Diabete, da Google una nuova cura

Cura del diabete

Negli ultimi cento anni il trattamento del diabete ha fatto passi da gigante: la prima e più importante svolta è stata la scoperta dell’insulina, isolata e utilizzata per la prima volta nella cura del diabete da Frederick Banting, che per la sua scoperta ottenne il premio Nobel per ma Medicina nel 1923. Da allora le scoperte scientifiche si sono susseguite a un ritmo impressionante, senza però mai arrivare ad una cura definitiva: ancora oggi, il diabete è una malattia cronica che non si può curare, ma soltanto trattare.

Rilevanza sociale

Quello del diabete è un problema che sta assumendo una rilevanza sempre più importante anche dal punto di vista sociale: secondo una rilevazione Istat del 2001, in Italia il 4,9% della popolazione soffre di diabete, per un numero di diabete pari a 3 milioni di persone, con percentuali di diabetici maggiori al Sud e nelle Isole. Negli ultimi decenni il numero di diabetici in Italia è cresciuto in modo costante, a causa dell’aumento dell’età media della popolazione e dell’aumento di fattori di rischio come obesità e inattività.

Diabete e stile di vita

Il diabete è una malattia il cui trattamento richiede dei notevoli cambiamenti nella vita del paziente, non solo dal punto di vista del regime alimentare ma anche dal punto di vista farmacologico: al giorno d’oggi, infatti, l’unico modo per tenere sotto controllo il diabete è rappresentato dalle misurazioni della glicemia e dalle iniezioni di insulina, pratiche spesso difficili e che richiedono tempo. Sebbene negli ultimi dieci anni siano stati introdotti sul mercato i microinfusori di insulina, dispositivi capaci di simulare rilasciare gradualmente l’insulina nello stesso modo in cui lo farebbe il pancreas, essi non sono ancora largamente diffusi e hanno ancora delle limitazioni dal punto di vista tecnico.

Terapie e cure innovative

Google Life Sciences, che si occupa di ricerca scientifica in campo medico, ha deciso di investire nella ricerca di nuove terapie che possano rendere più semplice ai diabetici la gestione della propria malattia: si tratta di una ricerca voluta dalla società non soltanto per la sua importanza dal punto di vista sociale, ma anche per quella dal punto di vista economico: negli Stati Uniti, infatti, il costo totale della gestione del diabete ammonta ogni anno a 245 miliardi di dollari, una cifra impressionante ha persato sulle tasche delle assicurazioni private, dei programmi di assistenza statale e naturalmente, dei pazienti.

Automatizzare misura glicemia e rilascio dell’insulina

Ciò che Google desidera realizzare è un metodo di misurazione della glicemia che non sia né invasivo né traumatico per il paziente, da associare a un sistema di rilascio dell’insulina che possa essere automatimisurazione-insulinazzato e basato direttamente sulle misurazioni dell’insulina. Ad oggi, infatti, anche i più moderni microinfusori rappresentano una soluzione tutt’altro che perfetta: i sensori devono essere cambiati spesso, e vi è naturalmente il disagio della convivenza con un apparecchio estraneo, che non permette mai di dimenticare pienamente la malattia.

Altre novità da Google Life Sciences

Uno dei primi passi compiuti dall’azienda statunitense in questo senso è stata la creazione di una speciale lente a contatto dotata di sensori in grado di rilevare vari parametri vitali, tra cui la glicemia, attraverso le lacrime. Si tratta però soltanto dell’inizio, e per questo grande progetto Google ha deciso di allearsi con altre società attive nel campo della ricerca medica e del diabete: tra di esse vi sono Sanofi, che ha creato un inalatore di insulina e lavora per la creazione di altri prodotti per diabetici, Novartis e DexCom.

Non deve sorprendere che l’azienda dietro al motore di ricerca più grande del mondo voglia occuparsi di diabete: esattamente come la ricerca su Internet, il trattamento del diabete si basa sul rilevamento e sull’analisi di dati. Come afferma Jacquelyn Miller, portavoce di Google Life Sciences, “la gestione del diabete è fondamentalmente un problema di informazione”.

A che punto siamo?

Ambizioso quanto ottimistico, il progetto di Google Life Sciences è ancora allo stato embrionale: sia le autorità statunitensi che quelle europee, infatti, richiedono molti test e molte ricerche prima che un prodotto relativo alla salute umana possa essere lanciato sul mercato. Bisognerà aspettare dunque molti anni prima che Google lanci sul mercato il suo dispositivo per il trattamento del diabete; nel frattempo, però, molte altre società stanno lavorando a sistemi alternativi per permettere ai diabetici di vivere una vita il più possibile normale e slegata dalla propria malattia. Soltanto cento anni fa una diagnosi di diabete di tipo 1 era una sentenza di morte: oggi i diabetici godono di una vita normale, possono diventare atleti, viaggiare e fare tutto ciò che una persona senza il diabete potrebbe fare. Grazie a Google e a tutte le altre compagnie impegnate nella ricerca, ben presto anche l’ultimo simbolo esteriore della loro malattia, la siringa con l’insulina, sarà solo un ricordo del passato.

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