto contengono una proteina, l’emoglobina, che permette loro di trasportare ossigeno dai polmoni ai vari tessuti e organi.

Quando questa particolare condizione viene meno va a causare, a livello fisiologico, quelli che sono i sintomi dell’anemia e che la vanno a caratterizzare e a distinguere dalle altre patologie quali pallore, affaticamento, emicrania, vertigini, palpitazioni, stordimento, irritabilità, ipossia, ipotensione e danni al sistema nervoso.

Anemia megaloblastica: cos’è?

L’anemia megaloblastica, oggetto di questo articolo, è una particolare tipologia di anemia che ha come peculiarità la presenza di megaloblasti nel midollo osseo e nel sangue periferico. Ma cosa sono i megaloblasti? Sono particolari cellule progenitrici dei macrociti. Solitamente, insieme ai megalociti, queste cellule si trovano nell’organismo soprattutto a livello embrionale in cui rappresentano la prima tipologia di forma cellulare in circolo che presenta emoglobina. Poi, a partire dal terzo mese, il loro numero è destinato a diminuire per scomparire poi nel mese successivo.

Questa condizione patologica si può rifare ad un difetto nel processo di maturazione dei precursori degli eritroidi che va a bloccarsi prima che questi possano trasformarsi negli eritrociti (i classici globuli rossi). Tutto ciò porta ad un accumulo di queste cellule anomale a livello ematico causando la cosiddetta megaloblastosi. A questo proposito vedi anche l’anemia perniciosa.

Anemia megaloblastica e globuli rossi

Facciamo ora però un passo indietro e parliamo di globuli rossi, le cellule che, per eccellenza si rendono protagoniste nelle condizioni patologiche di anemia. I globuli rossi sono particolari cellule del sangue a forma di disco schiacciato, chiamati anche eritrociti, che sono deputati al trasporto di ossigeno attraverso il torrente circolatorio dai polmoni ai vari organi e tessuti. In base alla loro dimensione possono dare vita a tre diverse situazioni:

  • Normocitosi: rappresenta la normalità, situazione in cui i globuli rossi si trovano ad avere una grandezza che rientra pienamente nella media descritta in letteratura
  • Microcitosi: in questo caso, come facilmente intuibile dal nome le cellule in questione si presentano di dimensioni ridotte rispetto la media
  • Macrocitosi: situazione opposta alla precedente; oltre ai macrociti ci possono essere anche altre situazioni in cui queste cellule si presentano di dimensione maggiore ed in questo caso prendono il nome di megalociti.

Anemia Megaloblastica: Cause e fattori di rischio

Un sensibile aumento di megaloblasti è solitamente accompagnato da una o più alterazioni a livello del DNA che è secondaria ad una carenza oppure da un errato utilizzo della vitamina B12 o di acido folico (chiamato anche vitamina B9). Queste sostanze sono entrambe necessarie per il processo di produzione e di maturazione degli eritrociti.

In alcuni casi queste carenze sono dovute ad un regime alimentare scarso o poco bilanciato che può essere dovuto ad abuso di alcool, malnutrizione oppure la dieta vegetariana. La carenza però potrebbe anche non essere dovuta da una negligenza/errore del soggetto ma anche a condizioni patologiche per un difetto nell’assorbimento dei nutrienti a livello dell’intestino e dello stomaco; tra queste i più comuni sono:

  • gastroenteriti
  • sindrome di malassorbimento
  • gastrectomia

Una carenza di folati o comunque delle vitamine del gruppo B si può presentare anche come conseguenza dell’assunzione di alcuni farmaci, tra questi antagonisti dei folati (come i sulfamidici), farmaci che interferiscono con la sintesi del DNA (azatioprina), assunzione della pillola anticoncezionale, inibitori di pompa protonica ed antagonisti del recettore H2 (controllano la secrezione gastrica in risposta alla liberazione di istamina).

Curiosità

Non rari sono anche i casi in cui è aumentato il fabbisogno delle vitamine B9 e/o B12. Questo avviene, solitamente negli stati di gravidanza, in dialisi, se c’è la presenza di tumori oppure nell’insufficienza renale oppure cardiaca. Una conseguenza di questa situazione non fisiologica è l’accumulo di queste cellule nel midollo osseo determinando la condizione di megaloblastosi. Nel sangue periferico, diversamente, questa condizione prende il nome di macrocitosi.

Anemia Megaloblastica: Terapia e cure

Per quanto riguarda l’intervento terapeutico questo dipende sempre dalla causa scatenante. Andando a lavorare su questa, infatti, vuol dire approcciarsi in modo efficace allo stato patologico perché si va a lavorare a monte del problema. Se il quadro patologico è dovuto, come citato precedentemente, ad una carenza di una delle vitamine del gruppo B, siano queste la B9 o la B12, un primo approccio potrebbe riguardare, appunto, l’assunzione di integratori specifici per colmare questo deficit ed una correzione del piano alimentare.

Curiosità

Gli alimenti che presentano vitamina B12 in maggiore quantità sono: uova, carne di pollo e di manzo e latte. Tra quelli più ricchi di folato, invece: arance, verdure a foglia verde ed arachidi.

Se però la problematica non è strettamente legata al regime alimentare squilibrato potrebbero esserci alla base problematiche legate a mutazioni genetiche del gene MTHFR che è responsabile della conversione di alcune vitamine del gruppo B incluse quelle citate in precedenza. In questi casi si rivela utile l’assunzione di metilcobalamina.

Anemia Megaloblastica: Diagnosi

Per verificare l’esistenza di una condizione di anemia di questo tipo viene utilizzato un esame del sangue, metodo con ottima compliance e non molto invasivo che però deve focalizzarsi nella valutazione di indici quali il volume corpuscolare medio degli eritrociti (MCV) ed anche di altri indici eritrocitari.

Queste possono essere consigliate per la presenza di una sintomatologia preesistente (i sintomi sono stati indicati in precedenza). Se il soggetto si dovesse presentare asintomatico, situazione che non avviene di rado, la condizione patologica può essere anche riconosciuta in modo del tutto casuale, ad esempio, da un’analisi del sangue eseguita al solo scopo di routine.

In ogni caso va valutato, insieme al medico o altra figura competente, se la situazione che si presenta è transitoria o cronica e va individuata la causa scatenante per poter intervenire in modo efficace. Oltre alla valutazione dell’indice MCV (volume corpuscolare medio) che fa parte degli indici eritrocitari medi ci sono anche altri metodi di indagine molto utilizzate tra cui:

  • Valutazione del numero dei globuli rossi: solitamente nei casi di anemia megaloblastica, essendo questi presenti in maggiori dimensioni, si trovano in un numero ridotto se confrontato con quello che viene ricavato analizzando il valore di media della popolazione;
  • Ematocrito: rappresenta la percentuale del volume totale di sangue costituito dai soli globuli rossi;
  • Esame microscopico della morfologia degli eritrociti

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