Chirurgia robotica, il futuro secondo Google

Chirurgia Robotica – Negli ultimi anni Google ha subito una forte espansione: nata nel 1998 come una società di servizi web, nel tempo ha deciso d interessarsi a progetti di ricerca e sviluppo nei campi più svariati, dalla robotica alla salute. Per questo è nata Alphabet, l’azienda di Google sotto il cui ombrello finiscono tutti i dipartimenti legati alla ricerca e allo sviluppo, come ad esempio Google Fiber che ha già portato la fibra ottica in moltissime città degli Stati Uniti. Si può dire che la nascita di Alphabet sia stata dovuta alla necessità di separare il cuore pulsante dell’azienda californiana, ovvero il motore di ricerca Google, da tutti i progetti più innovativi e rischiosi. Con l’avvento di Alphabet, anche Google Life Sciences, la divisione che si occupa di tecnologie applicate alla salute, ha cambiato nome: nasce così Verily Life Sciences, una società che persegue progetti innovativi in collaborazione con altre aziende del campo farmaceutico e sanitario.

Una delle collaborazioni più recenti annunciate da Verily Life Sciences è quella con Ethicon, azienda satellite del colosso farmaceutico Johnson & Johnson, con la formazione di una nuova compagnia chiamata Verb Surgical Inc. Si tratta della prima volta che Google lancia un’azienda in collaborazione con un partner, ma stando alle dichiarazioni dei portavoce della compagnia, potrebbe non essere l’ultima. Esattamente come è successo per le altre aziende sussidiarie di Google, non si sa molto sull’organico o sugli obiettivi di Verb Surgical: stando alla rivista statunitense Wired, l’azienda avrebbe già assunto più di 100 persone e sarebbe basata in California, analogamente a Google.

L’obiettivo generale di questa nuova azienda è invece noto: si tratta di sviluppare una nuova classe di assistenti chirurgici robot, che possano aiutare i chirurghi nelle operazioni più difficili, diminuendo al massimo la possibilità di errori e stanchezza umana e lavorando nel campo della chirurgia non invasiva. È certamente di un progetto ambizioso, che impiegherà molti anni per venire alla luce ma che potrebbe cambiare la vita di milioni di persone, ad esempio permettendo ai chirurghi di operare a distanza.

Una volta noto l’obiettivo, appare chiaro anche il motivo della collaborazione tra Google e Johnson & Johnson: l’azienda californiana infatti può contare su una vasta esperienza, accumulata negli anni di lavoro sul motore di ricerca, nel campo dell’apprendimento automatico e dell’elaborazione delle immagini, mentre la Johnson & Johnson porta al tavolo la sua grande esperienza nel campo dei dispositivi medicali.

Babak Parviz, uno scienziato che in passato ha lavorato presso Google, ha saputo dire qualcosa di più sulle idee e sugli obiettivi che guideranno la nuova Verb Surgical: già nel 2010, infatti, Google aveva avanzato l’idea di creare degli assistenti chirurgici robot che permettessero ai chirurghi di operare tramite un joystick, potendo così realizzare anche movimenti la cui precisione è attualmente al di là delle possibilità di una mano umana. Un ulteriore vantaggio dei robot chirurghi saprebbe la velocità: adesso la velocità massima di un’operazione è data dalla perizia di un chirurgo, ma un robot potrebbe imparare ad operare in tempi ancora minori. Ciò porterebbe grandi benefici ai pazienti, che potrebbero essere tenuti sotto anestesia per un periodo di tempo minore e perderebbero un quantitativo minore di sangue.

Gli assistenti robot avrebbero inoltre un certo grado di automazione, che permetterebbe loro di affrontare gli imprevisti con tempi di reazione inferiori a quelli degli esseri umani: ad esempio, un robot potrebbe notare la rottura di un vaso sanguigno e ripararlo molto più in fretta di quanto potrebbe fare un essere umano. Almeno nel primo momento, comunque, il livello di autonomia dei robot sarà estremamente limitato: le macchine infatti si limiteranno ad eseguire le operazioni decise dai chirurghi, che manterranno un completo controllo su tutto il processo.

Il futuro consisterebbe invece nella creazione di robot chirurghi completamente autonomi, che verrebbero addestrati dai chirurghi umani: dal momento che le capacità acquisite da un robot possono essere velocemente replicate su un’altra macchina, sarebbe possibile realizzare e addestrare nuovi robot in un tempo molto inferiore a quello che occorrerebbe per istruire un numero analogo di chirurghi umani.

Si tratta di un filone di ricerca che potrebbe rivelarsi estremamente redditizi in futuro: stando a una ricerca di WinterGreen, pubblicata sulla rivista Medium, il mercato per i robot chirurgici potrebbe crescere fino a raggiungere i 20 miliardi di dollari annui nel 2021. Vi sono però delle problematiche e delle controindicazioni che potrebbero rallentare lo sviluppo di questa tecnologia, soprattutto a livello di costi: le tecnologie robotiche sono ancora molto costose, e soltanto poche strutture al mondo potrebbero permettersi i robot e l’addestramento necessario per i chirurghi.

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