Menopausa precoce: sintomi iniziali, cura e terapie

Menopausa e menopausa precoce (POF, Premature Ovarian Failure)

La menopausa (conclamata quando il ciclo mestruale è assente da almeno un anno) è spesso vissuta come una malattia a causa dei disturbi che la accompagnano. In realtà si tratta solamente di una tappa fisiologica che caratterizza la vita di ogni donna e che indica che è terminata la fase fertile (cessa il ciclo mestruale e vengono esauriti i follicoli). Questo avviene perché le donne producono un numero limitato di ovuli che è predestinato dalla nascita.

Si parla di menopausa precoce (POF) quando questa compare in un’età inferiore ai 40 anni (mentre l’età della comune menopausa si aggira attorno ai 50,6 anni).
Questo tipo di disturbo può essere individuato attraverso uno specifico esame del sangue che prevede la ricerca del dosaggio plasmatico dell’ormone follico stimolante (FSH). FSH viene normalmente secreto grazie all’ormone rilasciante le gonadotropine (GnRH) che si lega a dei recettori che si trovano sulle cellule gonadotrope dell’ipofisi anteriore. In caso di menopausa precoce questo ha un valore superiore a 30mUI/ml nella terza giornata di ciclo ed indica che la menopausa è cominciata a causa della limitata riserva di follicoli ovarici.

Cause scatenanti

La menopausa precoce nella sua forma idiopatica colpisce una donna su cento (per cui è un disturbo piuttosto comune).

Una percentuale quattro volte maggiore di donne soffre di menopausa precoce indotta (iatrogena) a causa di cure mediche, radioterapia, chemioterapia oppure come conseguenza di interventi chirurgici (per asportazione di entrambe le ovaie o dell’utero per via di tumori, cisti ovariche o grave stato di endometriosi).

Le possibili cause possono dipendere anche da fattori genetici (come ad esempio la sindrome di Turner) che riguardano diverse alterazioni cromosomiche, in particolar modo del cromosoma X.

Ci possono essere anche cause sistemiche come l’iperplasia surrenalica congenita, la galattosemia (si perde la capacità di metabolizzare il galattosio che, se non viene eliminato, diventa tossico per le ovaie).

Altre cause riguardano patologie autoimmuni in cui si possono formare anticorpi anti-ovaio). Da non sottovalutare sono le infezioni virali (da citomegalovirus o la parotite che può infiammare l’ovaio) o batteriche (come la tubercolosi).

Anche uno stile di vita errato può indurre POF soprattutto nel caso in cui si faccia abuso di sostanze come alcool e fumo.

Sintomi caratterizzanti

I sintomi non sono semplici da interpretare e molto spesso sono simili a quelli che accompagnano la menopausa canonica. Tra i principali ci sono:

  • Cessazione del ciclo mestruale, flusso irregolare (non viene più rispettata la classica cadenza dei 28 giorni ma il periodo si accorcia arrivando, in alcuni casi, anche a 20 giorni) oppure perdita di sangue molto abbondante, quasi emorragico.
  • Le classiche vampate di calore (che saranno poi seguite da un’intensa sudorazione) che sono una chiara conseguenza della carenza ormonale.
  • La secchezza vaginale (accompagnata anche da dolore durante il rapporto sessuale) unita alla riduzione della libido.
  • Variazione ponderale a causa della diversa ri-distribuzione del grasso corporeo che tenderà ora ad accumularsi sulla zona di pancia ed addome dando l’effetto di perdita del punto vita.
  • Problemi di controllo alla vescica che portano ad incontinenza oppure a stimolo alla minzione esageratamente frequente.
  • Difficoltà nel sonno dovuto all’instaurarsi di uno stato di insonnia che si manifesta come ritardo dell’addormentamento, anticipo del risveglio, molteplici risvegli notturni e sonno non riposante (a causa della ridotta qualità del sonno).
  • Disturbi dell’umore: si passa da uno stato di tristezza ad uno di irritabilità e può aumentare lo stato di angoscia.
  • Caduta dei capelli ed invecchiamento generale anche della pelle con conseguente comparsa delle prime rughe.

Gli esami per la menopausa precoce

Nel caso ci si riconosce nei sintomi descritti in precedenza è opportuno fare le verifiche sul dosaggio plasmatico dell’ormone FSH. La diagnosi di menopausa precoce è certa se in due dosaggi consecutivi, effettuati a distanza di un mese, l’FSH è entrambe le volte superiore a 40 mUI/ml.

Terapie per cercare la gravidanza

Quando una donna entra in menopausa precoce generalmente si trova ancora in età fertile per cui potrebbe mostrare il desiderio di vivere la maternità ed affrontare la gravidanza.

Si può fare un primo tentativo cercando di ripristinare il ciclo mestruale prescrivendo una terapia ormonale a base d estrogeni e progesterone.

Un altro sistema riguarda la possibilità di ricorrere alla fecondazione assistita in cui una donatrice dona i propri ovuli al fine di farli fecondare con il seme del partner o dalla banca del seme. Vi consigliamo di dare un’occhiata anche a Ymea Silouette un integratore alimentare naturale studiato per dare una risposta ai disturbi della menopausa e Multicentrum Materna un integratore per la gravidanza.

Possibili strategie terapeutiche

Bassi livelli di ormoni come gli estrogeni ed androgeni anticipano l’invecchiamento cerebrale ed innescano un processo di neuro-infiammazione che porta ad un possibile peggioramento del morbo di Parkinson o dell’Alzheimer.

Secondo il parere di diversi esperti la strada giusta da percorrere è la terapia ormonale sostitutiva (TOS) attraverso la somministrazione di estrogeni e progestinici (le ovaie non sono più in grado di produrli) che va protratta fino ad il compimento di 50/51 anni (età media in cui una donna che si trova in una condizione fisiologica normale entra in menopausa) salvo l’insorgenza di effetti collaterali (ad esempio cancro alla mammella estrogeno dipendente o la trombosi).

Questo tipo di terapia è utile anche per prevenire le condizioni di osteoporosi e di artrosi (causate da un basso livello di estrogeni ed androgeni). Un altro vantaggio è la prevenzione di malattie su base cardiovascolare perché vengono mantenuti bassi i livelli di trigliceridi, di colesterolo e la pressione.

La terapia ormonale sostitutiva può però risultare pericolosa se viene cominciata tardi quando le possibili patologie cardiovascolari e neuro-degenerative si trovano già in uno stadio avanzato.

Rimedi naturali per la menopausa precoce

Per quanto riguarda i rimedi naturali, bisogna affidarsi sempre ad un esperto per sapere le eventuali controindicazioni e gli effetti collaterali, ma non serviranno ad arrestare il progresso della menopausa precoce, ma almeno aiuterà ad alleviare i sintomi.
Per prima cosa si consiglia una dieta ben adeguata, in particolare per evitare i rischi dell’osteoporosi, consumare latticini e verdure apporta buone fonti di calcio e vitamina D.
Importante è anche l’esercizio fisico, che aiuta a gestire lo stress e a controllare le vampate di calore stimolando la termoregolazione, in particolare, si consiglia lo yoga.
Infine, si può fare ricorso a rimedi naturali calmanti come la malva, la camomilla, la melissa ed altri più sedativi come la valeriana o la passiflora che combattono l’insonnia.
Per combattere il senso di calore momentaneo, l’aloe vera in gel è la soluzione migliore, dato il suo potere rinfrescante.
Anche i fitoestrogeni, sostanze di origine vegetale derivate dalla soia e dal trifoglio rosso, hanno azione ormonale estrogenica, allontanano il pericolo di osteoporosi e riducono la secchezza delle mucose genitali.
Anche una buona attività fisica moderata e costante allontana la sofferenza ossea e anche pericoli cardiovascolari.
Dal punto di vista emozionale, i Fiori di Bach giocano un ruolo molto utile, come i Walnut per i cambiamenti che si hanno in menopausa, i Rock Water è ottimo per la secchezza della mucosa vaginale e i Chicory, efficaci per controllare i sintomi generali della menopausa precoce.

 

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