meditazione
Bianca Pesenti
Bianca Pesenti

Meditazione: cos’è? Benefici, tecniche, trascendentale e buddista

Indice

Meditazione, un termine che arriva dal latino meditatio, tradotto come riflessione. Proprio a partire da quella che è la traduzione del termine, possiamo facilmente capire che non si tratta di una semplice tecnica di rilassamento. La meditazione viene, in alcuni casi, considerata persino una forma di arte ma, in generale, possiamo definirla come una pratica. L’obiettivo di questa attività è quello di assumere pieno controllo e padronanza della propria mente, non a caso la tecnica di meditazione viene utilizzata in molte altre pratiche come la tecnica di mindfulness. Non a caso, concentrarsi sul proprio pensiero o su un singolo dettaglio della realtà, può risultare molto più difficile del previsto. La nostra mente tende a divagare, non riuscendo quasi mai a focalizzarsi su un unico elemento ma mantenendo un rumore disturbante di fondo.

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D’altra parte, la tecnica di meditazione è utilizzata come metodo di riflessione e contemplazione nella maggior parte delle pratiche religiose e spirituali. Questo proprio perchè il desiderio è quello di raggiungere la capacità di lasciar riposare la mente nel suo stato naturale. Svuotare di ogni rumore di sottofondo può essere più difficile di quanto ci aspettiamo, tendiamo sempre a mantenere la mente occupata. Naturalmente, riuscire a sviluppare una competenza di meditazione permette anche di raggiungere un buon livello di benessere sia mentale che fisico. A differenza di ciò che potremmo pensare, raggiungere un buon livello di stabilità richiede particolare attenzione anche alle proprie funzioni mentali.

Possono esistere diverse tipologie di meditazione, come vedremo in modo più approfondito nei prossimi paragrafi. In comune, ogni pratica ha lo scopo di raggiungere un maggiore stato di concentrazione e di controllo. Un punto importante da tenere a mente è che serve molta concentrazione per riuscire a meditare!

Vedi anche: yoga

Meditazione: cos’è?

Meditazione, abbiamo già detto che l’etimologia del termine è riconducibile alla lingua latina. Qui il termine significa riflessione, volta a raggiungere un livello di benessere non solo mentale ma anche fisico. La nascita di questo tipo di pratica è senza dubbio connessa a movimenti religiosi e spirituali, dove il raggiungimento di un benessere capace di avvicinare a Dio è essenziale. La pratica di meditazione, anche se in forme diverse, è riconosciuta da molti secoli come parte fondamentale di tutte le principali tradizioni religiose. Il primo riferimento esplicito è presente nelle Upanisad, scritture sacre induiste compilate approssimativamente a partire dal IX – VIII secolo a.C., in cui leggiamo richiami espliciti alla meditazione. Queste letture sono poi giunte fino a noi, indicate con il termine sanscrito dhyana. L’obiettivo è proprio quello di raggiungere un vero e proprio livello di auto-realizzazione, una acquisizione di maggiore controllo e consapevolezza volta anche a combattere lo stress.

L’utilizzo della meditazione, per come lo intendiamo noi oggi, ha lo scopo di divenire padroni della propria mente oltre che di controllare i propri pensieri. Anche a causa dello stile di vita a cui siamo abituati, sempre più pensieri si affollano in continuazione nella nostra testa. Il desiderio di molti, soprattutto ad oggi, a causa di una vita sempre più movimentata e frenetica, è proprio quello di riuscire a liberare la propria mente e raggiungere un maggiore livello di benessere.

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Riuscire a sviluppare una competenza maggiore controllo dei nostri pensieri ci aiuta anche a eliminare pessimismo e ruminazione, cercando di migliorare le condizioni psicofisiche. Non a caso, l’etimologia latina del termine fa riferimento anche al verbo latino mederi. La traduzione indica il misurare, pensare ma anche il meditare. Si intende una vera e propria pratica che consente di diventare consapevoli del “qui” ed “ora”, con l’utilizzo di tecniche di concentrazione mentale.

Meditazione: benefici

I benefici della meditazione naturalmente riguardano sia una quantità minore di stress che una migliore salute psicofisica. Avendo a che fare con uno stile di vita sempre più frenetico, il tempo che rimane da dedicare a pause di riflessione è sempre minore. Riuscire a sviluppare capacità e competenze utili per migliorare la capacità di controllo e di concentrazione dei propri pensieri. Portare a risultati sorprendenti. La storia della meditazione è tanto antica proprio perché, fin da subito, l’uomo si rese conto dei numerosi benefici a cui portava. Al primo posto, riuscire a meditare ci fornisce la possibilità di venire a contatto con quella che è la parte più intima di noi stessi. Pur senza rendercene conto, ogni giorno poniamo in più numerosi meccanismi di difesa in consapevoli che ci impediscono di avere pieno controllo della nostra mente.

Tendiamo in questo modo a tenere lontano e distante una parte di noi magari meno piacevole, ma importante da considerare. La meditazione ci permette di raggiungere questa parte più profonda, se svolta nel modo corretto. Tra i benefici di questa pratica ritroviamo anche la possibilità di imparare a vivere nel momento presente. Tendiamo ormai ad essere sempre proiettati verso il futuro, senza riuscire più a godere di quelle che sono le caratteristiche del presente. Imparare a focalizzarsi su un particolare pensiero aiuta anche in questo. Oltre a questo e al combattere lo stress, tra i benefici della meditazione ritroviamo possibilità di combattere ansia e depressione. Riuscire a riflettere in silenzio, sfruttando quelle che sono le tecniche della meditazione, aiuta anche a scacciare i pensieri negativi.

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Alcuni filoni di ricerca hanno dimostrato che la meditazione aiuta anche a ridurre la concentrazione del cortisolo. Si tratta dell’ormone dello stress, aumentando la nostra resistenza a tutte le pressioni provenienti dall’esterno, ossia dall’ambiente circostante.

Vedi anche: Ipertensione

Tecniche di meditazione

Come abbiamo già anticipato all’interno del primo paragrafo, esistono diverse tecniche di meditazione che è importante prendere in considerazione per trovare quella più adatta alle proprie esigenze. Prima di tutto, è importante porre a confronto tecniche di meditazione riflessiva e di meditazione recettiva. Per quanto riguarda la prima, l’oggetto della meditazione può essere qualsiasi cosa. In generale, nella meditazione riflessiva si usano immagini visualizzazioni di elementi che richiamano al mondo interiore piuttosto che di semplici oggetti. Secondo i principi base di questa pratica, in questo modo è possibile raggiungere un buono stato di controllo e di concentrazione. Questa tipologia di meditazione ha come obiettivo l’assenza di pensieri ed è la più utilizzata nella cultura occidentale.

Lo scopo della meditazione recettiva, invece, è proprio quello di raggiungere un buon controllo della propria attività psichica, partendo dal presupposto che spesso e volentieri la mente umana può risultare confusionaria. Quest’ultima si ispira maggiormente ai principi e alle filosofie dell’Oriente. Riuscire a raggiungere un buon livello di concertazione rimane un punto in comune tra entrambi le discipline. La differenza sta proprio nel focalizzare la propria attenzione su un oggetto oppure cercare di raggiungere una libertà totale dai pensieri, un risultato piuttosto difficile da raggiungere.

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Un’altra suddivisione importante da fare, se parliamo di diverse categorie di meditazione, è quella tra:

  • Una tecnica meditativa visiva, basata su visualizzazioni. Simile alla meditazione riflessiva, qui l’obiettivo è quello di focalizzarsi su qualcosa di specifico come un oggetto interno o un elemento esterno.
  • La meditazione mantrica, basata sulla ripetizione di frasi, canti, preghiere, parole, invocazioni, preghiere e lodi. Qui si introduce una parte vocale.
  • La forma di meditazione che attua la fusione tra cuore e mente, da questa tipologia discende anche la capacità di veggenza. Secondo alcune filosofie, con la meditazione è possibile vedere anche il futuro.

Meditazione trascendentale

Parliamo ora di tecnica meditativa trascendentale, sta allo sviluppo di capacità e competenze di ulteriori potenzialità umane. Ad oggi, si tratta di una tecnica praticata da moltissime persone ma l’arrivo all’interno della cultura occidentale è da riferirsi a  Maharishi Mahesh Yogi nel 1958. Come per tutte le tecniche di meditazione, l’obiettivo è proprio quello di raggiungere un buon livello di benessere sia mentale che fisico. Nello specifico, la pratica trascendentale parte dal presupposto che la maggior parte dello sviluppo economico e tecnologico ci ha permesso di vivere con una migliore qualità ma adattandoci a ritmi più frenetici. Dall’altra parte, infatti, nel mondo si assiste sempre più a una completa mancanza di capacità di introspezione e di sviluppo interiore.

Questo non permette di recuperare energie e di migliorare la capacità di controllo mentale, oltre che di sviluppare la propria spiritualità. L’obiettivo della pratica trascendentale è proprio quello di raggiungere una migliore conoscenza di se stessi oltre che di colmare il divario tra una vita troppo concitata e un livello di benessere. Detto questo, il maestro Masarishi, parlando di questa particolare pratica, descrivere questa meditazione come tentativo di contrastare i campi elettromagnetici dei propri pensieri oltre che di aiutare la mente a trovare un equilibrio con sé stessa e con l’esterno.

meditazione trascendentale

Uno dei motivi per cui questa pratica ha suscitato molto interesse in Occidente è che, dedicando non più di 30 minuti al momento della meditazione, è possibile migliorare la propria condizione mentale. Infatti l’obiettivo è quello di ridurre il livello di confusione mentale, inteso come quel rumore di sottofondo che rende impossibile focalizzarsi per davvero su un pensiero. La tecnica di meditazione trascendentale permette alla mente di raggiungere uno stato naturale di consapevolezza senza oggetto. Viene praticata per circa 20 minuti, sedendosi in una posizione comoda e ripetendo a mente un mantra in continuazione.

Meditazione buddista

La pratica buddista, proprio come possiamo intuire dal nome, deriva dalla religione buddista e presenta alcune differenze rispetto ad altre pratiche. L’obiettivo di questa particolare tecnica è quello di raggiungere il bhavana o sviluppo mentale, attraverso una profonda acquisizione di consapevolezza. Oltre al livello di consapevolezza, l’obiettivo è anche quello di conoscere le ragioni della felicità e le cause della sofferenza. La nascita di questa forma di meditazione ha origine nei paesi in cui la dottrina buddhista è particolarmente affermata. Naturalmente, è riuscita poi a diffondersi anche in Occidente con parecchio successo. 

Tecniche buddiste

Nello specifico, le tre tecniche di meditazione particolarmente affermate nella disciplina buddista sono:

  • Samatha, una meditazione della tranquillità
  • Vipassana, una forma meditativa dell’intuito o di visione più profonda
  • Metta, la riflessione sull’amore e sulla gentilezza

Il punto di partenza della tecnica buddista è quello di riflettere su elementi diversi da neutralizzare ed eliminare, a seconda della pratica scelta. Trovato l’elemento su cui focalizzarsi, l’obiettivo è poi quello di sostituirlo attraverso lo sviluppo di una competenza parallela. Per esempio, contro l’invidia possiamo utilizzare la gioia e la gentilezza. In questo modo, abbiamo la possibilità di prendere consapevolezza di ogni aspetto del nostro corpo e anche della nostra mente. Nella religione buddista, di base la meditazione si pratica come parte del percorso verso la liberazione, il risveglio e il Nirvana. Lo scopo da raggiungere è quello di uno stato trascendente in cui non esiste alcun tipo di sofferenza, desiderio, né senso di sé.

I precetti che vengono assunti di riferimento, quando parliamo di meditazione, sono di natura buddista. Alle base dei suoi insegnamenti, ritroviamo tre capi saldi. Il primo è quello delle tre verità universali, che ci parlano della legge del karma, per poi passare alle quattro nobili verità, che esplorano la sofferenza umana. Il nobile ottuplice sentiero, d’altra parte, enuncia le otto pratiche per la liberazione dal ciclo della reincarnazione, rappresentato dalla ruota del Dharma.

Vedi anche: Massaggio e i suoi benefici

Meditazione e mindfulness

La tecnica di Mindfulness viene applicata sempre di più anche all’interno di un ambito più ampio connesso alla psicologia e alla psicoterapia. Non a caso, di tecniche di Mindfulness parla anche Marsha Linehan, creatrice della terapia dialettico comportamentale. Stiamo parlando di una vera e propria tecnica meditativa, connessa a quelli che sono i principi religiosi sostenuti dal buddhismo, scevro di una componente religiosa. L’obiettivo è proprio quello di imparare a vivere nel presente in modo non giudicante, senza accettare in modo passivo ma lasciando scorrere ciò che non dipende dal nostro controllo. Un punto saldo di questa tecnica è proprio quello di imparare a focalizzarsi sui propri pensieri e sulle proprie sensazioni eliminando il rumore di fondo.

Caratteristiche della Mindfulness

I punti di partenza sono:

  • Osservare, imparare a sviluppare una competenza che ci permetta di osservare ciò che avviene intorno a noi focalizzando e concentrando la nostra attenzione;
  • Descrivere, un punto molto importante. Dobbiamo considerare che la terapia dialettico comportamentale viene utilizzata prevalentemente con pazienti borderline, incapaci di esprimere a parole le proprie emozioni e i propri vissuti. In ogni caso, fare una valutazione della propria capacità di descrivere è importante.
  • Partecipare, evitando quindi di essere passivi. Accettare non significa farlo senza possibilità di scelta, l’importante è arrivare alla consapevolezza che alcune cose avvengono indipendentemente dal nostro volere.
  • Essere efficaci, nel presente e anche nel futuro. Riuscire a sviluppare competenze di efficacia permette di raggiungere più obiettivi, migliorare le proprie relazioni interpersonali e aumentare la stima di se stessi.
  • Stare nel presente facendo una cosa per volta, un’altra cosa molto importante da prendere in considerazione. Il multitasking ci permette di fare molte più cose in contemporanea ma, allo stesso tempo non ci dà la possibilità di focalizzarsi per davvero su ciò che stiamo facendo.
  • Non giudicare, la metafora che viene utilizzata è quella della coperta aperta sul prato. Dobbiamo essere pronti ad accogliere tutto ciò che arriva, dalla pioggia alla neve.

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Dopo aver valutato questi punti, possiamo capire quali sono i punti in comune con la meditazione. L’obiettivo è lo stesso, cioè quello di raggiungere una accettazione di sé attraverso una maggiore consapevolezza della propria esperienza. Il creatore di questa tecnica è Jon Kabat-Zinn, biologo e scrittore. Utilizzata in modo sapiente, la Mindfulness può essere vero e proprio strumento di cura.

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