MCH alto, basso: cos’è e cosa significa, cause e valori normali

Cos’è l’MCH? Cosa significa quando questo valore è alto o basso? Il significato specifico della sigla MCH per le analisi del sangue, le cause di abbassamento o innalzamento del valore con le specifiche su questo indicatore: i valori normali, le problematiche e i sintomi causati da possibili alterazioni con i consigli utili e i fattori di valutare in caso di alterazione dei risultati delle analisi del sangue.

Quando si procede con un esame del sangue, spesso si fa riferimento a valori di cui non conosciamo specificatamente il significato. In questo articolo parleremo della sigla MCH come valore particolarmente importante da tenere sotto controllo quando si fanno delle analisi specifiche. Difatti, l’MCH è strettamente collegato alla misurazione dell’emoglobina nei globuli rossi. Per capire quale sia il suo ruolo specifico è importante, prima, comprendere cosa sia e come funziona l’emoglobina.

Con il termina emoglobina (HB) si indica una sostanza, una proteina quaternaria in modo specifico, contenuta nei globuli rossi e la sua funzione principale è quella di trasportare l’ossigeno e anidride carbonica nell’organismo. Ciò significa che svolge un ruolo di rilevanza per la nostra salute e, soprattutto, per la nostra sopravvivenza! Essa, infatti, è indispensabile per i vasi sanguigni e, in particolare, utile per il trasporto di ossigeno dai polmoni agli organi interni, fino ad arrivare ai mitocondri. Qui questa proteina, insieme alle molecole alimentari, acquisterà anche il ruolo di produttrice di energia.

MCH: cos’è?

L’MCH (Mean cell hemoglobin) indica il contenuto emoglobinico corpuscolare medio: ovvero il livello medio di emoglobina all’interno dei globuli rossi. Nell’ambito di analisi del sangue specifiche, stiamo parlando di emocromo (o esame emocromocitometrico), l’MCH fa parte degli indici corpuscolari e viene spesso associato ad altri valori, quali: l’MCHC e l’MCV. In effetti, se l’MCH calcola il livello di emoglobina contenuto nei globuli rossi, le altre due sigle procedono sistematicamente al:

  • Calcolo della grandezza media dei globuli rossi (MCV)
  • Calcolo della concentrazione media dell’emoglobina in un solo globulo rosso (MCHC)

Solitamente questi valori sono spesso controllati e analizzati nell’ambito della diagnosi di tipologie diverse di anemia (anemie normocitiche, microcitiche, ipocromiche ecc). Difatti, l’analisi specifica degli indici corpuscolari serve, soprattutto, nell’identificazione e prevenzione di condizioni come:

  • Anemie
  • Tumori
  • Infezioni del sangue
  • Infiammazioni
  • Problemaiche nella coagulazione

Valori normali del MCH

Seppure i valori cosiddetti “normali” possono subire delle variazioni in base a sesso, età, patologie e strumentazioni dei diversi laboratori d’analisi, esistono valori nella norma a cui fare riferimento. I valori “normali” di MCH variano tra i 26 e i 32 picogrammi. Nel momento in cui l’MCH risulta più basso o più alto di questi indicatori di riferimento, vorrà dire che bisogna tenere sotto controllo la condizione fisica. Vediamo, nei prossimi paragrafi, cosa vuol dire MCH alto, basso e le cause dell’innalzamento o abbassamento del valore.

MCH alto: cause e significato

Solitamente quando si parla di MCH alto, spesso si fa riferimento automaticamente anche ad un innalzamento dell’MCV. L’MCH alto, però, rappresenta una condizione particolarmente pericolosa dal momento che potrebbe comportare forme più evolute di anemia. Ad esempio, nel momento in cui questo valore è alto, vorrà dire che i globuli rossi vengono prodotti in numero minore ma la grandezza degli stessi, invece, è in aumento. Questa problematica potrebbe anche incorrere a:

  • Anemia perniciosa
  • Carenza di Vitamina B12
  • Carenza di Acido Folico

Spesso, l’MCH alto potrebbe essere causato anche da:

  • Anemie emolitiche
  • Anemie aplastiche
  • Disfunzioni tiroidee
  • Ipertiroidismo
  • Anemia macrocitica
  • Anemia causata da celiachia
  • Problematiche al fegato
  • Sindrome mielodisplastica

MCH basso: cause e significato

Quando il valore di MCH è basso, questo potrebbe indicare una condizione di riduzione della grandezza dei globuli rossi nel sangue. Ciò significa, automaticamente, anche una riduzione di emoglobina nel sangue e, quindi, problematiche legate al trasporto di ossigeno e alla produzione di energia. Solitamente l’MCH basso è associato all’anemia ipocromica microcitica, ma può essere causata anche da altre patologie e condizioni gravi, come:

  • Carenza di ferro
  • Anemia sideropenica
  • Talassemia
  • Anemia sideroblastica
  • Anemia da celiachia
  • Emoglobinopatie
  • Emorragie
  • Tumori
  • Artirte reumatoide

Consigli e fattori da valutare

Prima di farsi prendere dal panico raccomandiamo severamente di rivolgersi a un medico specializzato per poter leggere con consapevolezza i risultati delle nostre analisi. Sfogliare i siti web è sì utile per comprendere a cosa si può andare in contro ma la preparazione di un medico è altresì fondamentale. Ricordiamo che, spesso, quando si tratta di MCH basso, come abbiamo precedentemente specificato, una delle cause può essere associata al mancato apporto di ferro. Si tratta, in questi casi, di controllare l’alimentazione e il regime alimentare che seguiamo, facendosi aiutare da un nutrizionista o dietologo, in modo da integrare la nostra dieta con alimenti utili alla produzione di ferro; ad esempio:

  • Legumi
  • Farina di soia
  • Frutta secca
  • Verdure a foglie verdi scure
  • Carne di cavallo e carni rosse
  • Tuorlo d’uovo
  • Carne di tacchino ecc.

I risultati dell’MCH, però, possono anche essere alterati da altre condizioni, come:

  • Obesità
  • Alcolismo
  • Carenza di Vitamina B12 e acido folico
  • Infiammazioni croniche
  • Assunzione di alimenti prima dell’esame del sangue

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