Doping: Definizione, Sostanze e tipi di Doping, Controlli

Ilenia Zelin
Ilenia Zelin

Con il termine doping viene indicata una particolare pratica medica nata per non essere usata a scopo terapeutico ma, semplicemente, allo scopo di andare a migliorare una determinata prestazione sportiva. Sia questa in ambito agonistico (riguarda la maggior parte dei casi) o amatoriale mediante l’utilizzo di sostanze dopanti (naturali o non).

La maggior parte delle persone pensa che le sostanze dopanti vengano utilizzate da poche persone e in ambiti molto particolari e ristretti (bodybuilding, ciclismo, atletica ecc..) che sembrano essere lontani dalla quotidianità. In realtà non è esattamente così in quanto sostanze analoghe, in grado di fornire energia, possono essere acquistate in farmacia o, addirittura, al supermercato.

Doping: definizione

Con il termine Doping si indica qualsiasi pratica medica a scopo non terapeutico, come l’assunzione di droghe o sostanze, con l’intenzione di migliorare le prestazioni psico-fisiche durante le attività sportive come gare o allenamenti. Spesso si sente parlare di Doping e controlli anti-doping in relazione a competizioni sportive, siano esse agonistiche o non. In realtà la pratica di assumere sostanze stimolanti le prestazioni è molto antica e risale addirittura alle prime Olimpiadi nell’antica Grecia. Il doping, tra le altre cose, permette ad esempio di:

  • aumentare la massa muscolare
  • rafforzare i muscoli
  • ridurre la percezione del dolore 
  • variare il peso corporeo

Doping: sostanze e tipi

Esistono diverse sostanze a scopi differenti che possono essere annoverate nella pratica del Doping. Così come esistono diversi metodi per assumere queste droghe e, soprattutto, alcuni di essi riescono a passare inosservati ai controlli anti-doping. Oltre alla sostanza utilizzata è necessario prendere in considerazione anche il dosaggio. Questo perché solitamente le dosi superano di molto quelle solitamente utilizzate nelle terapie mediche. Vediamo alcuni metodi utilizzati per la pratica del doping e le sostanze vietate.

Autotrasfusione (doping)

L’autotrasfusione è una delle diverse tecniche che vengono utilizzate dagli atleti per doparsi nello sport (vedi anche doping nello sport e dopanti naturali). Al soggetto viene prelevata una modesta quantità di sangue (anche un litro e mezzo) che verrà poi conservata in frigo per circa venti giorni (ovviamene per facilitare l’operazione verranno aggiunte delle sostanze con proprietà anticoagulanti). Poco prima della gara, nel frattempo il sangue si era riformato, viene re-iniettato all’atleta facendo aumentare il volume ematico totale ad oltre sei litri (condizione che in condizioni normali non avviene).

Tutto questo porta anche ad un aumento totale dei globuli rossi che sono le cellule del sangue deputate al trasporto d’ossigeno in modo che ne arrivi in maggior quantità al tessuto muscolare e verrà ridotto il tempo necessario alla produzione di energia aumentando le prestazioni e la resistenza al senso di fatica. Nonostante non vengano impiegate sostanze che hanno un diretto effetto collaterale nell’organismo se la pratica viene utilizzata per un periodo di tempo prolungato porta il cuore a lavorare troppo e la presenza di ferro contenuto nell’emoglobina presente nei globluli rossi potrebbe essere causa di tossicità.

Eitropoietina (doping)

L’eritropoietina (Epo) è un ormone che ha il ruolo fisiologico di stimolare la produzione dei globuli rossi da parte del midollo osseo. Si trova anche in preparazioni per la somministrazione esogena che potrebbe rendersi necessaria nel caso di tutti quei pazienti che devono sottoporsi a dialisi oppure che soffrono di una situazione di insufficienza renale. L’assunzione di questa sostanza non è di certo priva di effetti collaterali in quanto rende il sangue particolarmente denso, condizione che si accompagna ad un aumento del rischio di trombi.

Nello Stato italiano è impossibile acquistare il farmaco se non si è in possesso della ricetta medica che può essere fatta solamente da un professionista come un ematologo oppure da un nefrologo. E’ possibile però andarlo ad acquistare su internet anche se, in questo caso, oltre ad essere illegale si potrebbe rischiare di andare ad assumere sostanze non controllate o della semplice acqua.

Anabolizzanti (doping)

Una prima classe di dopanti comprende tutte le sostanze che hanno potere anabolizzante. Si tratta di composti che presentano una struttura chimica simile a quella del testosterone, un ormone prevalente negli individui di sesso maschile. Questi trovano un impiego soprattutto nello sviluppo della massa muscolare e della forza. Nei composti di sintesi si è cercato di mantenere questi effetti ricercati andando ad eliminare od a ridurre fortemente l’effetto mascolinizzante.

L’aumento della massa muscolare si accompagna alla capacità di affrontare allenamenti più pesanti e che causano maggiore stress all’organismo giovando anche sulla potenza e negli scatti. È importante ricordare che la somministrazione esogena di questa tipologie di sostanze porta alla riduzione della produzione del testosterone endogeno pertanto, al termine dell’assunzione, la concentrazione plasmatica di testosterone risultava dimezzata rispetto alla media e restava tale per periodi anche piuttosto lunghi (quattro mesi o più). Sono stati evidenziati anche anabolizzanti non steroidei; a queste sostanze appartengono, ad esempio, i beta agonisti.

Stimolanti (doping)

Un’altra tipologia di sostanze impiegate per i loro effetti dopanti sono gli stimolanti. Tra questi composti i più conosciuti ed impiegati sono senza dubbio l’amfetamina e la caffeina.

  • La caffeina è una sostanza eccitante che presenta effetti a livello centrale e sui sistemi cardio-vascolare e respiratorio. In natura non è contenuta solamente nel caffè ma anche, ad esempio, nei semi di cacao. Una tazza di caffè media contiene circa 100mg di caffeina e se ne possono assumere ben 350 mg per migliorare la resistenza e ridurre il senso della fatica ma se l’assunzione si aggira attorno agli 800 mg e viene fatta 30 minuti prima dell’allenamento porta ad un aumento del metabolita urinario, parametro che, se riscontrato in una gara ufficiale potrebbe portare alla squalifica. In una situazione di sovradosaggio possono verificarsi emicrania, irritabilità ed aritmie.
  • L’amfetamina è una sostanza che ha una funzione eccitante a livello del sistema nervoso centrale e svolge un ruolo importante anche come antifatica ma non sembra avere alcun ruolo nel miglioramento delle prestazioni aerobiche ed anaerobiche ma è importante nel migliorare la resistenza e la tolleranza allo sforzo. Trova impiego anche nel controllo del peso in quanto spegne l’appetito.

Doping: controlli

L’atleta viene informato dell’imminente controllo e, per evitare che ci siano irregolarità (ad esempio una sostituzione di un campione), viene affiancato da un funzionario Nado. I prelievi che vengono svolti, sia che riguardino il sangue che le urine, non devono in nessun modo compromettere la sicurezza dell’atleta o l’esito dei vari test. La prima cosa che verrà fatta è pulire la cute utilizzando del cotone imbevuto con disinfettante e, se necessario, applicare un laccio emostatico che verrà rimosso subito dopo aver inserito l’ago.

Come scoraggiare l’utilizzo di dopanti

Sicuramente controlli accurati e punizioni possono essere determinanti nella sconfitta del doping ma, tuttavia questo non è sufficiente. La strada giusta sembra essere quella di guidare il ragazzo nella sua carriera sportiva aiutandolo a capire quali siano le sue reali possibilità ed i vari obiettivi in modo che questi siano effettivamente raggiungibili per non andare a dare false aspettative.

A questo è di fondamentale importanza andare ad affiancare la pianificazione degli allenamenti che deve essere fatta in modo intelligente cercando ogni volta di porsi l’obiettivo di superare i propri limiti e non gli “avversari” o i colleghi. Importante anche è non vivere la sconfitta in modo negativo ma semplicemente come una situazione che, in una carriera sportiva, è del tutto normale e rappresenta un punto di partenza verso il miglioramento.

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