Francesca Limoni
Francesca Limoni

Infarto, nuovo test con diagnosi immediata

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Il sovraffollamento al pronto soccorso dovuto ai falsi allarmi può essere ridotto con un nuovo test del sangue ultrasensibile che arriva dalla Scozia.

I risultati dello studio ARCHITECT STAT High Sensitive Troponin-I, della società farmaceutica Abbott e divulgato dalla rivista The Lancet, arriva direttamente dall’Università di Edimburgo.
test infarto troponinaUn team di ricercatori, guidati da Anoop Shah, ha messo a punto un metodo per diagnosticare con immediata certezza la presenza di un infarto in chi si presenta con dolori toracici al pronto soccorso.
Il test si basa sulla individuazione nel sangue della troponina, complesso proteico presente specialmente nel tessuto muscolare e composta da tre proteine, la troponina I, la troponina C e la troponina T.  La troponina I è un biomarker altamente sensibile e specifico del danno al miocardio. Elevate concentrazioni di troponina I correlate ad una sindrome coronarica acuta vengono considerate indice di infarto miocardico.

Distinguere subito il “falso allarme” (test infarto)

La troponina viene dunque rilasciata nel sangue in presenza di un danno cardiaco ed è attualmente usata al triage dei pronto soccorso nel momento in cui una persona si presenta per dolore toracico e l’elettrocardiogramma non mostra ancora segni di lesione ischemica o infartuale.
Successivamente se il test è positivo la persona viene tenuta in osservazione e poi avviato alla coronarografia. Se è negativo nelle successive 24 ore il test viene rifatto anche 2-4 volte ogni 6-12 ore per vedere se ci sono progressioni.
Il nuovo test ultrasensibile effettuato sulla troponina I si dimostra più rapido ed è efficace poiché ha individuato un valore soglia di troponina I di 5 nanogrammi per litro di sangue al di sotto del quale il rischio di infarto è quasi nullo.

Lo studio conferma come il passaggio a metodi ad elevata sensibilità per la troponina migliorano notevolmente il valore predditivo negativo nella diagnostica dell’infarto. L’utilizzo della soglia di troponina, infatti, permette di escludere la presenza di infarto nei pazienti che si presentano al pronto soccorso con dolore cardiaco – dichiara Mario Plebani, Professore di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica, Università di Padova e Direttore del Dipartimento di Medicina di Laboratorio, Azienda Ospedaliera Università di Padova. Quello che emerge con chiarezza da questo studio sono essenzialmente due risultati: il primo ci dice che la soglia di troponina selezionata permette di escludere eventuali casi di infarto a distanza di un anno; il secondo ci dice invece che, con il livello di troponina selezionato e che può essere raggiunto solo con una metodica ad elevata sensibilità, si esclude nel 99,6% dei casi la necessità di ricovero di questi pazienti – continua Plebani”.

Meno affollamento, piu’ precisione e velocita’ (diagnosi infarto)

I pronti soccorsi italiani ( 844 su tutto il territorio ) gestiscono ogni anno una media di circa 24 milioni di visite, con un affollamento superiore ai 2.800 accessi ogni ora e un’attesa media di circa 6-12 ore per ricoveri nei periodi critici dell’anno in piccoli ospedali e di 24-72 ore nei grandi ospedali. In caso di sospetto infarto almeno 8 casi su 10 sono falsi allarmi che si riescono però ad identificare solo nell’arco di 24 ore aumentando i ricoveri inutili e il sovraffollamento al pronto soccorso.

Il nuovo test rende possibile in meno di un‘ora di identificare i pazienti che hanno subito un infarto. Circa 30 minuti sono richiesti dagli analizzatori ed altri 30 per le procedure necessarie ad inviare il campione in laboratorio, prepararlo e validare il risultato prima di recapitarlo telematicamente al pronto soccorso. Un’arma in più per i medici e un’ opportunità per ridurre i costi complessivi per il sistema sanitario.

Salvatore Di Somma – Professore di Medicina d’Urgenza Università la Sapienza di Roma e Direttore Unità Operativa Medicina  d’Urgenza e Pronto Soccorso dichiara che “Il dolore toracico è per i pazienti una frequente causa di accessi al pronto soccorso. Si stima che nel mondo ogni giorno numerosissimi pazienti riferisce al pronto soccorso per dolore toracico. Tra questi pazienti l’incidenza di sindrome coronarica acuta incide in circa 1-2 paziente su 10. Il medico di pronto soccorso deve essere quindi in grado di individuare subito tra questi pazienti quello che ha la sindrome coronarica acuta in modo che possa trattarlo immediatamente perché nell’infarto miocardico una diagnosi immediata porta ad un trattamento immediato con importanti vantaggi per la vita del paziente”.

Ottimi risultati con il nuovo test per la diagnosi dell’infarto

Lo studio pubblicato da Lancet ha posto sotto analisi 6300 persone in Scozia ed è stato in grado di individuare correttamente due terzi dei soggetti che non correvano il rischio d’infarto in quel momento e nei 30 giorni successivi. Guarda anche quest’articolo sulle nanotecnologie per la diagnosi. Anche per un problema come l’insufficienza renale, monitorare l’infarto è importante.

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