gonorrea
Sara Roversi
Sara Roversi

Gonorrea uomo e donna: Significato, Terapia e Incubazione

Indice

La gonorrea è una malattia infettiva a trasmissione sessuale, tra le più diffuse in tutto il mondo. Causata dal batterio Neisseria gonorrhoeae, la gonorrea è chiamata anche Scolo o Blenorragia e infetta le vie urogenitali di uomo e donna. L’infezione può anche colpire sedi come la bocca, la gola, gli occhi e il retto, ma il luogo ideale è rappresentato dai genitali di entrambi i sessi. I sintomi della gonorrea spesso sono scarsi e fare la diagnosi può essere complicato: ciò rende più facile il contagio.

La gonorrea è una malattia che può provocare gravi conseguenze. Si può diffondere negli organi circostanti causando infezioni e infiammazione che a lungo termine possono portare a infertilità e sterilità (in uomo e donna). Il contagio avviene per via sessuale mediante rapporti con un partner infetto, ma l’infezione può anche essere trasmessa da madre a figlio. Vediamo più nel dettaglio cos’è la gonorrea, quali sono i sintomi in entrambi i sessi, come si trasmette e come si cura.

Gonorrea: cos’è?

La gonorrea è una malattia venerea che interessa principalmente l’apparato genito-urinario e si trasmette con rapporti sessuali non protetti di qualsiasi tipo (vaginali, anali, orali), tramite esposizione indiretta o per via verticale madre-figlio. È tra le malattie veneree più diffuse nel mondo ed è nota anche come blenorragia o scolo, a causa delle secrezioni purulente che provoca in chi ne è colpito.

gonorrea

La causa della malattia è il batterio Neisseria gonorrhoeae (gonococco), che per crescere e moltiplicarsi necessita di un ambiente umido e caldo: di conseguenza si moltiplica molto velocemente nell’uretra maschile e femminile, nella vagina e nella mucosa anale. In alcuni casi (legati alle modalità di trasmissione) infetta anche occhio, gola, bocca, retto. Una volta avvenuta l’esposizione all’agente infettivo, questo aderisce alle cellule epiteliali e si insedia nella mucosa dell’area colpita, dove causa l’infezione.

Sono stati documentati casi di trasmissione indiretta della malattia, tramite materiale infetto su indumenti, biancheria intima o oggetti contaminati. Questa via di trasmissione è la meno probabile, perché il batterio è scarsamente resistente all’ambiente e viene inattivato dai comuni disinfettanti. Tuttavia, condividere oggetti in modo promiscuo può aumentare il rischio di contrarre la malattia.

La gonorrea può anche essere trasmessa dalla madre al figlio durante la gravidanza, durante il parto e più raramente nel periodo post-partum. Nel corso della gestazione la malattia può causare aborto spontaneo e parto prematuro; se invece viene contratta durante il parto, nel neonato il batterio può causare grave congiuntivite o artrite settica.

Fattori di rischio

I fattori di rischio per la gonorrea sono:

  • Essere sessualmente promiscui
  • Mancato utilizzo del profilattico
  • Infezioni concomitanti da HIV, clamidia, sifilide

Particolarmente a rischio sono i giovani adulti sessualmente attivi. Per quanto sia considerata una malattia poco comune, in Occidente i casi di gonorrea continuano ad aumentare, così come i problemi di infertilità causati da una malattia non diagnosticata.

Gonorrea uomo e donna

La tipica sintomatologia della gonorrea (da cui il nome Scolo) è una secrezione dal pene o dalla vagina, inizialmente liquida, poi più copiosa e muco-purulenta (giallo-verdognola) associata a bruciore, arrossamento, dolore durante la minzione, difficoltà a urinare. Questi sintomi appaiono entro 2-7 giorni dal contagio. Un uomo ha il 30% di probabilità di infettarsi dopo un solo rapporto con una donna infetta. Viceversa, le probabilità di infettarsi per una donna che ha un rapporto con un uomo infetto salgono fino all’80%.

Alcuni sintomi (come la secrezione purulenta) si rilevano in entrambi i sessi, mentre altri sintomi sono diversi da uomo a donna e, specialmente nelle donne, la gonorrea può essere asintomatica. Nonostante possa causare sintomi lievi, la gonorrea è una malattia in grado di causare complicanze serie, fino all’infertilità.

Le altre infezioni sostenute dal gonococco colpiscono retto, ano, bocca e occhi. Le infezioni rettali sono generalmente asintomatiche in entrambi i sessi oppure causare sintomi simili alla proctite con perdite purulente, prurito anale, sanguinamento rettale, dolore nella defecazione, sensazione di mancato svuotamento. La gonorrea orale o faringea causa invece forte dolore alla gola, arrossamento ed irritazione della cavità orale (stomatite), ingrossamento delle tonsille. L’infezione orale è poco comune e generalmente si verifica per auto-inoculazione, toccandosi gli occhi dopo aver toccato i genitali. (Vedi anche: Herpes Genitale)

Sintomi nella donna

A differenza dell’uomo, nella donna esiste un grado maggiore di variabilità nella presentazione dell’infezione. Il quadro clinico della donna può essere del tutto asintomatico (30% dei casi), l’infezione può dare sintomi molto lievi oppure causare:

  • secrezioni vaginali purulente
  • difficoltà e dolore ad urinare
  • perdite ematiche tra un ciclo e l’altro
  • gonfiore dei genitali esterni

Si tratta di sintomi che possono essere facilmente confusi con altre infezioni vaginali o delle vie urinarie. Trascurare la gonorrea può avere gravi conseguenze: il batterio può propagarsi per via ascendente al collo dell’utero ed alle tube, causando infiammazione (cervicite, endometrite, salpingite) e la malattia infiammatoria pelvica (PID). La PID è una patologia grave che causa febbre, dolori addominali e pelvici e sterilità, oltre ad aumentare il rischio di aborti spontanei e gravidanza extrauterina.

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Sintomi nell’uomo

Nell’uomo la gonorrea è asintomatica solo nel 10% dei casi. Entro pochi giorni dal contagio si verifica una secrezione dal canale uretrale, prima sierosa ed incolore e poi densa e purulenta, di colore giallo-verdastro. La secrezione è favorita dalla stimolazione del glande: questo quadro clinico è noto come uretrite gonococcica. I sintomi nell’uomo sono:

  • Secrezioni uretrali sierose e poi purulente
  • Prurito, arrossamento e gonfiore del meato urinario
  • Bruciore e dolore durante la minzione
  • Gonfiore ai testicoli
  • Dolore durante l’erezione e l’eiaculazione

Le complicanze sono rare, ma se la gonorrea non viene trattata l’infezione si può propagare alla prostata ed all’epididimo (dotti localizzati nel testicolo) causando prostatite, epididimite e vescicolite.

Gonorrea: significato

Il termine “gonorrea” deriva dal greco gonos (seme) e reo (scorro), a descrivere il principale sintomo della gonorrea, ovvero la secrezione purulenta del pene o dalla vagina. Infatti Galeno, medico greco del II d.C., riteneva che le secrezioni consistessero in una perdita di liquido seminale; solamente molti secoli più tardi si dimostrarono le origini infettive della patologia.

Già ai tempi dell’Antica Grecia la patologia era quindi diffusa nella popolazione e probabilmente già da tempi più antichi, dato che anche nell’Antico Testamento si trovano descrizioni della malattia. Più tardi anche Aristotele e Platone riportarono testimonianze e tentativi di cura, ovviamente fallimentari. Nel 1879 il medico Albert Neisser identificò il batterio responsabile.

Gonorrea: Terapia

La gonorrea è un’infezione batterica che va trattata tempestivamente con antibiotici. La regressione spontanea dei sintomi in assenza di terapia non significa che ci sia stata guarigione. In caso si sospetti di aver contratto una malattia a trasmissione sessuale, è importante rivolgersi al medico per tutti i test necessari ed anche per evitare di trasmetterla al partner. Il trattamento della gonorrea si basa su antibiotici: per evitare l’insorgenza di resistenze ai farmaci, prima di iniziare la terapia deve essere eseguito l’antibiogramma (test di sensibilità agli antibiotici) sui batteri isolati dai campioni biologici.

Gli antibiotici possono essere somministrati per via orale o parenterale, da soli o preferibilmente in combinazione. Per il trattamento l’OMS consiglia l’associazione di un macrolide (azitromicina o spectinomicina) ed una cefalosporina (ceftriaxone oppure cefixima). La monoterapia è sconsigliata, per evitare antibiotico-resistenze. La diffusione di ceppi di Neisseria gonorrhoeae resistenti agli antibiotici (sempre più comune la resistenza alla ciprofloxacina) è un problema sempre più grave.

Il trattamento va sempre esteso a tutti i partner avuti nel corso degli ultimi mesi, anche se asintomatici. Ciò può risultare imbarazzante, ma è necessario per evitare reinfezioni e la diffusione della malattia. Se il trattamento è appropriato, si guarisce dalla gonorrea in pochi giorni e senza conseguenze. È importante anche astenersi dai rapporti fino alla completa guarigione e il trattamento antibiotico non va mai sospeso, nemmeno se i sintomi scompaiono. Al termine della terapia bisogna ripetere gli esami di laboratorio per assicurarsi di avere eradicato l’infezione. Contrarre la malattia non conferisce l’immunità verso nuove infezioni.

Vaccini e prevenzione

Tutte le persone sessualmente attive sono a rischio di contrarre la gonorrea. Per evitare l’infezione è necessario:

  • Usare correttamente il profilattico
  • Evitare rapporti con partner a rischio
  • Non avere rapporti promiscui ed occasionali

L’uso corretto del preservativo (indossato prima di qualsiasi contatto intimo) riduce di molto il rischio di infettarsi, anche se è sempre possibile contrarre la gonorrea per contatto con aree non coperte dal profilattico. Purtroppo non esistono ancora vaccini per la gonorrea, perché il batterio varia continuamente le molecole contro cui sarebbe prodotto il vaccino. Al momento sono in corso studi per tentare di produrre un vaccino.

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Gonorrea complicanze

Se la malattia non è trattata tempestivamente, è possibile l’insorgenza di conseguenze gravi e permanenti, tra cui la sterilità. Lo sviluppo di complicanze è indipendente dalla presenza e dalla gravità dei sintomi: anche con sintomi molto lievi o addirittura assenti, il batterio può risalire verso gli organi addominali e causare gravi patologie. Quindi, le complicanze si possono sviluppare anche con sintomi lievi, sfumati o assenti. A livello dell’apparato genito-urinario le complicanze possono essere:

  • Nelle donne, la gonorrea ha la tendenza a cronicizzare e diffondersi alle tube uterine causando la PID (malattia infiammatoria pelvica) oppure raggiungere le ovaie e la cavità addominale provocando peritonite. La PID è anche causa dell’accumulo di tessuto cicatriziale nelle tube di Falloppio e nelle ovaie, complicando processi come l’ovulazione e l’impianto di un eventuale embrione. Di conseguenza diventa difficile restare incinta, oppure possono verificarsi aborti spontanei e gravidanze ectopiche.
  • Nell’uomo, la complicanza più temibile è l’epididimite, un’infiammazione dei dotti testicolari che se non curata può diffondersi a testicoli, prostata e vesciche seminali, portando alla sterilità.

Nei soggetti debilitati ed immunodepressi la gonorrea può entrare nel circolo ematico e causare sepsi o artrite gonococcica. Nel neonato, che possiede un sistema immunitario immaturo, il gonococco provoca gravi congiuntiviti purulente che se non trattate portano alla cecità. Per questo motivo ai neonati vengono lavate le palpebre con soluzioni antisettiche o antibatteriche.

Gonorrea: incubazione

Il periodo di incubazione è il tempo che intercorre dal contagio alla manifestazione dei sintomi (malattia conclamata). Dipende da fattori come la carica infettante iniziale, la modalità di contagio e lo stato immunitario dell’ospite. Il periodo di incubazione della gonorrea è medio-breve:

  • 2-30 giorni nella donna (nella quale spesso è asintomatica)
  • 2-14 giorni nell’uomo

I sintomi appaiono generalmente entro 10 giorni dal contagio, ma in qualche occasione il periodo può essere più lungo. (Vedi anche: Verruche Genitali: cosa sono? Sintomi, Come si trasmettono e Cure)

Test Gonorrea

La diagnosi della gonorrea è di laboratorio. Il soggetto deve sottoporsi a tampone uretrale (uomo e donna), tampone vaginale (donna) o tampone rettale/faringeo (se si sospetta un’infezione di questo tipo). Il tampone viene eseguito in ambulatorio dal medico/infermiere ed è moderatamente fastidioso. Nel caso si sospetti una sepsi, tipicamente in pazienti ospedalizzati, si esegue una emocoltura.

Il tampone viene inviato al laboratorio, dove viene esaminato direttamente al microscopio o coltivato su terreni appositi (esame colturale). Una volta identificato il batterio, vengono eseguiti i test di sensibilità agli antibiotici (antibiogramma) necessari a causa della sempre maggiore diffusione di ceppi resistenti agli antibiotici.

Alcune metodiche di analisi molto avanzate (biologia molecolare) individuano il batterio attraverso la ricerca del suo DNA, tramite amplificazione del genoma (Real-Time PCR, NAAT). Questi esami sono molto più sensibili del tampone, anche se più costosi, e permettono di individuare batteri eventualmente sfuggiti all’esame colturale.

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