Grasso Addominale: Pericoloso? Uomo, Donna, Rischi e Dieta

Sara Roversi
Sara Roversi
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Il Grasso addominale è pericoloso? Le cause, i rischi e come eliminare questo problema che riguarda sia uomini che donne con una dieta e degli esercizi mirati. Si tratta, infatti, di una condizione che non è molto facile da eliminare nonché un fattore di rischio grave per patologie cardiovascolari.

Bruciare grasso addominale è essenziale per migliorare il proprio stato di salute! Dall’Università di Yale arriva la scoperta del meccanismo che ne impedisce l’eliminazione, ovvero il dimagrimento e lo smaltimento del grasso stesso. È stato svelato il perché, con gli anni, il grasso si accumula sull’addome e non si riesce più a smaltire. La maggior parte di noi è convinta che si tratti di un problema soltanto femminile, in realtà è una falsa credenza.

Vedi anche: Allenamento funzionale, ottimo metodo per combattere il grasso addominale e non solo

Grasso Addominale: è pericoloso?

Il grasso addominale è un accumulo di adipe localizzato: si tratta di una condizione abbondantemente frequente e rintracciabile in uomini e donne. Oltre a prestare attenzione all’alimentazione e praticare esercizio fisico, esistono anche diversi interventi chirurgici, nei casi più gravi, che eliminano il problema. Non si tratta, infatti, esclusivamente di un problema estetico ma soprattutto per la salute. Difatti, l’accumulo di adipe concentrato nella zona addominale porterebbe statisticamente e più facilmente a malattie cardiache. Non solo, il grasso addominale sarebbe anche responsabile di ipertensione, insulino-resistenza e diabete di tipo II. Si tratta di una condizione molto pericolosa dal momento che potrebbe concorrere anche alla manifestazione di condizioni quali: affaticamento del fegato, disordine del sangue, sindrome metabolica ecc.

Grasso addominale uomo e donna

Perdere grasso addominale è la priorità, ma per farlo dobbiamo comprendere la sua origine. Prima di andare a vedere scientificamente cosa comporta averlo, analizziamo una panoramica generale. Soprattutto, cosa ci dicono le nuove ricerche sul perché è così difficile smaltirlo? Cerchiamo di capire cosa causa il grasso addominale. Molto dipende dall’età e dalla condizione fisica di una persona. Il numero di ore di attività sportiva alla settimana e lo stile di vita influiscono sulla quantità di grasso addominale. In giovane età, al netto di squilibri o scompensi ormonali o di tiroide, il grasso addominale è solitamente causato dall’alimentazione. Anche l’idratazione è essenziale. Non a caso, la dieta dell’acqua costruisce un regime alimentare proprio a partire dall’assunzione di 8 bicchieri di acqua prima dei pasti per dimagrire.

Il consiglio è quello di evitare pasta, fritti e pane soprattutto a fine giornata. Per cui l’alimentazione non sana è alla base della formazione del grasso addominale. Bisogna dire addio al cibo spazzatura, agli alcolici, alle bevande zuccherate e ai carboidrati in eccesso. Dopo i 50 anni, invece, il rischio di grasso addominale aumenta per una questione ormonale. Sia gli uomini, che le donne con la menopausa, vedono un cambiamento ormonale che favorisce l’accumulo di grasso addominale. Per contrastarlo, diventano sempre più importante sia l’attività fisica che l’alimentazione sana.

Vedi anche: pressoterapia, ottima per ridurre il problema del grasso addominale senza chirurgia, insieme all’esercizio fisico e ad una alimentazione sana

Grasso addominale: Rischi

Il grasso addominale rilascia sostanze e molecole dannose per il metabolismo, dunque i rischi sono davvero molti. I numerosi studi sul tessuto adiposo viscerale hanno rivelato che le caratteristiche di tale grasso sono molto particolari. Gli adipociti viscerali sono attivi nel rilascio delle adipochine, sostanze con effetti locali, centrali e periferici. Il rilascio di tali molecole agisce sull’appetito e sul bilancio energetico. Non solo, influisce sulla sensibilità agli ormoni pancreatici (insulina) e sul metabolismo lipidico. Probabilmente, agisce anche su altri sistemi coinvolti nell’angiogenesi e nell’immunità. 

Nel soggetto con obesità viscerale si osservano bassi livello di adiponectina (che ha azione anti-infiammatoria) e livelli elevati di mediatori pro-infiammatori come l’interleuchina-6, il TNF-alfa, il PAI-1 e l’ASP, tutte citochine coinvolte in diversi passaggi nella sintesi degli acidi grassi e nella promozione dell’infiammazione. L’aumento degli adipociti causato dall’accumulo di lipidi ne causa la morte, con un richiamo di cellule infiammatorie tissutali (i macrofagi) che aumentano ulteriormente l’infiammazione ed il rischio cardiovascolare.

Vedi anche: Adiponectina, un ormone proteico utile per il dimagrimento

grasso addominale

Inoltre, la collocazione anatomica del grasso viscerale permette alle molecole rilasciate di giungere direttamente nella vena porta che conduce al fegato, il principale organo deputato al controllo del metabolismo. L’azione degli stimoli lipolitici è maggiore sul grasso viscerale sia a causa della sua posizione, sia per la maggiore sensibilità di questo tipo di grasso a tali stimoli. In via teorica, in caso di dimagrimento i lipidi addominali dovrebbero essere i primi a scomparire. Tuttavia, sempre più persone a partire dalla mezza età faticano ad eliminarlo, nonostante l’aumento dell’attività fisica. Cosa possiamo fare?

Grasso addominale Dieta

Partiamo dicendo che, per smaltire il tanto odiato grasso addominale, non esiste una dieta specifica vera e propria. Quello che è spesso consigliabile da parte di nutrizionisti o dietologi esperti è di associare una dieta detox o cosiddetta “sgonfiante” a determinata attività fisica ideata appositamente per eliminare la “pancetta”. Esistono diversi cibi che possono comunque aiutare il metabolismo diversamente di altri. Parliamo di verdure a foglia verde, carote, finocchi, frutta come ananas, banana, limone ecc. La cottura degli alimenti a vapore o alla griglia è ovviamente raccomandabile. Da eliminare, invece, tutto ciò che è grasso, fritto, impanato o pre-confezionato.

Anche la curcuma e lo zenzero, magari da assumere con una tisana, sono elementi particolarmente importanti. Oltre alle tantissime proprietà benefiche, aiutano anche nel dimagrimento con effetto sgonfiante. Per capire nello specifico come andare ad eliminare appositamente il grasso addominale, vedi il nostro articolo sull’argomento: Come eliminare la pancia con esercizi specifici e cosa mangiare.

Perdere Grasso Addominale con gli Esercizi

Eliminare il grasso addominale soltanto con la dieta non è consigliabile. Ciò che è importante considerare, infatti, è l’aiuto di un dolce esercizio fisico giornaliero, capace di rimetterci in forma più velocemente e in maniera efficace. Dimagrire soltanto con la dieta, infatti, tende ad “afflosciare” il corpo e i muscoli. Se, invece, optassimo per un leggero esercizio fisico la questione migliorerebbe drasticamente.

Allora quali esercizi preferire per ridurre il grasso addominale? Innanzitutto la camminata veloce è uno degli esercizi più sottovalutati ma in grado di apportare enormi benefici al corpo, soprattutto quando si combatte anche ritenzione idrica e cellulite. Dunque consigliamo di praticare almeno 30 minuti di camminata veloce al giorno associata a:

  • Rotazioni busto con pesi, 60 sec.
  • Piegamenti busto, 60 sec.
  • Crunch Cross, 60 sec.
  • Roll Up, 60 sec.
  • Crunch, 60 sec.
  • 3 set da 15 ripetizioni di addominali

Integratori per sciogliere il grasso addominale

Molti sono coloro i quali si rivolgono a farmacie e erboristerie in merito a eventuali integratori, naturali e non, in grado di “sciogliere” il grasso addominale. Bisogna premettere che non esistono farmaci miracolosi ma esclusivamente strumenti che coadiuvano un dimagrimento mirato e che sono in grado di portarci ai nostri obiettivi più velocemente e in maniera più efficace. Il grasso addominale è un problema che non può essere risolto esclusivamente con l’aiuto di integratori ma bisogna stillare un vero e proprio piano alimentare specifico accompagnato da una scheda allenamento mirata. Tra gli integratori naturali migliori utili a questo scopo, però, possiamo senz’altro menzionare quelli a base di ingredienti come Arancio amaro, Tè verde, Chitosano, Rodhiola rosea o Zenzero. Tra i farmaci veri e propri che coadiuvano il dimagrimento, invece, bisogna menzionare:

  • Alli
  • Libramed
  • BEACITA
  • FAT BINDER
  • Lipoxan

Grasso Addominale in età avanzata

La relazione tra adiposità addominale e rischio metabolico/cardiovascolare è una realtà con cui bisogna fare i conti. Che la presenza della cosiddetta “pancetta” sia una condizione che aumenta l’insorgenza di malattie metaboliche e cardiovascolari, era già noto da tempo. Ma un recente studio condotto dall’università di Yale, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature, fa finalmente luce sulla difficoltà che molte persone in età avanzata hanno.

Parliamo del voler eliminare qualche chilo dalla zona addominale, dove preferibilmente i lipidi formano depositi. Il grasso che si deposita nella parte centrale del corpo, detto anche obesità centrale, viscerale o androide, possiede caratteristiche uniche e particolari. Queste lo rendono funzionalmente diverso da tutte le altre tipologie di accumuli adiposi, come quelli di glutei, cosce e braccia. Non solo, infatti sono gli uomini a soffrirne maggiormente per azione degli ormoni androgeni.

Il grasso viscerale distribuito all’interno dell’addome è riconosciuto, in medicina, come frequentemente associato a patologie croniche come malattie metaboliche (dislipidemie, diabete mellito) e malattie cardiovascolari (aterosclerosi, cardiopatie, ipertensione). Sono infatti molte le evidenze epidemiologiche che permettono di collegare la funzione endocrina del tessuto adiposo con eventi negativi a livello metabolico e cardiovascolare. 

Perché con l’età è difficile perdere grasso addominale?

Come è stato scoperto dal team di ricerca dell’Università di Yale, alcune cellule del sistema immunitario interagiscono con il sistema nervoso addominale. Queste bloccano i segnali lipolitici inviati dalle terminazioni nervose, rendendo quindi “immuni” le riserve di grasso viscerali dall’eliminazione.

I macrofagi

L’attenzione dei ricercatori si è concentrata sui macrofagi, delle cellule del sistema immunitario che si differenziano quando migrano dal sangue. Dopo una serie di studi in vitro ed in vivo, condotti su un tipo di roditori, è stato scoperto che i macrofagi associati alle terminazioni nervose nel grasso addominale, con il passare del tempo, entrano in una fase di senescenza associata ad infiammazione.

grasso addominale

Questa modificazione dei macrofagi influisce pesantemente sull’attività dei nervi, in particolare attraverso la distruzione delle catecolamine (adrenalina e noradrenalina). Questi sono i neurotrasmettitori responsabili dell’attivazione del sistema nervoso simpatico e di una serie di effetti quali vasocostrizione, broncodilatazione, aumento frequenza e gittata cardiaca, glicogenolisi e, per l’appunto, eliminazione dell’adipe per fornire energia. Senza l’azione delle catecolamine, non viene innescato il catabolismo del tessuto adiposo.

Grasso addominale e sistema immunitario

Il gruppo di ricerca coordinato dal professor Dixit ha sequenziato il genoma dei macrofagi, per individuare la regione responsabile dell’attività anomala dei macrofagi. I ricercatori hanno scoperto che, diminuendo l’espressione di un complesso intracellulare nei macrofagi, l’inflammasoma NLRP3, le catecolamine tornavano a svolgere la loro funzione, cioè attivare la lisi degli adipociti. Anche un altro enzima, il MAO-A (mono-amino-ossidasi A) che aumenta nei macrofagi più maturi, è coinvolto nella distruzione delle catecolamine. Il suo blocco, infatti, era in grado di ripristinare la corretta funzione nervosa di trasmissione dei segnali.

Una scoperta, quella dell’Università di Yale, che apre la strada ad ulteriori studi sulle cellule del sistema immunitario e sulle loro connessioni con i nervi. Questo comporta importanti implicazioni sulla origine di alcune malattie. Soprattutto legate all’invecchiamento e sulla salute pubblica, per la possibilità di stimolare la ripresa del metabolismo e diminuire il rischio cardiovascolare e metabolico nel paziente anziano. 

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