Le neuroscienze in tribunale: tre strumenti per indagini avanzate

Grazie a recenti studi scientifici condotti da biologi, psicologi e neurologi, il mistero del funzionamento della psiche umana inizia ad essere svelato da nuovi punti di vista.

Gli studi neuroscientifici del dottor Adrian Owen

Adrian Owen è uno dei massimi esperti di neuroscienze.

Lavora presso l’Università del Western Ontario e da anni porta avanti ricerche sui canali di comunicazione dei pazienti in stato vegetativo, avvalendosi di strumenti d’avanguardia come la Risonanza Magnetica Funzionale (fMRI) è riuscito a scoprire che anche in pazienti in stato vegetativo era presente una complessa attività cerebrale.

Grazie a questo strumento, lo scienziato riesce a interpretare le reazioni nei pazienti osservando l’attivarsi di determinate aree del cervello, in risposta ad alcuni stimoli di piacere o dolore.

“How can use Hitchcock movies to detect consciousness in the vegetative state” (A. Owen via Twitter).

Gli studi del dottor Owen condotti con la Risonanza Magnetica Funzionale, aprono scenari molto interessanti per lo studio dell’attività cerebrale umana.

Le neuroscienze entrano nelle aule di tribunale

Secondo alcuni studi, le malattie psichiatriche lascerebbero delle lesioni microscopiche all’interno del tessuto cerebrale, visibili solo con macchinari avanzati.

Qual è il legame fra neuroscienze e processi penali?

Sembra che ai comportamenti criminali siano associate lesioni in aree determinate, per esempio, reati mossi dall’impeto si accompagnano a danni del lobo frontale. Pertanto, perizie realizzate più accuratamente e con strumenti d’avanguardia, potrebbero rendere più preciso l’iter processuale, soprattutto in casi controversi.

Oltre alla Risonanza Magnetica funzionale (fMRI), sono tre i macchinari avanzati possono entrare in tribunale per avere perizie più complete dal punto di vista psichiatrico.

Tre macchinari adatti allo scopo

  •  Il neuroimaging: si presta ad un uso massiccio nel campo della criminologia, perché permette di scoprire le connessioni fra le aree del cervello danneggiate sulla base di alcuni comportamenti criminali.
  •  La morfometria basata sui voxel, che misura variazioni minime di massa e densità del cervello.
  •  Il tensore di diffusione, uno strumento che può dare informazioni sull’integrità delle connessioni cerebrali.

Questi apparecchi forniscono risposte a quesiti determinati e possono sicuramente essere d’aiuto per stabilire una diagnosi più sicura e un avere un quadro il più possibile esaustivo della storia clinica dell’imputato, e anche a stabilire se la malattia mentale sia reale, dovendo trovare la corrispondenza fra comportamento criminale e lesione in una determinata area.






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