Leucociti: Globuli Bianchi Alti, Bassi in Adulti, Bambini e Gravidanza

Cosa significa avere i Leucociti ovvero i Globuli Bianchi alti o bassi? I valori di riferimento, le alterazioni dei parametri e quando preoccuparsi. Leucociti alti e bassi in adulti, bambini e in gravidanza: cosa significano i leucociti nelle urine? In questo articolo andremo ad analizzare l’argomento per rispondere a tutte le domande sulla questione.

Le analisi del sangue sono un esame che facciamo periodicamente per controllare il nostro stato di salute. L’interpretazione dei valori spetta ovviamente al medico e questo articolo, di carattere puramente informativo, non vuole assolutamente sostituirsi alla sua figura professionale. Anzi, raccomandiamo di rivolgersi al medico invece di tentare diagnosi in autonomia affidandosi a internet. Nelle prossime righe descriveremo le informazioni generali che riguardano i globuli bianchi, una porzione del nostro sangue.

I leucociti: cosa sono i globuli bianchi

I globuli bianchi, conosciuti anche come leucociti, sono cellule del sangue dotate di nucleo ma prive di emoglobina. Prendono il nome di globuli bianchi proprio dal fatto che sono cellule prive di pigmentazione. Sono sono coinvolte nella difesa immunitaria contro i microrganismi responsabili di infezioni e altre sostanze tossiche che possono danneggiare lo stato di salute dell’uomo. Vengono prodotte nel midollo osseo a partire da cellule staminali che dopo uno specifico processo di maturazione si differenziano in ben 5 diverse tipologie elencate di seguito:

  1. neutrofili
  2. linfociti
  3. monociti
  4. eosinofili
  5. basofili

I neutrofili, i basofili e gli eosinofili costituiscono la parte granulare mentre i linfociti e i monociti quella non granulare. La percentuale di neutrofili presente nel sangue è compresa tra il 55 e il 70% e le granulazioni contengono quegli enzimi che la cellula utilizza per contrastare un eventuale corpo estraneo. Infatti, queste cellule sono dotate di attività fagocitaria e vengono definite anche polimorfonucleate perché il nucleo presenta una forma plurilobata con più lobi uniti tra loro da filamenti di cromatina.

leucociti

Neutrofili

I neutrofili prendono parte alla risposta infiammatoria nella fase iniziale quando, attratti dalle sostanze batteriche e tissutali secondo il fenomeno della chemiotassi, raggiungono l’area dove possono finalmente esercitare la loro funzione di difesa. Una volta esplicata la loro funzione, vengono distrutti formando una sostanza nota con il termine di pus. Nel sangue, l’emivita dei neutrofili è alquanto breve, dalle 5 alle 10 ore mentre all’interno dei tessuti possono sopravvivere anche per qualche giorno. Il numero dei neutrofili aumenta in caso di infezioni o altri stati patologici ma attenzione perché alla lunga queste stesse condizioni possono d’altra parte condurre anche ad una loro riduzione.

Linfociti

I linfociti, invece, sono cellule di piccole dimensioni e costituiscono circa il 25% della parte corpuscolata del sangue. Il nucleo, al centro della cellula, è di forma circolare mentre la cromatina può essere più o meno addensata così come il citoplasma più o meno abbondante. Queste cellule sono coinvolte nella risposta immunologica e possono essere classificate in altri sottogruppi definiti linfociti B, linfociti T e le cellule chiamate “natural killer”. I linfociti B esplicano la loro funzione nella risposta umorale attraverso la produzione di anticorpi. I linfociti T sono coinvolti nella risposta immunitaria cellulo-mediata e infine i natural killer contrastano le cellule nemiche senza l’ausilio dei linfociti T.

Monociti

I monociti, insieme ai linfociti costituiscono il gruppo dei globuli bianchi agranulociti e sono presenti in percentuale inferiore al 10%. I monociti sono cellule con dimensioni molto grandi e sono i precursori dei macrofagi (cellule che fagocitano cioè distruggono gli agenti patogeni). Il nucleo di queste cellule non è perfettamente circolare ma presenta un’insenatura laterale che richiama la forma di un rene.

Eosinofili

I globuli bianchi eosinofili sono granulociti la cui percentuale è molto bassa, circa il 3%. Sono chiamati eosinofili perché i granuli circolanti nel loro citoplasma sono acidofili. Questi granuli sono detti specifici perché al loro interno contengono proteine, enzimi idrolitici, perossidasi ed altre forme enzimatiche coinvolte nelle risposte di difesa. Anche in questo caso, il nucleo non ha una forma circolare regolare ma presenta due lobi.

Basofili

Infine, i basofili sono globuli bianchi granulociti basofili contenenti istamina ed eparina. Questa parte corpuscolata del sangue svolge la funzione dei mastociti, cellule del sistema immunitario presenti in molti tessuti corporei.

Globuli bianchi: valori normali di riferimento

Un corpo umano sano è in grado di generare 100 miliardi di leucociti ogni giorno. In condizioni normali, il numero dei globuli bianchi è compreso tra 4.000 a 11.000 per microlitro (la millesima parte del millilitro). La formula leucocitaria, nota anche come conteggio differenziale, è un esame del sangue che consente di determinare non solo il numero totale ma anche quello di ogni singola porzione di leucociti. Un aumento o una riduzione del numero dei globuli bianchi può rappresentare, spesso, un campanello d’allarme che non va assolutamente sottovalutato. A tal proposito è importante capire quale porzione dei globuli bianchi ha subito variazioni in modo da supportare la diagnosi del disturbo in corso.

Leucociti alti

Quando il numero dei globuli bianchi supera le 11.000 cellule per microlitro di sangue si parla di una condizione nota come leucocitosi. L’aumentato numero di globuli bianchi è spesso un indicatore di infezioni in atto, della risposta dell’organismo all’azione di alcuni farmaci, di forme tumorali del midollo osseo come la leucemia. Può capitare che forme non mature dei globuli bianchi possano essere rilasciate comunque nel sangue e incrementare il numero totale. Nel dettaglio, un alto numero di neutrofili può indicare:

  • infezioni
  • infiammazioni croniche
  • infarto
  • lesioni (come fratture, rotture e ustioni)
  • tumori

Questa condizione viene definita anche con il termine di neutrofilia oppure leucocitosi neutrofila. Nella maggior parte dei casi, i neutrofili aumentano quando l’organismo compie il tentativo di eliminare un agente patogeno o comunque un corpo estraneo. Nei casi di leucemia con numeri esageratamente alti di leucociti neutrofili si verifica una viscosità eccessiva del sangue che tende così ad addensarsi con conseguenze gravi.

Se ad aumentare sono i linfociti, invece, si parla di leucocitosi linfocitica. Abbiamo detto che i linfociti si suddividono in altri tre tipi che possono aumentare anche contemporaneamente e tutti e tre possono aumentare in caso di leucemia o di infezioni. Cause molto comuni dell’aumento dei linfociti possono essere le infezioni virali come la mononucleosi oppure quelle batteriche come la tubercolosi. Se l’aumento dei linfociti è strettamente correlato a condizioni patologiche come leucemie e linfomi può insorgere una serie di sintomi come febbre, perdita di peso e sudorazione eccessiva durante la notte.

Leucociti bassi

Finora abbiamo descritto le condizioni patologiche legate all’incremento dei globuli bianchi, adesso passiamo alla discussione dei disturbi associati ad una riduzione dei leucociti. Se ad abbassarsi sono i neutrofili, parliamo di neutropenia che nei casi più gravi aumenta il rischio di contrarre infezioni anche mortali. La neutropenia può essere sospettata quando una persona si ammala spesso e la diagnosi viene confermata analizzando sia il sangue che il midollo osseo. Si può andare incontro a neutropenia anche se si è soggetti a trattamenti di chemioterapia o radioterapia. Generalmente si parla di neutropenia quando il numero dei leucociti scende al di sotto di 1500 cellule per microlitro. Il rischio di contrarre infezioni aumenta in modo proporzionale alla riduzione dei leucociti. Alla luce di questo, la neutropenia può essere classificata come:

  • lieve (tra 1000 e 1500)
  • moderata (tra 500 e 1000)
  • grave (sotto a 500)

I neutrofili diminuiscono se vengono distrutti velocemente rispetto alla loro produzione oppure se nel midollo la loro produzione è ridotta notevolmente. La linfocitopenia, invece, è la riduzione dei linfociti che ricordiamo avere diversi ruoli nelle difese immunitarie. Il numero dei linfociti si riduce notevolmente in presenza di infezioni virali come l’HIV e può essere accompagnato da febbre. Altre patologie associate alla linfocitopenia includono:

  • anemia
  • epatite
  • malaria
  • tubercolosi
  • parassitosi ecc

Naturalmente la diagnosi viene eseguita con le analisi del sangue e in alcuni casi con un prelievo di midollo per accertarne la causa e intervenire, eventualmente, con il trattamento ritenuto più opportuno.

I sintomi dei globuli bianchi bassi

Quando il numero dei globuli bianchi si abbassa possono manifestarsi quadri sintomatologici diversi a seconda della causa. In generale, i sintomi associati ad un basso numero di globuli bianchi possono essere:

  • malessere generale
  • stanchezza
  • nausea e vomito
  • febbre e sudorazione
  • problemi respiratori
  • comparsa di ulcere

Leucociti nelle urine

Essendo i leucociti delle cellule del sangue, la loro presenza nelle urine può allarmare il paziente. Effettivamente non è un dato da trascurare perché normalmente il sangue subisce un processo di filtrazione da parte del sistema renale che impedisce il passaggio dei leucociti nelle urine. Alcuni leucociti possono sfuggire al controllo dei reni e ritrovarsi nelle urine come valore trascurabile. Se, invece, i reni lasciano passare numerosi leucociti potremmo trovarci di fronte ad uno stato patologico con infezioni e/o infiammazioni in corso con numero elevato di leucociti nelle urine. Solitamente sul referto delle analisi delle urine si considera come valore normale la presenza di 1-2 leucociti per campo microscopico ovvero la parte di campione osservabile al microscopio. Se questo numero aumenta notevolmente si parla di leucocituria ovvero eccessiva presenza di leucociti nelle urine.

Leucociti in gravidanza

Una donna in stato di gravidanza è molto più soggetta a controlli come analisi del sangue e delle urine. I valori dei leucociti durante la gravidanza sono molto importanti e se subiscono variazioni, sia in aumento che in diminuzione, possono condurre a situazioni gravi per mamma e per il bambino. Solitamente le future mamme si preoccupano ogni volta che vedono aumentare il numero dei leucociti nelle proprie urine. Tuttavia, questa condizione è molto comune in gravidanza ma è bene che non venga sottovalutata perché potrebbe indicare la presenza di un’infezione in atto, il più delle volte si tratta di infezioni del tratto urinario.

Le donne incinta, infatti, sono molto più soggette a questo tipo di infezioni perché la gravidanza porta ad una riduzione, seppur temporanea, del tono vescicale favorendo la colonizzazione e la persistenza dei batteri. Al di là delle eventuali infezioni in corso, trovare leucociti nelle urine delle future mamme è uno stato del tutto normale perché i reni vanno incontro ad uno stress fisiologico che determina l’escrezione dei leucociti attraverso le urine.

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