Anemia Perniciosa: Cause, Sintomi e Trattamento

Ilenia Zelin
Ilenia Zelin

L’anemia perniciosa è una particolare forma di anemia strettamente correlata alla carenza di vitamina B12. Si è guadagnata l’appellativo pernicioso per la sua capacità di andare a causare danni importanti ed effetti tossici sull’intero organismo. Fa parte delle anemie megaloblastiche perché caratterizzata da globuli rossi di volume aumentato con vita breve e in numero inferiore rispetto alla media presentata dal resto della popolazione.

Solitamente è correlata ad una patologia autoimmune in cui le cellule del sistema immunitario, che solitamente ci proteggono dall’aggressione dei patogeni esterni, aggrediscono senza alcun motivo le cellule parietali dello stomaco che, tra i tanti, hanno il compito di produrre acido cloridrico e fattore intrinseco. Una glicoproteina particolare che si rivela particolarmente importante per il corretto assorbimento della vitamina B12. Questa tipologia di anemia può colpire una percentuale della popolazione che può arrivare fino al 12%. In linea di massima si manifesta con maggiore frequenza nei soggetti di sesso femminile e anziani anche perché tendono a seguire alimentazioni più rigide.

Anemia Perniciosa: Cause e fattori di rischio

Le cause alla base dell’anemia perniciosa sono svariate tra cui la più famosa è l’appena citata patologia autoimmune che va a ridurre i livelli di vitamina B12 e attraverso un modo più diretto scatenando una reazione infiammatoria dell’organo colpito. Questa prende il nome di gastrite atrofica autoimmune o di tipo A. La gastrite atrofica potrebbe avere, in realtà, come causa gastriti croniche ricorrenti oppure l’infezione da helicobacter pylori (in questo caso si parla di gastrite atrofica di tipo B).

Oltre alle cause precedentemente elencate si possono individuare anche altri fattori di rischio che possono aumentare le probabilità di sviluppare l’anemia perniciosa. Tra queste c’è la predisposizione genetica (geni coinvolti nei meccanismi della risposta immunitaria). Anche chi ha malattie autoimmuni come diabete mellito di tipo 1, tiroidite o malattie croniche intestinali (tra questo morbo di Crohn) donano una maggiore predisposizione a sviluppare la patologia.

Uno studio inoltre ha confermato che l’anemia perniciosa è più frequente nel Nord Europa (in particolar modo in Inghilterra, Irlanda, Finlandia, Svezia e Norvegia) mentre è praticamente assente nei popoli orientali.
Sempre legato agli effetti della patologia autoimmune c’è una riduzione dell’assorbimento del ferro dovuto alla minor produzione di acido cloridrico. È proprio l’acidità gastrica e risultare fondamentale per l’assorbimento dell’elemento. Altre possibili cause possono essere collegate all’assunzione di farmaci come inibitori di pompa protonica (IPP) e H2-antagonisti che vanno a ridurre l’acidità gastrica.

Anemia Perniciosa: Sintomi

Tra i sintomi che possono andare a far pensare la possibile esistenza di questa patologia possiamo trovare:

  • elevati livelli di gastrina che è un ormone che ha la funzione di andare a incrementare la secrezione gastrica
  • una glossite atrofica in cui la mucosa della lingua si presenta liscia ed arrossata (conseguente alterazione dei sapori);
  • cute itterica con colorito tendente al pallido
  • irritabilità
  • mal di testa
  • ridotta percezione del dolore

Anemia Perniciosa: Trattamento e integrazione utile

La terapia ha come scopo principale quello di andare a riportare a livello fisiologico di vitamina B12 per cui si basa soprattutto sulla sua somministrazione parenterale per iniezione intramuscolare. Generalmente la frequenza di somministrazione è a cadenza mensile. L’integrazione di vitamina B12 è indispensabile per garantire la sopravvivenza ed annullare i fastidiosi sintomi dell’anemia perniciosa. Tra le fonti di integrazione più importanti possiamo ricordare:

  • Cianocobalamina: è il farmaco di prima scelta, viene somministrato per via intramuscolare a cadenza mensile. Se nel paziente l’anemia perniciosa non va in alcun modo a coinvolgere il sistema nervoso centrale per migliorare la compliance del paziente si possono consigliare formulazioni per spray o gel nasale;
  • Cobamide: è di indicazione generale per tutte le situazioni in cui si manifesta una carenza di vitamina B12. Si tratta di una forma enzimatica di vitamina B12 che resiste al fattore intrinseco e che a livello intestinale viene assorbita dal duodeno. Anche questa prevede una formulazione da somministrare per via intramuscolare ma sono disponibili anche formulazioni pensate per l’uso orale.
  • Oltre a questa tipologia di integratori il medico può trovarsi a consigliare integratori di ferro come il solfato ferroso (molto utilizzato ed apprezzato nelle anemie) o ferro fumarato ed integratori di vitamina C e acido folico.

Anemia Perniciosa: Diagnosi e prevenzione

Per quanto riguarda la diagnosi questa può essere fatta andando a valutare l’eventuale presenza di globuli rossi di dimensione superiore alla media, riduzioni dei livelli di vitamina B12 e di anticorpi contro il fattore intrinseco e le cellule parietali dello stomaco. Nonostante si tratti di una patologia benigna risulta comunque necessario fare una diagnosi che sia il più possibile precoce in modo di evitare l’insorgenza di possibili complicazioni (a maggior ragione perché questo stato patologico può avere effetti anche a livello del sistema nervoso).

I soggetti considerati a rischio possono ovviamente procedere con indagini volte alla prevenzione. Tra queste possono essere consigliati, ovviamente, l’esame del sangue (magari svolto a cadenza regolare) ed una valutazione dei livelli di vitamina B12 e di gastrina (se ridotta è opportuno procedere con una gastroscopia).

Vitamina B12: dove trovarla e assorbimento

Abbiamo visto che la vitamina B12 si rivela essere un fattore importantissimo in questa patologia. Ma dove si può trovare questa vitamina? È presente in diverse tipologie di alimenti tra cui la carne ma può essere integrata anche con appositi prodotti. All’interno del corpo umano tende ad accumularsi nel fegato ma le scorte non sono sufficienti a coprire un periodo prolungato per cui è bene cercare di introdurla costantemente con la dieta. Grazie alla varietà alimentare che attualmente abbiamo a disposizione ormai l’anemia perniciosa dovuta a carenze nell’alimentazione è estremamente rara. Tra i soggetti che restano a rischio ci sono, comunque, i vegetariani stretti e le persone anziane che per condizioni economiche non ottimali o difficoltà nella masticazione hanno limitato di molto il consumo di carne. Il suo assorbimento ha sede prevalentemente nel tratto intestinale.

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