Neutrofili: Alti, Bassi, In Gravidanza, Cause e Sintomi

Cosa significa avere i neutrofili alti o bassi nel sangue? Il loro coinvolgimento nella difesa immunitaria sottolinea quanto sia importante conoscerne il valore soprattutto in particolari condizioni come i mesi di gravidanza. Quali sono le cause che alterano i valori dei neutrofili e quando c’è da preoccuparsi? Per rispondere a queste domande dobbiamo prima fare un po’ di chiarezza su questa tipologia di globuli bianchi e sulla loro funzione.

Granulociti neutrofili: cosa sono?

I neutrofili sono una delle tipologie di leucociti (o globuli bianchi) che circolano nel nostro sangue dopo essere state sintetizzate dal midollo osseo. Nello specifico, essi costituiscono la percentuale più alta che varia tra il 40 e il 70% del totale. Perché sono chiamati neutrofili? La spiegazione risiede nel fatto che non assorbono coloranti istologici rimanendo quindi “neutri” durante la colorazione. I neutrofili sono cellule granulose, insieme ai basofili e agli eosinofili, cioè contengono dei granuli formati, a loro volta, da enzimi idrolitici che aiutano nella degradazione degli agenti pericolosi. I granuli sono presenti a livello del citoplasma e si classificano in tre categorie a seconda degli enzimi e delle proteine in essi contenuti. Nel dettaglio:

  • i granuli primari sono quelli che assumono la colorazione blu e per questo motivo sono chiamati anche azzurrofili
  • secondari sono detti anche specifici proprio per il fatto che contengono enzimi specifici come il lisozima, la lattoferrina e la collagenasi
  • terziari, infine, contengono idrolasi, proteasi, gelatinasi e catepsine

Dal punto di vista farmacologico, i neutrofili presentano un nucleo formato da più lobi uniti tra di loro e grazie a questa caratteristica vengono anche chiamati polimorfonucleati. Il numero dei lobi aumenta man mano che la cellula invecchia. Pertanto, nel sangue dei soggetti giovani è più frequente trovare forme poco numerose. Grazie a questo piccolo ma importante dettaglio è possibile farsi un’idea del processo con cui le cellule si rinnovano a livello del midollo.

I neutrofili vivono nel sangue per circa 8 o 10 ore, il tempo necessario per espletare la loro funzione che, ricordiamo, è quella di eliminare eventuali pericoli in circolo nell’organismo. In particolare, i neutrofili prendono parte alla difesa da infezioni batteriche. Quando queste sono in corso, i neutrofili raggiungono la sede dell’infezione fuoriuscendo dai vasi sanguigni e infiltrandosi nel tessuto epiteliale. Come fanno a raggiungere l’area di interesse? Grazie al processo della chemiotassi, cioè vengono attratti dalle sostanze prodotte dai batteri e dai tessuti soggetti a infiammazione. Dopo aver svolto la propria funzione di difesa vengono distrutti e dalla loro distruzione si forma una sostanza che tutti noi conosciamo con il termine di pus. A prendere parte della difesa immunitaria non sono solo gli enzimi e le proteine in essi contenuti ma anche i recettori per gli anticorpi IgG presenti sulla loro struttura cellulare.

Neutrofili Alti

I neutrofili alti vengono indicati con il termine di neutrofilia e si riferisce alla condizione in cui le cellule superano il valore delle 8.000 unità per millimetro cubo di sangue. In alcuni casi, questo valore può raggiungere anche numeri molto alti, si parla anche di 30.000 unità per mm cubo di sangue. Naturalmente queste condizioni si verificano quando l’organismo è affetto da patologie importanti come nel caso di infezioni acute batteriche e l’entità dipende molto dal quadro clinico del soggetto ma anche dalla tempestività con cui viene effettuata la diagnosi.

Quindi, la neutrofilia (neutrofili alti) si verifica soprattutto durante la fase acuta delle infezioni per poi tendere ad una graduale riduzione man mano che si va incontro a guarigione. Da ricordare che una riduzione della neutrofilia può manifestarsi anche quando l’infezione da acuta diventa cronica quindi senza una pronta guarigione. I neutrofili alti non sono riconducibili solo ed esclusivamente a infezioni ma possono verificarsi anche in altre patologie. Di seguito se ne elencano alcune:

  • infarto del miocardio
  • embolia polmonare
  • emorragie
  • forme emolitiche
  • diabete
  • ustioni
  • forme tumorali
  • insufficienza renale

Neutrofili Alti: Cause e sintomi

Ma quali sono le cause che conducono ad un innalzamento del numero dei neutrofili? Purtroppo sono numerose e molto diverse tra loro, aspetto che rende difficile la diagnosi. Tra le tante cause si elencano:

  • fattori di stress
  • infezioni batteriche
  • conseguenze del parto
  • variazioni del ciclo mestruale
  • forme tumorali
  • malattie del sangue
  • stati infiammatori
  • intensa attività fisica
  • sbalzi di temperatura
  • fumo di sigaretta
  • terapie farmacologiche
  • alterazioni ormonali

Alla luce di quanto descritto fino ad ora, non è possibile descrivere sintomi specifici legati ai neutrofili alti. Infatti, i sintomi della neutrofilia sono quelli associati alla patologia a cui sono correlati. Di conseguenza, non esistono trattamenti terapeutici specifici per i neutrofili alti. Le terapie per abbassare il numero dei neutrofili sono quelle che fanno riferimento alla patologia in corso. Nel caso di neutrofili alti dovuti a infezioni batteriche, saranno gli opportuni antibiotici a condurre verso la risoluzione dell’infezione e di conseguenza della neutrofilia.

Come è noto, il sangue di una donna subisce alterazioni importanti durante i mesi di gravidanza. Nello specifico, il valore dei neutrofili varia da un trimestre all’altro. Inoltre, quando il volume totale dei globuli bianchi arriva al numero di cellule molto alto come 15×109 per litro è sicuramente dovuto ad un aumento dei neutrofili e del loro ruolo nella difesa immunitaria. Difesa che aumenta proprio in risposta allo sviluppo del feto.

Neutrofili Bassi

I neutrofili bassi vengono indicati anche con il termine di neutropenia e si verificano quando il loro valore scende al di sotto del limite minimo considerato normale. Nello specifico, esistono tre diverse condizioni di neutropenia che vengono descritte nel seguente modo:

  • lieve se il numero varia da 1000 a 1500 cellule per millimetro cubo. Alla neutropenia lieve viene associato un rischio basso per la salute
  • moderata se il valore varia da 500 a 1000 unità per millimetro cubo di sangue e di conseguenza il rischio per la salute inizia ad alzarsi rispetto alla forma lieve
  • grave se il valore è inferiore alle 500 cellule per millimetro cubo di sangue indicando, pertanto, un rischio molto alto

Neutrofili: cause e sintomi

È importante sottolineare che la neutropenia può essere sia congenita che acquisita, quest’ultima è molto più frequente perché le cause dei neutrofili bassi sono numerose e molto comuni. Infatti, i neutrofili bassi possono essere causati da:

  • infezioni virali
  • infezioni batteriche
  • uso e abuso di farmaci
  • trattamenti chemioterapici
  • carenze nutrizionali
  • forme anemiche
  • disturbi epatici
  • abuso di alcol
  • malattie del sangue

Come nel caso dei neutrofili alti, anche per i valori bassi non ci sono sintomi specifici perché essi sono riconducibili a quelli delle patologie che causano. Stesso discorso può essere fatto per la diagnosi e il trattamento terapeutico. La diagnosi è fondamentale per capire quali sono i fattori scatenanti la riduzione del numero dei neutrofili e di conseguenza per capire come affrontare al meglio il disturbo.

Valori normali nella formula leucocitaria

Ricordiamo che la formula leucocitaria è il numero dei leucociti che ne compongono ogni singola tipologia. Quindi la formula leucocitaria è la conta differenziale di:

  • neutrofili
  • linfociti
  • monociti
  • eosinofili
  • basofili

Inoltre, la formula leucocitaria non tiene conto solo del numero dei leucociti ma anche della loro morfologia. Da questa caratteristica, infatti, possono dipendere molte tipologie, alcune anche molto gravi. Per conoscere il valore dei neutrofili basta analizzare un campione di sangue prelevato da una vena del braccio. Il prelievo si esegue solitamente al mattino e a digiuno. Il valore dei neutrofili, inoltre, si trova sul referto analitico nella sezione che comprende l’emocromo con formula leucocitaria.

In condizioni normali, il valore dei neutrofili varia dal 40 al 70% dei globuli bianchi totali. In termini numerici, i neutrofili variano da 1500 a 7000 cellule per millimetro cubo di sangue. La determinazione di questo numero assoluto non è diretta cioè si estrapola il numero dei neutrofili tenendo conto del valore totale dei globuli bianchi e la percentuale ottenuta. Inoltre, questo numero comprende sia i neutrofili maturi che quelli non ancora maturi; i primi vengono chiamati neutrofili segmentati mentre per i secondi si parla di bande.

Come sempre ricordiamo che i valori forniti in questo articolo hanno il solo scopo informativo e che è necessario fare riferimento ai parametri indicati dal laboratorio perché possono subire alterazioni. Particolari condizioni come un trattamento chemioterapico o un trapianto di midollo e/o di sangue possono alterare il numero dei neutrofili circolanti. Per questo motivo, è bene riferire al medico la propria condizione clinica in caso di prelievo con valori alterati. Questo aiuta sicuramente nell’elaborazione di una diagnosi certa. In generale, i valori normali possono fare riferimento alla seguente classificazione:

  • conteggio normale dei neutrofili pari o superiore a 1500 cellule per millimetro cubo di sangue
  • conteggio basso dei neutrofili se inferiore alle 1500 cellule per millimetro cubo di sangue

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