Emicrania: cos’è? Sintomi, Cause, Farmaci e Rimedi Naturali

Sara Roversi
Sara Roversi
Indice

L’emicrania è una comune forma di mal di testa che sorge nella parte anteriore della testa, oppure da un solo lato (da qui, la parola stessa); si tratta di una malattia neurologica non pericolosa, ma fortemente invalidante per chi ne soffre. Il dolore causato dell’emicrania è molto intenso e pulsante, può cambiare posizione ed aumentare progressivamente fino a coinvolgere altre aree e non risponde ai comuni antinfiammatori. Gli attacchi di emicrania sono ricorrenti e la frequenza con cui si presentano è variabile: da pochi episodi all’anno, a 2-3 attacchi ogni settimana. Anche la durata è variabile, da un minimo di poche ore fino ad alcuni giorni; spesso all’attacco si associano sintomi tipici come nausea, ipersensibilità alla luce e ai rumori.

Non si conoscono le cause dell’emicrania, ma sono probabilmente implicati disturbi di natura neurovascolare. Un particolare tipo di emicrania, chiamato “emicrania con aura“, è una forma particolare preceduta ed accompagnata da sintomi neurologici transitori. L’emicrania può avere una componente familiare, colpisce più spesso il sesso femminile e può essere così grave da compromettere la qualità della vita. Sono disponibili farmaci e trattamenti per gestire il disturbo, ad esempio prevenire l’attacco o almeno ridurre la frequenza degli attacchi e la loro intensità, ma non esiste una cura definitiva.Emicrania

Emicrania: cos’è?

L’emicrania è un disturbo complesso, con una grande variabilità clinica e secondario a diversi fattori scatenanti, caratterizzato da un forte mal di testa che insorge come dolore pulsante nella parte anteriore o su un lato della testa; può rimanere localizzato, spostarsi o diffondersi a tutto il cranio. Colpisce il 12% della popolazione adulta (le donne 3 volte più degli uomini).

Il dolore dell’attacco può durare alcune ore fino a qualche giorno e tende a peggiorare con l’attività fisica, al contrario della cefalea tensiva che invece migliora con il movimento. Durante un attacco, il paziente ha difficoltà a concentrarsi e può essere sensibile a luci, odori e rumori.

L’emicrania è una cefalea primaria (ovvero non causata da altre patologie) ed è ritenuta essere un disturbo neurologico o neurovascolare. Si conoscono due tipologie di emicrania: con aura e senza aura. Anche l’emicrania con aura è una cefalea primaria in cui l’attacco di dolore è preceduto da sintomi prodromici di tipo neurologico. In generale, le diverse tipologie di emicrania sono accumunate da alcuni sintomi:

  • Unilateralità. Il dolore tende ad interessare solo un lato della testa (ci sono anche casi bilaterali)
  • Dolore pulsante ed intenso, tale da impedire la normale attività quotidiana
  • Tendenza a peggiorare con il movimento (a differenza della cefalea tensiva che ne trae beneficio)

emicrania

Un attacco di emicrania consiste in diverse fasi, anche se alcune possono non essere necessariamente presenti.

  1. Fase prodromica. Si verifica ore o giorni prima che insorga il mal di testa, in circa il 60% dei soggetti colpiti. Possono essere presenti sintomi come alterazioni dell’umore, irritabilità, depressione o euforia, stanchezza, desiderio di alcuni alimenti, rigidità muscolare (soprattutto nel collo), stitichezza o diarrea, sensibilità agli odori o rumori. La fase prodromica può verificarsi anche nell’emicrania con aura.
  2. Aura. Precede immediatamente l’emicrania, ma solo il 25% dei pazienti colpiti la manifesta. Consiste in sintomi neurologici di carattere motorio, visivo o sensitivo, che appaiono prima della fase dolorosa e possono proseguire anche durante l’attacco vero e proprio. In rari casi, l’aura può comparire senza essere seguita da un attacco (emicrania silenziosa).
  3. Fase di dolore. Corrisponde alla fase di mal di testa vero e proprio. Il dolore è solitamente unilaterale, pulsante e intenso, si può associare al dolore al collo e può durare da 4 a 72 ore; nei bambini la durata è molto breve (meno di 1 ora). Al dolore si associano nausea, vomito, stanchezza, sensibilità estrema a luce/suoni/odori, visione offuscata, naso chiuso, pallore, sudorazione.
  4. Fase di risoluzione. Dopo la fine di un attacco, che si verifica in modo spontaneo ed è accelerata dal riposo, ci sono una serie di sintomi che permangono per alcuni giorni: difficoltà cognitive, sintomi gastrointestinali, cambiamenti di umore, debolezza, malessere generale.

In alcuni pazienti (circa il 25%) l’emicrania è preceduta dall’aura, sintomi neurologici transitori che durano fino a 1 ora e che possono persistere dopo l’attacco.

Classificazione delle emicranie

Le emicranie nel 1988 sono state riconosciute come cefalee primarie insieme alla cefalea tensiva ed alla cefalea a grappolo, e sono state classificate in diverse sottoclassi in base alla presentazione clinica:

  • Emicrania senza aura o “comune”: non è accompagnata da aura.
  • Emicrania con aura o “classica”: è accompagnata da aura. Meno comunemente, un’aura può avvenire senza un mal di testa. Ci sono altre due sotto-tipologie che comportano emicrania con aura e debolezza motoria: l’emicrania emiplegica familiare (se un parente stretto ha lo stesso disturbo) e l’emicrania emiplegica sporadica (se il soggetto non ha altri casi in famiglia). Un’altra varietà è l’emicrania di tipo basilare, in cui il mal di testa e l’aura sono accompagnate da difficoltà di parola, acufene o una serie di altri sintomi originari del tronco cerebrale, ma senza debolezza motoria.
  • Sindromi periodiche dell’infanzia. Questi disturbi possono essere precursori comuni dell’emicrania e includono vomito ciclico (occasionale, oppure intensi periodi), emicrania addominale (dolore addominale con nausea) e vertigine parossistica benigna dell’infanzia (attacchi occasionali di vertigini).
  • Emicrania oftalmica. È accompagnata da disturbi visivi o addirittura da cecità temporanea a un occhio.
  • Emicrania cronica. Viene diagnosticata quando si soffre di questo disturbo per più di 15 giorni al mese per almeno 3 mesi.

Emicrania: sintomi

L’emicrania si associa sempre a diversi sintomi che comunemente sono:

  • Nausea e vomito
  • Malessere generale, mal di schiena
  • Aumento della sensibilità. Possono apparire fotofobia (sensibilità alla luce), fonofobia (sensibilità al suono) e/o osmofobia (sensibilità agli odori).
  • Diminuzione del livello di concentrazione
  • Sudorazione
  • Brividi e pallore
  • Dolore addominale (può essere presente diarrea)
  • Frequente bisogno di urinare

Talvolta (nel 60% dei casi) l’attacco di emicrania può essere preceduto da sintomi che sono detti prodromici e che si presentano regolarmente prima della crisi, come stanchezza, sonnolenza, irritabilità e tendenza a cambiare umore. Non sempre la presenza di sintomi definisce necessariamente l’arrivo di un attacco, così come un attacco non necessariamente è preceduto da sintomi, anche quando essi erano presenti in precedenti occasioni. I sintomi che accompagnano l’emicrania tendono a scomparire spontaneamente. Quando l’emicrania senza aura si verifica per almeno 15 giorni al mese, per un periodo di almeno 3 mesi, viene definita cronica. Altri sintomi, meno comuni nella popolazione generale ma descritti in alcuni attacchi, sono:

  • Aloni intorno alla luce
  • Anisocoria
  • Anoressia
  • Atassia
  • Capogiri
  • Difficoltà di linguaggio
  • Disorientamento temporale e spaziale
  • Disturbi d’umore
  • Dolore al collo
  • Dolore associato alla masticazione, facciale, oculare
  • Formicolio alla testa
  • Parestesia
  • Perdita della memoria
  • Presincope
  • Sapore metallico in bocca
  • Scotomi
  • Vertigini
  • Visione doppia
  • Visione offuscata

Circa un quarto delle persone che soffrono di emicrania presenta sintomi neurologici che compaiono prima dell’attacco e possono proseguire nella fase dolorosa. In questo caso l’emicrania viene detta con aura. I sintomi includono:

  • Problemi visivi reversibili. Luci tremolanti, linee in bianco e nero o colorate, miodesopsie, motivi a zig-zag sparsi ai lati del campo visivo, figure sfocate o macchie cieche, abbagliamento, scotoma scintillante (alterazione parziale del campo visivo che può interferire con la capacità di una persona di leggere o guidare)
  • Sintomi sensitivi: ipoestesia (diminuzione della sensibilità e della relativa risposta ad un determinato stimolo), rigidità, sensazioni di formicolio come punture di spilli su collo, spalle o arti;
  • Problemi di coordinamento (disorientamento, mancanza di equilibrio)
  • Difficoltà a parlare (reversibile)
  • Perdita di coscienza (solo in casi molto rari)

aura emicrania

Emicrania: cause

Le cause dell’emicrania non sono note. E’ probabile che il disturbo sia di origine multifattoriale, ovvero il risultato di fattori genetici, ambientali e biologici; inoltre andrebbe valutato l’impatto di condizioni psicofisiche predisponenti, come ansia e depressione. Sono state proposte diverse ipotesi per spiegare l’emicrania:

  • Alterazione del sistema di regolazione del dolore. Un malfunzionamento di una porzione del tronco encefalico preposta al controllo degli stimoli dolorosi, insieme ad una maggiore eccitabilità della corteccia cerebrale, causa l’attivazione delle fibre del dolore del nervo trigemino e la propagazione del dolore al cranio.
  • Fluttuazione dei livelli ormonali. Alcune donne soffrono di emicrania pochi giorni prima del ciclo mensile, periodo corrispondente ad una diminuzione degli estrogeni. Anche lo squilibrio di messaggeri come serotonina ed endorfine, che funzionano come analgesici naturali e contrastano il dolore, potrebbe causare l’emicrania. La variazione dei livelli di ormoni e stimoli neuro-chimici potrebbero stimolare i nervi sensoriali che circondano i vasi di testa e collo. La vasodilatazione indotta dalla stimolazione riduce l’apporto di sangue in certe aree del cervello, provocando i sintomi tipici dell’aura; l’eccessiva dilatazione causa il dolore alla testa. Non sono chiari i meccanismi con cui ormoni e neurotrasmettitori inducono la vasodilatazione.
  • Reazione a stimoli esterni. Un’altra ipotesi suggerisce che i soggetti che soffrono di emicrania presentano una predisposizione ereditaria a reagire a certi stimoli esterni, in risposta ai quali il cervello scatena l’attacco. Non sono ancora state identificate varianti geniche specifiche.

Emicrania fattori scatenanti

L’emicrania è un disturbo che può seriamente incidere sulla qualità della vita. Prima di assumere dei farmaci, che in ogni caso vanno prescritti dallo specialista, bisogna cercare di ridurre l’incidenza delle crisi evitando i fattori scatenanti: per individuare tali fattori è utile tenere una sorta di diario dove segnare data ed ora dell’attacco, intensità, durata ed i possibili fattori scatenanti. In questo modo è più facile riconoscere gli stimoli che potrebbero aver innescato l’emicrania. Sono numerosissimi i fattori identificati in grado di scatenare un attacco di emicrania:

  • Stimoli emotivi
  • Stress
  • Ansia
  • Tensione
  • Depressione
  • Eccitazione
  • Stimoli fisici e fisiologici
  • Stanchezza
  • Scarsa qualità del sonno
  • Lavoro a turni
  • Jet lag
  • Cattiva postura
  • Tensione al collo o alla spalla
  • Viaggiare per un lungo periodo di tempo
  • Basso livello di zuccheri nel sangue
  • Attività fisiche troppo intense
  • Reazioni allergiche
  • Squilibri ormonali: mestruazioni, menarca, gravidanza e menopausa (in genere, non si verificano durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza o dopo la menopausa)
  • Alimenti/ stimoli dietetici
  • Digiuno
  • Disidratazione
  • Bevande alcoliche
  • Additivi alimentari (tiramina, glutammato monosodico o nitrati). I cibi ricchi di tiramina, che provoca costrizione e dilatazione dei vasi sanguigni, sono il formaggio, il vino rosso, i peperoni e la salsa di soia.
  • Eccessivo consumo di prodotti contenenti caffeina (caffè e tè)
  • Specifici alimenti come cioccolato, agrumi, formaggi stagionati, insaccati, cibi fermentati o con conservanti
  • Cause ambientali
  • Scarsa qualità dell’aria interna e di illuminazione
  • Esposizione al sole
  • Abitudine al fumo
  • Odori e rumori forti (profumi sgradevoli)
  • Cambiamenti delle condizioni atmosferiche edel clima (variazioni di pressione barometrica, forti venti, cambiamenti di altitudine o temperature molto fredde)
  • Farmaci (sonniferi, vasodilatatori, contraccettivi orali, terapia ormonale sostitutiva)

Emicrania: farmaci

Se il controllo di questi fattori non impedisce l’attacco di emicrania, oppure se il dolore è così intenso e duraturo da impedire le attività quotidiane, bisogna recarsi dal proprio medico (o dallo specialista neurologo) per una terapia appropriata.

Esistono centri per la gestione dell’emicrania dove questo disturbo viene correttamente diagnosticato e vengono escluse altre cause (anche con esami strumentali come TAC e la risonanza magnetica) e preso in carico.

I farmaci per l’emicrania possono sia alleviare il dolore ed i sintomi nella fase acuta, sia prevenire ulteriori dolorosi attacchi. La terapia deve sempre tenere conto delle indicazioni individuali (compresa l’assunzione di altre terapie che potrebbero interagire) e delle caratteristiche del disturbo, intese come intensità, sintomatologia e frequenza. Alcuni farmaci possono causare effetti collaterali, altri invece avere un effetto diverso a seconda del paziente: è necessario prestare molta attenzione alle dosi ed attenersi scrupolosamente alle indicazioni del medico. L’abuso di farmaci, o la scorretta assunzione, può causare la cefalea da abuso di farmaci. I farmaci per l’emicrania possono essere diretti contro la fase acuta o per prevenire gli attacchi.

Farmaci di fase acuta

  • Analgesici ed antinfiammatori. Il trattamento iniziale per emicrania lieve/moderata è basato sull’assunzione dei cosiddetti DANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), come paracetamolo (Tachipirina), ibuprofene (Brufen, Nurofen ecc), acido acetilsalicilico (Aspirina), naprossene, diclofenac (Voltaren). Possono avere come effetto collaterale la gastrite e disturbi renali e nel tempo la loro efficacia può diminuire. Sono utili se assunti ai primi segni di una crisi, in modo che il loro effetto antidolorifico preceda sintomi più gravi. In alcuni casi si trovano in combinazione tra loro oppure con la caffeina che, grazie al suo effetto vasocostrittore, può agire sul dolore cerebrale.
  • Triptani. Se i FANS sono insufficienti, la seconda opzione terapeutica sono i triptani, una classe di molecole con diverse caratteristiche ed attività sul dolore: in particolare si legano ai recettori della serotonina, impedendo la propagazione del dolore e causando vasocostrizione sui vasi encefalici. I triptani sono molto efficaci, agiscono rapidamente e riducono notevolmente i sintomi dell’emicrania. Il risultato è migliore se vengono assunti all’inizio dell’attacco. Possono presentare diverse controindicazioni, in particolare non vanno mai assunti insieme ad antidepressivi inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI).
  • Ergotamina e derivati. L’ergotamina è un farmaco di vecchia generazione utilizzato solo in caso di emicrania refrattaria ai farmaci. Come i triptani, l’ergotamina e derivati agiscono con azione vasocostrittrice e contrastano la dilatazione dei vasi cranici, responsabile del dolore. Possono però avere gravi effetti collaterali, per cui i triptani vengono preferiti.
  • Altri farmaci. In caso di fallimento delle precedenti opzioni terapeutiche, possono essere prescritti narcotici, barbiturici ed oppioidi. Questi farmaci rappresentano l’ultima linea perché danno assuefazione, hanno una dose terapeutica ristretta e possono causare overdose.

emicrania

Farmaci per prevenzione

I farmaci per prevenire l’emicrania sono utili se gli attacchi sono molto frequenti o particolarmente gravi. L’obiettivo è ridurre la frequenza e la gravità dei sintomi. Questi farmaci vanno presi spesso, anche su base giornaliera, ed appartengono a diverse classi.

  • Anti-ipertensivi. Beta bloccanti (propranololo, metoprololo e timololo) e calcio antagonisti (verapamil). Modulano il tono dei vasi sanguigni e regolano i meccanismi del dolore.
  • Antidepressivi (amitriptilina, nortriptilina). Intervengono sui recettori della serotonina.
  • Antiepilettici (gabapentin, topiramato, acido valproico). Agiscono sulla soglia del dolore e sull’ipereccitabilità neuronale.

Emicrania: Rimedi Naturali

Per la prevenzione dell’emicrania, sono stati riscontrati benefici con l’assunzione di rimedi fitoterapici, vitamine e sali minerali: magnesio, coenzima Q10, vitamina B12, riboflavina, partenio e farfaraccio. Bisogna inoltre ricordare che l’emicrania non è solo un semplice mal di testa, ma è decisamente più dolorosa ed invalidante, quindi va trattata in modo completamente diverso: ad esempio, l’attività fisica la peggiora, mentre è benefica nella cefalea di tipo tensivo. I cambiamenti nello stile di vita sono necessari (insieme eventualmente ad una terapia) per gestire l’attacco di emicrania e ridurre la frequenza delle crisi. Altri rimedi naturali e comportamenti possono aiutare, come:

  • Esercizi di rilassamento. Lo stress della vita moderna contribuisce in modo importante agli attacchi. Oltre ad evitare per quanto possibile lo stress, gli esercizi di rilassamento e respirazione (training autogeno, rilassamento muscolare progressivo, meditazione sul respiro, yoga) aiutano a ripristinare l’equilibrio e a ridurre la sensazione di dolore.
  • Agopuntura. Un programma personalizzato impostato da un esperto di agopuntura può apportare benefici notevoli.
  • Isolamento da luci e suoni, ad esempio in una stanza buia e silenziosa
  • Riposo e rilassamento dei muscoli della schiena, del collo e delle spalle
  • Applicare un impacco freddo o ghiacciato sulla zona dolente (fronte, tempie e collo) per contrastare la dilatazione dei vasi cerebrali
  • Applicazione di olio di menta piperita sulla zona colpita dall’emicrania. Il mentolo contenuto nell’olio stimola la circolazione sanguigna ed attiva i sensori del freddo presenti nella pelle, con un effetto rilassante su muscoli e cute: l’effetto positivo dell’olio di menta piperita è stato dimostrato scientificamente ma bisogna utilizzare un olio naturale e non sintetico.

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