cellule grasso staminali
Ilenia Zelin
Ilenia Zelin

Cellule di grasso trasformate in cellule staminali possono riparare ogni tessuto del corpo

Indice

Introduzione alle cellule staminali

Le cellule staminali sono una tipologia di cellule che può essere definita come primitiva in quanto non sono ancora state sottoposte ai processi fisiologici di differenziazione. Data questa loro peculiarità, che le rende così preziose, sono in grado di andare a specializzarsi in qualsiasi tipologia di cellula.
In tal senso ci si può ritrovare davanti a due situazioni:

  • la cellula esaminata può andare a riprodurre la fedele copia di è stessa (senza specializzarsi) oppure, come d’interesse in questo caso,
  • può andare a differenziarsi in cellule diverse e con un ruolo ben preciso.

Le cellule staminali si possono dividere, molto schematicamente, in due differenti tipologie di famiglie:

  • quelle che appartengono ad un organismo in trasformazione come l’embrione (proliferano molto rapidamente)
  • quelle che si possono trovare in un individuo già adulto.

Queste ultime si dividono con una velocità inferiore rispetto alle precedenti ma hanno il compito importatissimo di andare a controllare che il sistema sia integro e, in caso di lesione (o danno) vanno ad agire riparando i tessuti siano questi logorati o guastati da una patologia o dai normali processi d’invecchiamento.

Nonostante quest’ultima famiglia sia molto importante per l’omeostasi generale è quella che, terapeuticamente, è meno versatile. E’ più difficile andare a manipolarle perché si tratta di cellule che sono già predisposte alla loro naturale e futura differenziazione; per questo motivo sono in grado di andare a compiere un processo di riparazione focalizzato alla parte del corpo in cui si trovano.

Il tessuto adiposo come fonte di cellule staminali

Studi scientifici svolti recentemente hanno messo in evidenza una nuova possibilità d’intervento terapeutico in grado di apportare una vera e propria svolta a quella che viene definita medicina rigenerativa.
Le cellule staminali sembrano rappresentare, dunque, un mezzo importante per la riparazione di differenti tipologie di tessuti. Il loro utilizzo potrebbe raggiungere un buon grado di apprezzamento in svariati casi e, attualmente viene richiesto soprattutto a seguito di lesioni, malattie o processi d’invecchiamento.

L’adipe è una tipologia di tessuto connettivo altamente specializzato e che ricopre l’importantissima funzione di andare a fornire al corpo l’energia necessaria a tutte le normali funzioni fisiologiche e non. In differenti studi, data la sua abbondanza e semplice reperibilità si è pensato di andare ad utilizzarlo come fonte di questa tipologia di cellule.

Come convertire le cellule di grasso in cellule staminali

Uno studio svolto recentemente ha visto i ricercatori prelevare delle cellule di grasso e modificarle in modo che queste non tengano alcuna traccia della loro naturale funzione biologica e possano, quindi, essere convertite nelle tanto discusse cellule staminali. Arrivati a questo punto l’intenzione dei ricercatori è di andarle a re-introdotte all’interno dell’organismo dove possono andare a compiere un’operazione di riparazione.

Come detto precedentemente la possibilità d’impiego è veramente ampia tanto che è possibile utilizzarle per riparare, ad esempio, il tessuto osseo (a seguito di fratture) i dischi spinali (si tratta di una zona molto delicata in cui, intervenire con approcci di tipo chirurgico, non risulta sempre semplice), il cuore. Possono interessare anche la rigenerazione delle zone articolari e muscolari in genere.

Quello che è importante, e quello che gli scienziati hanno provato a manipolare, è il processo di differenziazione. Si è cercato di andare a ricreare il laboratorio le condizioni ideali in modo che queste possano essere sottoposte ad un processo noto come trans-differenziazione (trasformazione a cellule di tipologie differenti rispetto la capostipite andando a dar luogo alla formazione di tessuti differenti rispetto quello da cui sono state estratte).

Dal punto di vista pratico lo specialista andrà a prelevare delle cellule adipose umane adulte che verranno in seguito trattate con un composto conosciuto come AZA (5-azacitidina) e con un particolare fattore di crescita di derivazione piastrinica (questo trattamento si articola in due fasi che in toto richiedono un tempo di circa ventuno giorni).

Nel dettaglio la 5-azacitidina risulta essenziale per predisporre le cellule alla successiva riprogrammazione in quanto fa si ce la struttura cellulare risulti più rilasciata e che quindi possa essere trasformata nella cellula staminale.
Una volta che poi ,sarà stata re-introdotta nell’organismo e avrà raggiunto il sito d’azione, cominceranno a moltiplicarsi promuovendo la crescita, la rigenerazione e quindi l’evntuale riparazione del tessuto danneggiato.

Le zone da cui generalmente si preleva il campione d’adipe sono addome, fianchi e cosce (dove si trovano i principali accumuli d grasso corporeo). L’operazione viene eseguita con un particolare macchinario che permette di andare ad isolare le cellule staminali adulte pluripotenti.
Al momento del re-impianto l’intervento (dura all’incirca quattro ore) può essere eseguito con un anestetico locale o con altri metodi di sedazione.

Rigenerazione del tessuto osseo

La sperimentazione che ha visto coinvolta la riparazione del tessuto osseo per ora ha avuto successo su specie come i roditori (dato che getta le basi per grandi possibili successi nell’imminente futuro). I primi interventi terapeutici, a tal proposito, sono stati riproposti per la riparazione di diverse fratture ossee soprattutto a carico dell’omero qualora questo presenti difficoltà nel guarire. Tuttavia in questo caso le cellule non derivano dal tessuto adiposo ma sono state prelevate dal midollo osseo.

L’idea di base è data dal fatto che un gruppo di studiosi della Stanford University School of Medicine aveva scoperto che le cellule staminali scheletriche erano in grado, se iniettate in loco, di andare a riparare ossa e tessuti di natura cartilaginea. Da qui è poi stato ideato il modo di andare a trasformare le cellule del grasso nelle preziose cellule staminali scheletriche. Longaker è stato uno dei primi autori ad andare a descrivere questo meccanismo ed ha evidenziato l’importanza che questa scoperta può avere in protocolli d’intervento adottabili nell’imminente futuro se si ha l’intenzione di andare a formare nuovo tessuto cartilagineo.

Due studi in merito dall’Italia

Sono usciti anche due ulteriori studi che vedono le cellule staminali come un aiuto prezioso nella chirurgia plastica oltre che nella ricostruzione dei vari tessuti.

Il primo dei due studi vede come protagonisti un team italiano che dalle cellule del tessuto grasso adulto che derivavano dalle cellule staminali di pazienti che erano stati sottoposti ad un processo di lipoaspirazione (si tratta di un intervento chirurgico finalizzato alla rimozione di grasso). Secondo questi specialisti i diversi tessuti adiposi avevano le stesse proprietà delle cellule che derivavano dal midollo osseo solamente che queste presentano dei vantaggi in quanto sono abbondanti a livello fisiologico e possono essere prelevate attraverso procedure minimamente invasive.

Secondo la dottoressa Falcioni, che prese parte alla ricerca, queste cellule possano assumere un ruolo importantissimo negli interventi di chirurgia plastica.

Il secondo studio citato è a carico del ricercatore Ricordi (italiano ma che opera a Miami) e prende sempre in considerazione queste cellule per il medesimo scopo.

Applicazioni terapeutiche

Cellule di questo tipo sono molto apprezzate anche a seguito di interventi oncologici praticati allo scopo di andare a riparare i tessuti danneggiati da altri interventi come, ad esempio, la mastectomia per andare a migliorare il tutto in quanto sarebbero in grado di andare ad accelerare i tempi in cui si otterrebbero dei risultati da un punto di vista estetico. Questo si riflette, soprattutto in questa tipologia di pazienti, in un aumento sensibile della qualità della vita.

In generale le applicazioni riguardano: chirurgia mammaria (tra cui asimmetria della mammella), cicatrici e rimodellamento corporeo e del viso.

Vantaggi

Questa tipologia d’intervento rappresenta un vantaggio per tutti coloro che, a seguito di uno stato patologico, oppure a causa di una sensibile perdita di peso desiderano andare a rimodellare il proprio corpo nel metodo più naturale che per ora è a disposizione degli specialisti (non viene richiesto, infatti, l’utilizzo di protesi o di altri dispositivi simili).

Svantaggi

L’utilizzo di cellule staminali derivanti da un tessuto adulto, tuttavia, può essere accompagnato da alcuni svantaggi tra cui, ad esempio, la loro presenza concentrata soprattutto laddove ci siano tessuti in rapida crescita e meno in altri organi caratterizzati più da cellule fisse come, ad esempio, cuore e cervello.

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