Gastrite: Sintomi, Cause, Cure e Dieta, cosa mangiare?

Sara Roversi
Sara Roversi
Indice

La gastrite è un processo infiammatorio che colpisce lo stomaco. Può essere acuta o cronica e dovuta ad una serie di cause diverse: indigestione, alimentazione disordinata, cibi piccanti o irritanti, alcolismo, malattie infiammatorie croniche, infezioni e processi tumorali. Lo stomaco è uno degli organi che più risente dello stress e della cattiva condotta alimentare. Più che una malattia a sé stante, la gastrite è un insieme di disturbi che coinvolgono la parete gastrica, causandone l’infiammazione; colpisce uomini e donne di ogni età e si può manifestare con sintomi lievi oppure molto gravi. La gastrite può essere:

  • Acuta. In genere è dovuta ad eccessi alimentari: indigestione, cibi piccanti o grassi, abuso di alcol o farmaci antinfiammatori (FANS), fumo. L’infiammazione acuta è violenta e si risolve in breve tempo.
  • Cronica. È causata da infezioni batteriche (principalmente Helicobacter pylori), malattie autoimmuni, morbo di Crohn, insufficienza renale/epatica, infezioni croniche (HIV, epatiti). I sintomi di un’infiammazione gastrica cronica sono più sfumati ed appaiono gradualmente, ma si protraggono per più tempo.gastrite

Questo disturbo si manifesta solitamente con il bruciore di stomaco accompagnato a dispepsia (cattiva digestione), inappetenza, crampi, meteorismo. Nella maggior parte dei casi l’infiammazione dello stomaco è breve e transitoria, ma alcune volte può essere tanto grave da richiedere una terapia drastica.

Esistono diversi test di laboratorio e strumentali per confermare una gastrite in corso e per rilevare le cause che possono aver irritato la mucosa gastrica. I rimedi sono diversi a vanno dalla modificazione dello stile di vita, ai farmaci antiacidi e protettori della mucosa gastrica, fino agli antibiotici nel caso sia presente un’infezione. Approfondiamo l’argomento e vediamo che cos’è la gastrite, quali sono i sintomi, perché può verificarsi e come trattarla.

Gastrite: Sintomi

I sintomi di una infiammazione della parete gastrica possono manifestarsi improvvisamente (gastrite acuta) o in modo più sfumato, ma durare a lungo nel tempo (gastrite cronica). Alcune persone con un’infezione batterica dello stomaco addirittura possono essere asintomatiche.

I sintomi più comuni sono:

  • Disturbi digestivi (dispepsia)
  • Bruciore
  • Sensazione di gonfiore e di pienezza nella parte superiore dell’addome, in particolare dopo aver mangiato
  • Alito cattivo
  • Malessere generale, febbre, perdita di appetito
  • Reflusso gastroesofageo
  • Eruttazione, flatulenza
  • Vomito
  • Dolore alla schiena

Nelle gastriti acute è tipico il dolore alla parte medio-alta della schiena, che è dovuto non alla colonna vertebrale, ma allo stomaco. Il dolore è più forte dopo i pasti. Se il rivestimento dello stomaco è stato consumato dall’azione lesiva dei succhi gastrici (gastrite erosiva), i sintomi possono includere:

  • Dolore
  • Sanguinamento
  • Ulcera
  • Vomito sanguinolento
  • Diarrea e febbre
  • Feci scure (presenza di sangue digerito)

Il mal di stomaco e il dolore addominale non sono sempre un segno di gastrite e non sempre sono presenti segni e sintomi. Nella maggioranza dei casi un cambiamento nello stile di vita e nella dieta, insieme all’assunzione di un antiacido, risolvono i sintomi. Bisogna invece rivolgersi al medico se:

  • I sintomi durano una settimana o più
  • I dolori sono forti
  • Ritieni che i sintomi possano essere causato da farmaci (ad esempio gli antinfiammatori)
  • C’è vomito e/o presenza di sangue sangue nelle feci (potrebbero apparire scure)
  • Si sono verificati altri sintomi di possibili complicanze

Curiosità

Una gastrite non trattata può cronicizzare e portare a sanguinamento dello stomaco ed ulcere. Alcune forme di gastrite, come quelle ulcerose o provocate da Helicobacter pylori, possono aumentare il rischio di sviluppare il cancro allo stomaco.

Gastrite nervosa

La gastrite nervosa, o da stress, è una tipologia di infiammazione della mucosa gastrica provocata da stress ed ansia. Si tratta di una malattia psicosomatica, ovvero causata da sintomi psicologici, tensioni e stati d’animo di particolare intensità che si manifestano sull’organismo. Questa forma di gastrite non è grave, ma può comunque essere dolorosa e fastidiosa, ad esempio impedisce a chi ne è colpito di vivere tranquillamente e condiziona vita sociale e lavorativa.

I sintomi sono:

  • bruciore di stomaco
  • cattiva digestione
  • calo dell’appetito
  • malessere generale
Curiosità

Generalmente i sintomi regrediscono con il risolversi della situazione che ne ha provocato la comparsa; può essere utile assumere antiacidi per controllare l’eccessiva acidità gastrica, alleviare i sintomi dolorosi ed impedire il danneggiamento delle pareti dello stomaco, che può esitare in un’ulcera.

Gastrite cronica

La gastrite cronica è un processo infiammatorio a carico della parete dello stomaco che compare lentamente e progressivamente. Colpisce la mucosa gastrica interna, ovvero la parete più profonda dello stomaco, ed è causata dall’indebolimento dello strato mucoso che protegge la mucosa gastrica stessa dall’azione dei succhi digestivi a pH estremamente basso.

I succhi digestivi sono prodotti dalla mucosa e servono a digerire i cibi introdotti, ma senza lo strato mucoso protettivo, la mucosa può esserne seriamente danneggiata. I sintomi sono gli stessi di una gastrite acuta, ma si manifestano progressivamente. L’indebolimento della protezione della mucosa gastrica può avere diverse cause scatenanti e favorenti:

  • infezione da Helicobacter pylori (batterio che può colonizzare lo stomaco ed in grado di sopravvivere a pH estremi; può essere asintomatico)
  • malattie autoimmuni del tratto gastrointestinale (morbo di Crohn)
  • abuso di alcolici (irritano la mucosa e ne indeboliscono le difese) e di caffè
  • stress severo (interventi chirurgici, infortuni, malattie di lunga durata)
  • fumo
  • abuso di antinfiammatori non steroidei (FANS): naprossene, ketoprofene, ibuprofene, diclofenac, ketorolac
  • dieta ad alto contenuto di grassi, oli, agrumi, caffè
  • insufficienza renale
  • reflusso delle vie biliari
  • età avanzata (l’invecchiamento causa il deterioramento dell’epitelio di superficie dello stomaco)
  • infezioni virali sistemiche (HIV)
Curiosità

Come specificato sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità, la gastrite cronica non trattata o ignorata può comportare complicanze a lungo termine come emorragie gastrointestinali, neoplasie gastriche, poliposi, dolore addominale persistente, sindromi da malassorbimento e feci di colore scuro. Per una diagnosi precisa sono necessari l’esame obiettivo, la compilazione dell’anamnesi, l’esame delle feci, esami del sangue ed eventualmente un’endoscopia gastrica.

gastrite

Gastrite: Cause

L’infiammazione acuta o cronica dello stomaco è un disturbo multiforme ed eterogeneo che riconosce una lunga serie di cause, accumunate da un unico elemento, l’infiammazione della parete interna dello stomaco. Anche i sintomi possono essere molto eterogenei: si va da un semplice dolore allo stomaco che si risolve spontaneamente, a situazioni di dolore e disagio molto severi con sintomi invalidanti (diarrea, crampi addominali, meteorismo, alitosi e vomito).

La causa della gastrite condiziona anche i sintomi che si manifestano e l’intensità del disturbo. Nella maggior parte dei casi l’infiammazione è lieve, autolimitante e facilmente trattabile. In altri casi, la malattia è particolarmente aggressiva e richiede una terapia mirata. Come già detto, la gastrite si distingue in acuta o cronica ed ognuna delle due forme può avere diverse cause ed essere ulteriormente differenziata in sotto-categorie a seconda dei fattori scatenanti:

  • Gastrite acuta ischemica. È causata da un insufficiente apporto di sangue allo stomaco a causa di ipovolemia, shock, traumi ed ustioni a livello gastrico.
  • Gastrite cronica atrofica. È causata da disturbi autoimmuni, oppure è dipendente dall’infezione dal batterio Helicobacter pylori. In questa forma della malattia, l’infiammazione prolungata della parete gastrica causa la distruzione delle ghiandole secernenti i succhi digestivi, impedendo così la normale funzionalità gastrica. Il risultato è una carenza di acido cloridrico, pepsinogeno e fattore intrinseco, tutti fattori essenziali alla digestione. Il rischio di carcinoma gastrico aumenta molto, così come il rischio di anemia perniciosa da malassorbimento di vitamina B12.
  • Gastropatia da FANS. Una terapia cronica con farmaci antinfiammatori non steroidei può indurre un danno alla mucosa gastrica, perché essi inibiscono la produzione di prostaglandine, le quali riducono la secrezione acida, stimolano la produzione di muco e bicarbonati e favoriscono l’irrorazione ematica della mucosa garantendone l’integrità. I FANS maggiormente gastrolesivi in ordine di maggiore danno sono ketorolac (il più gastrolesivo), piroxicam, indometacina, ketoprofene, naprossene, diflunisal, sulindac, nimesulide, ibuprofene, diclofenac e paracetamolo. Si sconsiglia l’abbinamento di più FANS perché aumenta notevolmente la gastrolesività. Durante terapie croniche con i FANS si consiglia fortemente l’assunzione di gastroprotettori come misoprostolo, omeprazolo e lansoprazolo.
  • Gastropatia infettiva. Le gastriti infettive sono più diffuse di quanto si possa immaginare: sono causate da batteri e virus, in particolare da Helicobacter pylori, batterio responsabile dell’insorgenza della maggioranza dei casi di malattia da reflusso gastroesofageo e ulcera gastrica. Un’altra forma di gastrite di origine infettiva, che colpisce spesso persone giovani, è quella da Epstein-Barr Virus (EBV), lo stesso microrganismo responsabile della mononucleosi infettiva o “malattia del bacio”. Altri agenti patogeni sono Salmonella, Shigella ed alcune specie di stafilococchi. Una gastrite infettiva più rara nei Paesi occidentali, ma diffusa in quelli a basso status socio-economico, è quella da Treponema pallidum, batterio responsabile della sifilide.

Altre cause di gastrite

Altre cause di gastrite cronica sono AIDS, morbo di Crohn, alterazioni del connettivo, insufficienza renale ed insufficienza epatica. Oltre alle cause elencate, sono stati identificati numerosi fattori di rischio che possono predisporre il paziente alla gastrite:

  • malattie autoimmuni del tratto gastrointestinale
  • abuso di alcolici e di caffè
  • stress severo
  • fumo
  • dieta ad alto contenuto di grassi, oli, agrumi, caffè
  • età avanzata

Gastrite: Cure

La terapia della gastrite dipende dalla causa scatenante. Per la forma acuta, processo infiammatorio violento ma limitato nel tempo, in genere è sufficiente modificare le abitudini scorrette (dieta, fumo, abuso di alcol, abuso di FANS) ed eventualmente assumere dei gastroprotettori fino alla risoluzione spontanea dell’infiammazione.

Bisogna inoltre distinguere la gastrite da una indigestione che può causare gli stessi sintomi (bruciore di stomaco, gonfiore, nausea). La gastrite cronica invece richiede un trattamento mirato, ad esempio con antibiotici se provocata da batteri. I farmaci per la gastrite richiedono la prescrizione medica ed è bene assumerli quando i sintomi non si risolvono autonomamente dopo pochi giorni.

  • Inibitori della pompa protonica (IPP): pantoprazolo, lansoprazolo, omeprazolo. Sono i farmaci d’elezione per la cura della gastrite e si differenziano in base alla durata d’azione. Agiscono inibendo la secrezione acida a livello delle ghiandole mucosali e prevedono un periodo prolungato di trattamento (fino a 2 mesi) perché la loro azione richiede fino a 3 giorni per essere efficace e ridurre la secrezione acida gastrica. Il dosaggio consigliato dal medico può variare a seconda della gravità dei sintomi e dalla presenza o meno di ulcera o reflusso gastroesofageo. Sono farmaci generalmente ben tollerati ed ampiamente prescritti.
  • Antibiotici. Per il trattamento della gastrite da Helicobacter pylori si consiglia l’assunzione di amoxicillina-clavulanato (Augmentin), claritromicina o metronidazolo, insieme a lansoprazolo.
  • Antiacidi (bicarbonato di sodio,  carbonato di calcio, idrossido di alluminio ed idrossido di magnesio). Agiscono contrastando l’eccessiva acidità gastrica, neutralizzando l’acido cloridrico. Sono consigliati in caso di gastrite associata ad acidità di stomaco e dispepsia. Alcuni di questi farmaci sono: Gaviscon, Maalox, Buscopan antiacido, Geffer, Nexium, NeoBianacid.
  • Antagonisti dei recettori H2 (H2 antagonisti) come la ranitidina. Questa classe di farmaci blocca l’azione dell’istamina sulle cellule della parete dello stomaco diminuendo, in questo modo, il rilascio di acido cloridrico.

Gastrite: Dieta, cosa mangiare?

Come detto precedentemente, in una buona parte dei casi la gastrite è provocata da una alimentazione sregolata; per questo motivo la dieta ha un ruolo fondamentale nel controllo dei sintomi di acidità gastrica. La dieta per la gastrite deve essere composta da cibi semplici da digerire e non irritanti per la mucosa dello stomaco. I cibi da preferire in caso di problemi di digestione sono:

  • Pasta, riso e cereali integrali, avena, patate, pane ben cotto, senza mollica, fette biscottate, cracker
  • Tutte le minestre, ma non brodo di carne (preferire brodo di verdure)
  • Verdure fibrose che non causano l’aumento di acidità gastrica: carciofi, fagiolini, lattuga, sedano, cavolo, ortiche
  • Verdure che riducono i dolori allo stomaco: finocchi, zucchine e carote
  • Verdure a foglia larga e ricche di vitamine del gruppo B (mandorle, fagioli, spinaci ed in genere ortaggi a foglia)
  • Legumi leggeri (lenticchie)
  • Frutta ricca di flavonoidi (sedano, mirtilli, frutti di bosco, mele) che inibiscono la crescita di Helicobacter pylori
  • Frutta non acida: banane, mele, fichi
  • Succo di limone diluito in acqua
  • Succhi di frutta, ad esclusione di quelli acidi (arancia, pompelmo…)
  • Condimenti: olio extravergine di oliva a crudo, con moderazione

Curiosità

Adottare una cottura leggera (in padella, al forno, al vapore, bollitura) e senza troppi condimenti, non consumare proteine di diversa provenienza nello stesso pasto (ad es., carne e uova). Evitare il burro.

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Cibi da evitare per la gastrite

Cibi da evitare quando si soffre di gastrite:

  • Alimenti grassi che favoriscono la secrezione di acido nello stomaco, come carni rosse ed insaccati, formaggi piccanti e grassi (specialmente i fermentati come pecorino e gorgonzola), pesci grassi (sgombro, salmone, anguilla) o conservati (tonno e sardine sott’olio), burro, strutto, margarina o salse con panna, uova fritte
  • Cibi che generano gas intestinali: cavolo, broccoli, latte, cipolle, piselli, fagioli secchi
  • Cibi fritti
  • Alimenti conservati sotto sale, sott’olio, affumicati
  • Verdure acidule come pomodori, peperoni
  • Condimenti piccanti e speziati che contengono pepe, peperoncino, aglio, aceto
  • Frutta acidula come gli agrumi, le fragole, ma anche frutta secca (ricca di grassi e proteine)
  • Dolci a base di creme o liquori, cioccolato, caramelle e gomme da masticare
  • Bibite gassate
  • Alcolici

Curiosità

Quindi, ad esempio, a colazione sarebbe preferibile consumare del tè o bevande vegetali (latte di soia o di riso) o yogurt bianco invece che il latte; miele, marmellata, biscotti secchi e fette biscottate; con moderazione budini al latte, latte e yogurt parzialmente scremati. I pasti dovrebbero essere leggeri ed a basso contenuto di grassi (carne magra, pesce magro, formaggi magri freschi e parzialmente scremati come il grana). Non abbondare con le porzioni, idratarsi adeguatamente e specialmente lontano dai pasti.

Gastrite: Rimedi Naturali

La gastrite può essere alleviata da semplici rimedi naturali che hanno un effetto immediato e sono stati utilizzati prima dell’avvento dei farmaci attuali. Tra questi troviamo:

  • Bicarbonato di sodio: è contenuto in molti farmaci antiacidi, funziona neutralizzando l’acidità gastrica e alleviando così i sintomi. È sufficiente aggiungerne un cucchiaino in un bicchiere d’acqua.
  • Succo di limone: anche se può sembrare strano il limone, come il bicarbonato, normalizza il pH dello stomaco. Il succo dovrebbe essere diluito in un bicchiere d’acqua.
  • Camomilla calda: può dare sollievo perché è un miorilassante, rilassa la muscolatura dello stomaco riducendo crampi e spasmi (effetto antispastico). Se ne possono bere più tazze al giorno.
  • Infuso di tè verde: contiene numerosi flavonoidi che favoriscono la cicatrizzazione in caso di ulcera
  • Infuso di cannella: assunto dopo ogni pasto, può aiutare ad alleviare i principali sintomi della gastrite
  • Zenzero fresco: masticato prima dei pasti stimola la digestione e protegge lo stomaco dalle infiammazioni
  • Succo di Aloe vera al 100%: dotato di azione antinfiammatorie e cicatrizzanti, può ridurre i sintomi gastrici. È impiegato anche nella sindrome del colon irritabile.
Curiosità

Alla categoria dei rimedi naturali per l’infiammazione dello stomaco appartengono anche gli alcaloidi vegetali atropina e scopolamina, estratti dalle foglie della pianta della Belladonna (le bacche sono invece velenosissime) e dai quali sono stati sintetizzati gli attuali farmaci anticolinergici ad azione anti-muscarinica, la quale ha un effetto stimolatorio sulla mucosa gastrica. Tali rimedi sono oggi abbandonati a causa degli effetti collaterali e della disponibilità di farmaci più indicati.

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