Ipotensione
Marianna Somma
Marianna Somma

Ipotensione: significato, valori, ortostatica, cause e sintomi

Indice

L’ipotensione (comunemente definita “pressione bassa“) è una condizione per cui la pressione sanguigna arteriosa massima (o sistemica) è pari o inferiore a 90 milligrammi di mercurio (mmHg) e quella minima (diastolica) è pari o inferiore a 60 mmHg. Si tratta di un disturbo molto comune (soprattutto d’estate colpisce un gran numero di persone), non considerato di grave entità, ma è invalidante. Nella maggior parte dei casi può essere diagnosticata autonomamente dal soggetto attraverso l’automisurazione. Ma come si riconosce la pressione bassa? Quali sono i sintomi? Che accorgimenti possiamo seguire per migliorare la situazione? Per chi soffre di pressione bassa, l’estate è davvero la stagione peggiore. Ecco perché è utile la prevenzione e fare tesoro di alcuni consigli d’oro:

  • evitare di stare a lungo al sole e preferire l’ombra sulla spiaggia
  • idratarsi bene durante tutta la giornata bevendo molta acqua naturale
  • non fare pasti abbondanti, meglio spuntini leggeri e a breve distanza
  • mangiare qualcosa di salato e non di dolce in caso di spossatezza, debolezza e stanchezza. Se è in corso un calo glicemico, fa bene lo zucchero, ma non è detto che sia quella la causa della pressione bassa. Quindi al posto del classico bicchiere di acqua e zucchero, molto meglio un bicchiere di acqua e sale.

Ipotensione: significato

L’ipotensione è una condizione per chi il soggetto ha:

  • pressione arteriosa sistolica (massima), solitamente uguale o inferiore a 90 mmHg;
  • pressione arteriosa diastolica (minima), generalmente uguale o inferiore a 60 mmHg.

Nel linguaggio comune si parla di pressione bassa, ma per essere tale ci devono essere sintomi evidenti (li elencheremo tutti in seguito). C’è da dire però che la pressione muta nel corso della giornata e non è mai la stessa (si abbassa nel corso del sonno, aumenta appena svegli, durante l’attività fisica e quando si hanno forti emozioni). A differenza dell’ipertensione, dell’ipotensione non si parla spesso, perché pur essendo una patologia invalidante, non ha i risvolti clinici tipici della pressione alta e quindi gli viene attribuita minore valenza clinica. A differenza dell’ipertensione, inoltre, ha minore incidenza sulla popolazione. Ne soffrono le donne più degli uomini, le persone anziane, gli atleti, i pazienti che assumono farmaci particolari (diuretici, sedativi, beta-bloccanti, antidolorifici, antidepressivi ciclici), donne in dolce attesa e soggetti che soffrono di patologie cardiovascolari.

Ipotensione: valori

Quali sono i valori considerati normali e quali quelli indice di pressione bassa? Ecco un rapido schema chiarificatore:

  • bassa: pressione sistolica inferiore a 90, pressione diastolica inferiore a 60
  • ottimale: pressione sistolica inferiore a 120, pressione diastolica inferiore a 180
  • normale: pressione sistolica inferiore a 130, pressione diastolica inferiore a 85
  • alta: pressione sistolica inferiore a 150, pressione diastolica inferiore a 99

Ipotensione ortostatica

Con questo termine si intende una condizione di eccessivo abbassamento della pressione quando si tiene la posizione eretta. I sintomi sono nausea, vertigini, spossatezza, debolezza e svenimento. Ciò accade perché il nostro corpo non reagisce abbastanza in fretta al cambio rapido di posizione. Solitamente non è nulla di preoccupante e dura poco tempo. Una forma particolare è l’ipotensione postprandiale, che avviene subito dopo mangiato e non desta alcuna preoccupazione.

Ipotensione: cause

La pressione non è altro che la forza esercitata dal sangue contro le pareti dei vasi sanguigni. Viene misurata in millimetri di mercurio (mmHg). Secondo la Fondazione Veronesi, il metodo più attendibile per misurare la pressione bassa è per una settimana 2 volte la mattina, appena svegli e 2 la sera, dopo cena. Tanti sono i fattori che influenzano la pressione. Non è raro nei mesi più caldi soffrire di pressione bassa, ma in ogni caso incidono anche fattori come l’età, il sesso, la temperatura fisica e lo stato emotivo del momento. In alcuni casi può essere dovuta alla temperatura esterna molto elevata, in altri ad un’intensa attività fisica o ancora a una dieta povera di magnesio e sali minerali. Anche nei primi mesi di gravidanza è del tutto normale soffrire di pressione bassa, così come durante il ciclo mestruale. In caso di brusco calo della pressione i rimedi d’urgenza sono:

  • stendersi e sollevare le gambe
  • slacciare vestiti stretti
  • bagnare i polsi
  • bere tanti liquidi per reintegrarsi i sali persi

Ipotensione: sintomi

I sintomi della pressione bassa sono immediatamente riconoscibili: sensazione di stanchezza e spossatezza, accompagnata da forte nausea. A ciò solitamente si associa debolezza fisica, cattivo umore, difficoltà di concentrazione e vista annebbiata. Risulta quindi necessario un po’ di relax, distendersi ed alzare le gambe, evitando di avere abiti stretti che comprimono ed impediscono la circolazione del sangue. Nei casi più gravi, oltre ai sintomi sopra elencati, si manifestano un aumento della frequenza cardiaca e respiratoria ed affanno fino allo svenimento. Altri sintomi comunemente riscontrati dell’ipotensione sono:

  • sonnolenza
  • debolezza nelle gambe
  • vertigini
  • palpitazioni

La prevenzione è fondamentale così come è importante assumere magnesio e potassio (banane, mandorle, albicocche, patate), per limitare i sintomi di debolezza, affaticamento e spossatezza. Nel caso in cui soffri costantemente di pressione bassa, è bene ricordare di non uscire nelle ore più calde della giornata, indossare indumenti leggeri e in cotone, bere spesso, non fare troppo sforzo fisico ed evitare bruschi cambi di posizione.

Ipotensione e ansia

Può l’ipotensione essere una conseguenza dell’ansia? La risposta è sì. L’ansia gioca brutti scherzi si sa, può aumentare la pressione così come diminuirla bruscamente. L’importante è sapere regolare la respirazione e se si avvertono i primi sintomi, spossatezza e malessere, meglio stendersi e bere, oltre che bagnarsi i polsi. Se l’ansia non è un fatto momentaneo, è bene rivolgersi a uno psicologo per vedere di risolvere il problema e far sì che non peggiori col tempo.

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