Emazie nelle urine: alte, ipocromiche ed ematuria

Emazie nelle Urine: cosa significano e cosa sono? Quando sono alte, ipocromiche e quando si sono ematuria.  L’esame chimico, fisico e microscopico delle urine è un’analisi di laboratorio che si esegue su un campione di urina; non necessita di nessuna preparazione e il suo scopo è screenare la presenza di eventuali patologie dell’apparato urinario e verificare la funzionalità renale.

Durante questa analisi vengono esaminati:

  • l’aspetto fisico delle urine (colore, limpidezza)
  • la presenza di sostanze (quantità e qualità)
  • viene eseguito un esame microscopico sul sedimento (rileva detriti cellulari e non).
  • Solitamente non si considera fisiologica la presenza di sangue, globuli bianchi e proteine

Quando si esegue un esame chimico e fisico delle urine, le emazie sono uno dei corpi che vengono ricercati in quanto la loro presenza può essere sintomo – anche se non sempre – di una patologia o di uno stato infiammatorio. Nel soggetto sano la presenza di emazie nelle urine non è normale e la sua scoperta deve essere seguita da un approfondimento diagnostico. Quando le emazie (cioè i globuli rossi) vengono rilevate nelle urine, si parla di ematuria, che a sua volta può essere:

  • ematuria macroscopica (visibile ad occhio nudo una colorazione rossastra, rosa o color mattone dell’urina che va comunicata immediatamente al medico) oppure microscopica (invisibile ad occhio nudo, rilevabile solo con esami microscopici di laboratorio).
  • ematuria microscopica può protrarsi per molto tempo senza essere rilevata, per questo motivo è importante sottoporsi periodicamente alle analisi delle urine.

Ritrovare emazie nelle urine non è una patologia di per sé, ma è sintomo di qualche problema che si sta verificando a monte, a livello renale, vescicale o uretrale.
Per eliminare l’ematuria bisogna trattarne la causa, anche se ci sono situazioni in cui (entro certi limiti) viene tollerata e monitorata nel tempo, in quanto effetto collaterale dovuto all’assunzione di certi farmaci. In tutti gli altri casi, l’ematuria non è una condizione fisiologica e deve presupporre un approfondimento diagnostico. 

 

Emazie: cosa sono e dove si trovano

Le emazie sono i globuli rossi (detti anche eritrociti o RBC, red blood cells) ovvero cellule prive di nucleo che vengono prodotte dal midollo osseo.
Le emazie conferiscono al sangue il caratteristico colore rosso e sono fondamentali per il trasporto dell’ossigeno dai polmoni alle cellule, oltre che per la rimozione delle scorie metaboliche.

Un singolo globulo rosso ha una vita media di 120 giorni, al termine dei quali il suo invecchiamento viene riconosciuto dalla milza che provvede a rimuoverlo dalla circolazione ed a degradarlo.

emazie urine

 

I globuli rossi hanno l’aspetto di un disco appiattito biconcavo, forma che permette loro di comprimersi e

 

passare anche attraverso i capillari più stretti; il colore rossastro delle emazie è dovuto alla presenza di emoglobina, una proteina globulare complessa che trasporta atomi di ferro e che rende possibile il legame con l’ossigeno molecolare. Quantità più basse di globuli rossi rispetto al valore normale comportano una serie di problemi come l’anemia e disturbi circolatori. 

Emazie nelle urine

La presenza di emazie nelle urine può essere dovuta a diversi motivi. La causa più frequente è senza dubbio un’infezione del tratto urinario, dai reni fino alla vescica: l’infezione è un processo complesso ed articolato che prevede uno stato infiammatorio, il quale a sua volta causa un aumento della permeabilità capillare con la possibile fuoriuscita di globuli rossi. Le infezioni possono essere causate da virus e batteri e soprattutto questi ultimi sono responsabili di patologie del tratto urinario. Un’altra causa di ematuria sono i calcoli renali che consistono in cristallizzazioni di elementi chimici nel tratto urinario. Se i calcoli hanno dimensioni notevoli possono bloccare il flusso dell’urina ed irritare il rivestimento degli ureteri, causando uno stato infiammatorio con la conseguente ematuria.

Cause meno comuni ma più serie di ematuria sono le malattie renali ed il cancro. Le malattie renali possono essere causate da infiammazioni di tipo autoimmune, dalla presenza di batteri e da patologie metaboliche come il diabete. Particolare attenzione va prestata alle infezioni del tratto respiratorio superiore ricorrenti e non adeguatamente trattate dovute a Streptococcus pyogenes, che possono provocare danni renali per accumulo di immunocomplessi o per reazioni autoimmuni.

Anche il cancro è una delle cause dell’ematuria (soprattutto della microematuria) ed è quindi fondamentale procedere immediatamente ad ulteriori esami per escludere tumori alla vescica, alla prostata o ai reni. Solitamente la presenza di ematuria dovuta ad un tumore si rileva nelle fasi più avanzate della neoplasia e non nei primi stadi. Molto più rare sono malattie come l’anemia falciforme, la sindrome di Alport, il rene policistico e l’emofilia. Ci sono anche alcuni farmaci in grado di causare ematuria: tra questi il più comune è l’aspirina.

La presenza di emazie nelle urine può anche essere un falso positivo, in quanto l’urina, a contatto con i genitali esterni, potrebbe contaminarsi con sangue presente sulla cute. Per questo motivo l’esame delle urine non dovrebbe essere eseguito durante il ciclo mestruale.

Altre cause di falsi positivi possono essere rapporti sessuali traumatici oppure il prelievo dell’urina mediante catetere urinario: infatti l’inserimento del catetere, per quanto poco invasivo, potrebbe provocare delle microabrasioni dell’uretra dalle quali può verificarsi fuoriuscita di sangue. Se l’urina è stata prelevata con un catetere urinario, è necessario segnalarlo al laboratorio.

In base all’aspetto delle emazie nel sedimento urinario è possibile ipotizzarne la provenienza: se sono presenti dei microcoaguli è probabile che il sanguinamento sia di origine vescicale, mentre l’aspetto “a cilindri” delle emazie aggregate ne indica la provenienza dai glomeruli renali. 

Emazie alte

Un numero di eritrociti per mm3 maggiore del normale si definisce policitemia e si accompagna solitamente all’aumento dell’ematocrito (% del volume ematico occupata dalla parte corpuscolata) ed anche del contenuto di emoglobina, che si misura il g/dL. Le cause di un aumento delle emazie tipicamente sono cardiopatie congenite, disidratazione, broncopneumopatice cronico-ostruttive (BPCO), intossicazioni da monossido di carbonio, insufficienza cardiaca con scompenso, tumori renali, emoglobinopatie, vita ad altitudini elevate (per sopperire alla pressione parziale di O2 minore), fumo. Alcuni sportivi scorretti cercano appositamente di aumentare il numero di emazie per aumentare il trasporto di ossigeno ai tessuti e quindi le prestazioni, assumendo steroidi anabolizzanti o eritropoietina (EPO), l’ormone che stimola la produzione di globuli rossi. Queste pratiche sono estremamente pericolose. 

Emazie Ipocromiche

emazie ipocromiche

Le emazie si definiscono ipocromiche (letteralmente “meno colorate”) quando la presenza di emoglobina al loro interno è più bassa del normale. L’emoglobina è una cromoproteina globulare composta a sua volta da 4 catene proteiche, al cui centro sono legati 4 atomi di ferro deputati al legame all’ossigeno O2. Di conseguenza una carenza di emoglobina determina una quantità minore di ossigeno trasportato ai tessuti e ciò può avere conseguenze serie per l’individuo. Una diminuzione del contenuto di emoglobina porta alla modificazione della forma e del colore degli eritrociti che diventano più chiari (ipocromici) e più piccoli (microcitici).

Le emazie ipocromiche sono condizione tipica dell’anemia (da non confondersi con l’anemia mediterranea o beta-talassemia che è una malattia genetica). L’anemia può essere dovuta a carenza di ferro, malnutrizione, infezioni gravi, disfunzioni nell’assorbimento del ferro, emorragie, carenza di vitamina B6, ipotiroidismo, neoplasie ematologiche, malattie autoimmuni e terapie farmacologiche. L’esame di laboratorio che individua l’anemia è l’emocromo completo che misura la concentrazione di emoglobina in g/dL (valori di riferimento: donne 12.3-15.3 g/dL, uomini 14.0-17.5 g/dL).

Quando i globuli rossi contengono meno emoglobina del normale e quindi trasportano meno ossigeno ai tessuti, l’organismo tenta di sopperire alla carenza producendo un maggiore numero di emazie, per aumentare il trasporto di ossigeno: per questo motivo si parla di emazie ipocromiche alte. 

Emazie Valori standard

I valori normali dei globuli rossi nel sangue variano da 4.5-6 milioni/mm3 negli uomini e 4-5 milioni/mm3 nelle donne. Il numero di eritrociti deve mantenersi stabile entro certi valori ed è un importante indicatore dello stato di salute. Nei soggetti sani non deve essere presente sangue nelle urine. 

Emazie pap-test

Il pap-test è un esame di screening citologico molto sensibile e specifico che ha l’obiettivo di prevenire il tumore del collo dell’utero, mediante l’analisi delle alterazioni delle cellule eso-cervicali ed endo-cervicali.

Il pap-test si esegue inserendo in vagina una piccola spazzola (brush) che raccoglie le cellule e che poi viene strisciata su un vetrino, sul quale viene eseguito l’esame. Il pap-test andrebbe fatto tra i 5 giorni che seguono il termine del ciclo mestruale ed i 5 giorni precedenti l’inizio del flusso, in modo da evitare la presenza di eritrociti che possono alterarne il risultato. Le emazie si possono ritrovare nel pap-test se la paziente si sottopone all’esame nei giorni immediatamente precedenti o conseguenti al ciclo, se è presente un’infiammazione (a causa di vaginiti, rapporti sessuali traumatici…) o, molto spesso, a causa dell’abrasione causata dal brush durante il prelievo delle cellule.

Generalmente la presenza di qualche globulo rosso nell’esame viene considerata normale, mentre sono sintomi che richiedono un approfondimento la presenza di un grande numero di emazie al di fuori del flusso mestruale oppure nelle donne in menopausa (che non hanno più il ciclo). Se si riscontra la presenza di emazie eccessive ed ingiustificate in un singolo pap-test è opportuno ripetere l’esame a distanza di qualche mese, prima di sottoporsi ad altri esami più invasivi. Citando il pap-test vale la pena di citare lo speciale che abbiamo realizzato sul tumore al seno.

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