Carenza di Ferro: Sintomi, Cause, Conseguenze e Cosa mangiare

I sintomi così come le cause e le conseguenze della carenza di ferro sono legate anche all’alimentazione: chiedersi cosa mangiare nel momento in cui ci si trova di fronte a carenza o eccesso di ferro nell’organismo è il primo passo da compiere per prendersi cura del proprio corpo.

La carenza di ferro è una condizione patologica che si verifica quando le scorte di ferro all’interno dell’organismo umano tendono a ridursi diventando un vero e proprio problema per la salute. La carenza di ferro è la causa più comune di disturbi come l’anemia e alcune delle principali forme emorragiche. Ma quali sono le cause della carenza di ferro e con quali sintomi si manifesta? Quali sono gli alimenti che è preferibile consumare per integrare le scorte di ferro? In questo articolo cercheremo di rispondere a tutte queste domande ma prima è necessario analizzare nel dettaglio le caratteristiche generali del ferro.

Ferro: cos’è?

Il ferro è un oligoelemento (cioè un elemento chimico necessario in quantità minime per la crescita) indispensabile per l’organismo umano perché il suo ruolo è quello di contribuire al lavoro di numerosi enzimi oltre ad essere un antianemico. Il ferro è coinvolto anche nella produzione della carnitina (sostanza chimica con il compito di trasportare gli acidi grassi) e del collagene (principale proteina del tessuto connettivo negli animali). Inoltre, ha un ruolo importante anche per quanto riguarda il buon funzionamento del sistema immunitario. (Leggi anche: come aumentare le difese immunitarie).

Come oligoelemento è presente in grandi quantità nel corpo dell’uomo e per tre quarti del totale si trova sotto forma di ferritina. Quest’ultima, come già descritto in un precedente articolo, è una proteina che ha la funzione di immagazzinare il ferro per rilasciarlo quando è necessario, quindi funge da deposito di ferro nel corpo umano. La parte rimanente la troviamo all’interno dell’emoglobina, la molecola deputata al trasporto dell’ossigeno che viaggia attraverso i globuli rossi.

Alla luce di quanto detto, è chiaro che una carenza di ferro può comportare disturbi seri al normale funzionamento dell’organismo e compromettere gravemente lo stato di salute dell’uomo. Secondo i dati riportati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la carenza di ferro è molto diffusa soprattutto nei Paesi in via di sviluppo dove una scarsa nutrizione è la causa della maggior parte dei disturbi che si riscontrano. Tuttavia, anche in Occidente vi è un gran numero di persone che presentano carenza di ferro per cause diverse; è diffusa soprattutto tra le donne che a causa del ciclo mestruale ne perdono grandi quantità ogni mese.

Carenza di ferro: cause

Le cause della carenza di ferro sono determinate da diversi fattori tra cui:

  • una scarsa nutrizione
  • la perdita di sangue
  • l’attività fisica
  • problemi di assorbimento del ferro a livello intestinale
  • l’adolescenza

Considerando che il ferro si ritrova in diversi alimenti che quotidianamente mangiamo, è chiaro pensare che un’alimentazione povera di questi alimenti porta inevitabilmente ad una carenza di ferro. Inoltre, ogni volta che mangiamo ingeriamo sia il ferro eme (il gruppo eme è complesso chimico membro di una famiglia di composti chiamati porfirine contenente un atomo di ferro) sia quello non-eme. Il primo è presente nei tessuti di origine animale a differenza del secondo. Da qui l’importanza di una dieta sempre ben bilanciata che riesca a soddisfare il fabbisogno quotidiano.

Tuttavia, pur assumendo regolarmente gli alimenti ricchi di ferro può succedere che i suoi livelli nel sangue non raggiungano quelli normali. In tal caso, la ragione è da ricercare in un mancato assorbimento del ferro a livello intestinale come ad esempio nei soggetti che soffrono di celiachia o di insufficienza renale. Come anticipato, le donne in età fertile perdono ingenti quantità di ferro ogni volta che si ripete il ciclo mestruale. In aggiunta a questo, anche le donazioni regolari di sangue così come la fuoriuscita di sangue dal naso o lesioni gravi o ancora ulcere che provocano sanguinamenti considerevoli si va incontro a carenza di ferro.

In relazione alle importanti funzioni che il ferro svolge nell’organismo, è chiaro che ci sono periodi della vita in cui ne abbiamo più bisogno. Ad esempio durante l’adolescenza la quantità di ferro necessaria per le reazioni metaboliche, per il sistema immunitario e per tutte le altre funzioni del ferro è molto più alta rispetto a quella che serve in età adulta. Fino ad ora abbiamo descritto la carenza di ferro tramite la perdita di sangue ma questo elemento può ridursi anche a seguito di un’eccessiva sudorazione come per esempio può accadere dopo un’intensa attività fisica. Infatti, il ferro può disperdersi anche attraverso la sudorazione cutanea.

Carenza di ferro: sintomi e conseguenze

I soggetti che presentano una carenza di ferro tendono a manifestare diversi sintomi. I principali sono:

  • affaticamento e stanchezza
  • difficoltà respiratorie
  • capogiri
  • disturbi della vista
  • mal di testa
  • brividi di freddo
  • caduta dei capelli
  • tachicardia
  • pallore cutaneo

All’inizio la carenza di ferro non manifesta sintomi e non causa gravi disturbi. Man mano che la carenza diventa più seria e non si interviene tempestivamente reintegrando il ferro in quantità adeguate, i livelli di emoglobina iniziano ad abbassarsi. A questo punto, il soggetto interessato inizia a manifestare i primi sintomi come la stanchezza e l’affaticamento. Una carenza di ferro prolungata può portare a gravi conseguenze come l’instaurarsi di diverse forme di anemia (sideropenica, ferropriva, sideropriva, iposideremica).

Carenza di ferro: cosa mangiare?

Se la carenza di ferro è determinata da una scarsa alimentazione è sufficiente prediligere il consumo di quegli alimenti che ne sono ricchi. Tra questi:

  • la carne
  • gli ortaggi
  • legumi
  • spinaci
  • cavolo
  • barbabietole
  • broccoli
  • carote
  • lenticchie
  • cereali come avena, segale, quinoa e frumento

Diversi frutti sono ricchi di ferro ed è possibile ritrovarlo sia nella frutta fresca che in quella secca. Come anticipato, l’assorbimento del ferro presente in questi alimenti può essere favorito dal loro consumo abbinato ad altri alimenti ricchi, per esempio, di vitamina C come gli agrumi. Per quanto riguarda gli alimenti di origine animale, la carne è sicuramente quella che ne contiene di più ma anche le uova possono essere di supporto durante i periodi in cui si soffre di carenza di ferro. Per i più golosi abbiamo una buona notizia: il ferro è contenuto anche nel cacao! Pertanto, un quadratino di cioccolato fondente oltre ad essere piacevole aiuta anche a ripristinare il ferro in circolo.

È stato dimostrato che i tannini (composti appartenenti alla famiglia dei polifenoli) presenti nella pianta del tè e del caffè inibiscono l’assorbimento del ferro. Quindi, se i soggetti che presentano carenza di ferro eliminano il consumo di queste bevande riescono ad arginare il problema.

Una precisazione da fare è che non tutti gli alimenti sono ricchi di eme e questo li rende alimenti il cui ferro non è facilmente assimilabile. Tra questi rientrano i cereali, la frutta secca, il latte e i latticini, i legumi, gli ortaggi dalla foglia verde scuro e le fave di cacao. Invece, gli alimenti ricchi di eme sono molti di più e includono la carne (sia rossa che bianca), il fegato, il pesce (in particolare quello azzurro), le uova (soprattutto il tuorlo), alcuni affettati come la bresaola e i crostacei.

Ferro: valori di riferimento

I valori del ferro vengono determinati con le analisi del sangue che si effettuano dopo un normale prelievo da una vena del braccio. Il prelievo si esegue al mattino, a digiuno e seguendo le indicazioni del proprio medico. Infatti, sarà il medico a consigliare di sospendere l’assunzione di eventuali farmaci che possono influenzare i livelli di ferro e a raccomandare una certa dieta nei giorni precedenti. Nel sangue, i valori normali dell’albumina sono compresi fra i 35 e i 158 ?g/dL. Questi valori variano a seconda del sesso e in secondo tempo anche in base all’età.  Nel dettaglio, i valori normali di ferro possono essere descritti nel seguente modo:

  • tra 35 e 147 ?g/dL nella donna adulta
  • tra 59 e 158 ?g/dL nell’uomo adulto

Carenza di ferro in gravidanza

La carenza di ferro durante la gravidanza è un problema molto frequente. Normalmente, il fabbisogno quotidiano di ferro per una mamma in attesa è di circa 30 mg al giorno. Bisogna considerare soprattutto le riserve di ferro di cui la donna dispone all’inizio della gravidanza. Infatti, se la futura mamma inizia una gravidanza con livelli molto bassi di ferro è molto probabile che questi si riducano ancora di più fino a scarseggiare ed esaurirsi.

Questo può verificarsi molto presto, già verso la dodicesima settimana. Come è noto, l’alimentazione durante i mesi della gravidanza è di fondamentale importanza perché determina il corretto sviluppo del bambino. Quindi, è importante consumare quegli alimenti che sono ricchi di ferro, sia di origine animale che vegetale. Il ferro contenuto negli alimenti di origine vegetale è poco assimilabile rispetto a quello animale. A questo si può ovviare abbinando questi alimenti ad altri molto ricchi di vitamina A e vitamina C, oppure ad alimenti ricchi di acido folico ed erbe aromatiche che contengono ferro e mantengono l’acidità a livello gastrico.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.