Ansia? E’ colpa dell’ormone CRH

Controllare l’ansia è possibile: basta bloccare l’azione dell’ormone CRH, che produce la corticotropina.

Ansia? Tutto dipende da un ormone presente nell’ipotalamo, l’ormone CRH, che produce una particolare sostanza, la corticotropina, essenziale per coordinare le risposte del nostro organismo a specifici stati di stress.  Proprio così: è proprio nell’ipotalamo che avviene una particolare reazione che porta a quella tanto odiata sensazione di preoccupazione o paura, la quale si traduce in una condizione di stress per l’individuo.

Un ormone che finora non era stato mai preso in considerazione e che, tranquillamente, svolgeva la sua naturale azione di produzione di corticotropina. Quest’ultima, è il fulcro attorno al quale ruota l’intero meccanismo che porta allo svilupparsi di ansie, dato che è proprio la sostanza che coordina la risposta fisica e comportamentale allo stress. Un’azione di fondamentale importanza per il corretto funzionamento dell’organismo, la quale, però, se portata avanti in momenti sbagliati, può portare a ansia, ovvero alla depressione.

Questo particolare legame tra corticotropina e ansia aveva già portato, in passato, tanti ricercatori a provare delle tecniche di blocco dell’ormone CRH, al fine di mantenere un certo grado di controllo sui livelli di stress. I risultati, al contrario delle aspettative, non sono stati soddisfacenti.

Ma, ora le carte in tavola sono cambiate e un nuovo studio, che è stato condotto proprio a partire dai negativi risultati del passato, ha dimostrato che l’ormone CRH può essere bloccato, ma non in tutto il cervello.

E’ nell’ipotalamo che deve essere bloccato l’ormone CRH

Il recente studio, condotto da un gruppo di ricercatori della Harvard Medical School e pubblicato sulla nota rivista scientifica Molecular Psychiatry, ha dimostrato che i negativi esiti delle sperimentazioni precedenti dipendevano dal fatto che l’ormone CRH veniva bloccato in tutto il cervello. Ora, il gruppo di ricercatori, guidati da Joseph A. Majzoub, ha dimostrato che gli effetti del CRH possono variare a seconda delle aree cerebrali coinvolte.

I ricercatori, quindi, si sono concentrati su una specifica area del cervello, l’ipotalamo, che controlla il rilascio di ormoni dello stress, come il cortisolo. Risultato? Limitare l’azione dell’ormone CRH ipotalamico ha fatto registrare una notevole diminuzione dei comportamenti da ansia.

Quindi, è possibile dire addio agli attacchi di panico? Quanto scoperto non eliminerà del tutto il manifestarsi di stress e ansie, dato che bloccare l’ormone CRH in un solo sottoinsieme di neuroni è tecnicamente impossibile nell’essere umano (gli esperimenti, infatti, sono stati condotti su topi), ma rappresenta un solido e ben calibrato trampolino di lancio dal quale effettuare un grande tuffo nelle limpide acque dei nuovi trattamenti per i disturbi d’ansia.

Non una vera e propria soluzione, ma un punto di partenza molto valido, che spalanca le porte per la cura di ansia e del disturbo post-traumatico da stress.

 

 

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