La fentermina, molecola dimagrante ma pericolosa

La fentermina (fenil-terziario-butilammina) è un noto principio attivo dall’azione anoressizzante che agisce esaltando l’attività del sistema nervoso simpatico, tramite la stimolazione del rilascio di noradrenalina, dopamina e serotonina. Le proprietà anoressizzanti della fentermina sono dovute anche in misura minore all’inibizione della fame e ciò rende la molecola adatta al trattamento dell’obesità, anche se per brevi periodi perché causa dipendenza.

Dal punto di vista molecolare la fentermina ha una struttura simile a quella delle amfetamine (vedi anfetamine per dimagrire), droghe dalla forte azione anoressizzante, anche se l’azione simpatico-stimolante della fentermina è minore. Gli effetti collaterali sono più blandi (nervosismo, tachicardia, sudorazione, tremore, ipertensione, nausea, stipsi, insonnia, secchezza orale). Lo stimolo del rilascio della noradrenalina mette l’organismo in uno stato metabolico di “attacco o fuga” che comporta broncodilatazione e vasocostrizione, forte termogenesi, aumento del battito cardiaco e della forza cardiaca (effetti inotropo e cronotropo positivo) e della pressione, aumento del tasso metabolico per rendere immediatamente disponibile l’energia, potenziamento del metabolismo basale, incremento della lipolisi.

Negli USA la fentermina è stata approvata dalla FDA per il trattamento dell’obesità resistente alla dieta e per correggere il comportamento sin dagli anni ’50 ed è reperibile sotto diversi nomi commerciali. Solo dopo l’insorgenza di gravi effetti collaterali la fentermina fu resa disponibile solo dietro presentazione di ricetta medica e non fu completamente vietata a causa della sua utilità nei pazienti gravemente obesi.

In Italia commercializzare, produrre o importare la fentermina è vietato, anche se in passato (soprattutto negli USA) si era soliti associare la fentermina alla fenfluramina, un farmaco anoressizzante in grado di amplificare gli effetti dimagranti grazie all’aumento dei livelli di serotonina a livello delle sinapsi; l’associazione (chiamata Fen-Fen) era anche in grado di contrastare gli effetti collaterali della fentermina, ma si è presto scoperto che questa combinazione nel 30% dei casi provocava pericolosa ipertensione polmonare e danno alle valvole cardiache.

Vale la pena assumere la fentermina per dimagrire?

Questa molecola è estremamente utile per perdere peso specialmente nei soggetti gravemente obesi nei quali la vita stessa era a rischio. Gli effetti collaterali della fentermina possono essere gravi, ma la loro severità dipende in gran parte dal singolo individuo e sono stati riportati casi in cui si presentavano pochi – o addirittura nessuno – effetto collaterale. L’utilizzo della fentermina, che in Italia è in ogni caso vietato, dipende dal rapporto rischio-beneficio che va deciso dal medico in accordo con le condizioni cliniche del paziente.

L’utilizzo della fentermina nel trattamento dell’obesità va considerato di seconda scelta ed in ogni caso solo per periodi brevi, in regime di esercizio fisico e dieta controllata, all’interno di un programma dimagrante ben definito.

L’impiego di fentermina è sconsigliato in chi soffre di aterosclerosi, ipertensione, patologie cardiache e tiroidee, diabete, glaucoma. I soggetti in sovrappeso privi di controindicazioni cliniche e che possono dimagrire con dieta ed attività fisica non dovrebbero assumere fentermina, nemmeno se sul web alcuni siti la vendono a caro prezzo. Esistono pillole dimagranti ugualmente efficaci ma prive di fentermina, come Phen375, che richiama il nome della molecola e ne mima gli effetti senza però prevederne i pericolosi effetti collaterali.

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