osteopatia
Francesca Limoni
Francesca Limoni

Osteopatia: cosa cura? Benefici, Controindicazioni e Esami

Indice

Quando si parla di osteopatia, si fa riferimento a una professione sanitaria, ormai riconosciuta a pieno titolo dal 2018. L’interesse che si pone come soggetto primario di questa disciplina è l’osso. Osteopatia deriva infatti dal greco “sofferenza dell’osso”, vale a dire una delle terapie più efficaci per curare questa sofferenza. Oggi giorno questa tecnica terapica è molto usato perché consiste in una serie di tecniche manipolatorie finalizzate al ripristino delle funzionalità specifiche del corpo. Il punto di partenza per l’osteopatia è il focus sul soggetto e sul suo stato di salute, piuttosto che sul disturbo da cui è affetto. Si tratta di un vero e proprio sistema ben assestato, che si basa sul contatto diretto con la persona e il suo disturbo.

Ciò che ha portato alla nascita dell’osteopatia è stata l’idea di attribuire diversi tipi di dolore e disturbo alle condizioni delle ossa, capaci di influire sul flusso sanguigno e sulla conduzione di impulsi nervosi circostanti. La sua peculiarità sta nello stimolare l’auto-guarigione del corpo, sfruttando il potere del corpo stesso di mantenere e recuperare il suo stato di salute (omeostasi). L’intervento avviene soltanto attraverso una manipolazione ben pianificata su ossa, muscoli e tendini. Secondo gli osteopati stessi, specialisti della materia, si tratta di una terapia che mette in relazione non soltanto le diverse parti del corpo, ma anche la mente e lo spirito. Ogni componente, a modo suo, contribuisce alla propensione alla guarigione.

Osteopatia

L’osteopatia si vanta di utilizzare un approccio causale e non sintomatico, proprio perché spesso e volentieri la vera causa del dolore trova origine in zone del corpo lontane dal sintomo percepito. Si può dire che il trattamento trova la sua massima importanza nella diagnosi di alterazioni fisiologiche e funzionali del corpo, le stesse alterazioni che si manifestano attraverso sensazioni dolorifiche differite in tutto il corpo. Questo principio venne scoperto da un chirurgo americano che capì da subito le ampie correlazioni fisiologiche e anatomiche, che esistevano tra tutte le parti del corpo. Il corpo è un tutto: questa è la citazione che gli osteopati preferiscono utilizzare per spiegare il collegamento tra tutte le diverse parti del corpo umano. In questo tutto viene incluso lo spirito, componenti diverse che si uniscono per lavorare e collaborare per il corretto funzionamento dell’organismo.

Detto ciò, si può capire perché l’osteopata ritiene che la malattia sia una conseguenza di uno squilibrio fisiologico in differenti parti del corpo. L’evento stressante che provoca la disfunzione può avere duplice origine, interna o esterna. Si può così riformulare la definizione di osteopatia in quanto la “lettura” del corpo attraverso le mani, che hanno lo scopo di riequilibrare direttamente il paziente.

Vedi anche: Radioterapia

Osteopatia: cosa cura?

L’osteopatia si occupa, entrando più nello specifico, di problemi strutturali e meccanici dell’apparato muscolo-scheletrico, che possono scaturire in problemi e alterazioni in vari organi e visceri. Ovviamente è valida anche l’idea contraria, clinicamente, danni a organi tessuti e altre zone possono arrecare problemi all’apparato scheletrico. L’obiettivo è agire sul ripristino della mobilità fisiologica a livello dei diversi sistemi circolatorio, respiratorio, nervoso, fasciale, e muscolo-scheletrico. L’azione dei diversi sistemi, infatti, permette il corretto funzionamento dell’organismo. Se solo un meccanismo smette di funzionare, tutto si interrompe.

Una delle caratteristiche tanto apprezzate del trattamento osteopatico è che può essere applicato su pazienti di qualsiasi fascia di età, partendo da donne in gravidanza (quindi andando a stimolare gli spostamenti propositivi del bambino) fino agli anziani. L’osteopatia ha la possibilità di agire su tutti quei disturbi che, seppur di importanza secondaria, sono altrettanto influenti sul benessere della vita quotidiana. Eccone alcuni esempi:

  • cervicalgie
  • lombalgie
  • sciatalgie
  • artrosi
  • discopatie
  • cefalee
  • dolori articolari
  • muscolari da traumi
  • alterazioni dell’equilibrio
  • nevralgie
  • stanchezza cronica
  • affezioni congestizie tipo otiti
  • sinusiti
  • disturbi ginecologici e digestivi

Osteopatia: Benefici e controindicazioni

Il principio su cui ruota l’osteopatia, come già ci siamo detti, è il desiderio di integrare corpo, mente e spirito trattando della salute generale del corpo. Il nostro stato di salute, di fatti, deve ritrovarsi in una situazione di equilibrio funzionale, combattendo quello che costituisce lo squilibrio della malattia. I benefici sono visibili solo e soltanto rispettando consigli e condizioni, oltre al trattamento in sé, volte a creare uno stile di vita sano. Come spesso accade, l’obiettivo è anche andare a correggere abitudini alimentari scorrette e non salutari oppure aumentare le ore di attività fisica.

Il sistema di manipolazione diretta sfruttato dall’osteopatia, però, ancora non viene considerato del tutto appartenente alla medicina tradizionale. L’osteopatia viene reputata un trattamento alternativo, basato su teorie secondo cui è il corpo stesso che dispone di tutti i mezzi per favorire la sua stessa guarigione. Questi non sono gli stessi punti cardine della medicina, qui lo scopo è eliminare ogni ostacolo presente tra le diverse vie di comunicazione del corpo. Possiamo dire che l’efficacia del trattamento osteopatico non è verificata al 100%, sebbene vi siano degli evidenti risultati e benefici riportati dai pazienti.

Esistono poi delle controindicazioni da valutare prima di approcciarsi a una disciplina così consolidata. In generale, si sconsiglia il ricorso all’osteopatia nel in caso di forte compromissione al rachide o in presenza di patologie più gravi che hanno danneggiato gli organi tanto da rendere l’autoguarigione inefficace. Le posizioni relativamente all’osteopatia sono di natura differente, l’esperienza soggettiva potrà farci capire se si tratta della soluzione migliore alle nostre esigenze.

Esame diagnostico

Per effettuare una corretta diagnosi, l’osteopata si basa su alcuni principi essenziali, brevi e concisi:

  • Anamnesi. Questa parte serve per avere a disposizione tutte quelle informazioni che vanno a distinguere una patologia scheletrica da un’altra. Il tutto viene osservato tramite esami strumentali specifici (TAC, risonanza, RM ecc.).
  • Osservazione. In questo caso, si basa sulla capacità di individuare la dinamica del paziente e della malattia stessa.
  • Palpazione. Questo esame permette di scoprire la motilità effettiva. Si effettua la palpazione delle parti molli, per cercare di identificare lo spessore del tessuto e quella delle parti più solite per identificare la durezza. Il tutto è utile per scegliere il trattamento più appropriato.

Per quanto riguarda la questione della detrazione fiscale dell’osteopatia, queste sono detraibili se ad effettuarle è un iscritto all’albo professioni sanitarie (fisioterapista). Se invece si tratta di un osteopata a fornire la prestazione, in quanto sono figure professionali non ancora annoverate fra quelle delle professioni sanitarie riconosciute dall’agenzia delle Entrate.

I principi dell’osteopatia

L’osteopatia si basa su sette principi fondamentali:

  1. Il corpo è un’unità. Un tutt’uno indissolubile, per questo è importante considerare il suo funzionamento globale.
  2. La struttura e la funzione sono strettamente correlate tra loro.
  3. Il corpo possiede meccanismi di autoregolazione e autoguarigione. L’obiettivo è rendere attivi questi meccanismi.
  4. Quando il normale adattamento è interrotto o quando i cambiamenti esterni superano il potenziale di regolazione del corpo, allora subentra la malattia. Le cause del trauma possono essere interne o esterne, la disfunzione va trattata anche di conseguenza.
  5. Il movimento dei fluidi corporei contribuisce al mantenimento della salute.
  6. Il sistema nervoso ha un compito importante e cruciale. L’interruzione degli impulsi nervosi provoca il disturbo.
  7. Molte componenti somatiche della malattia, non vere e proprie manifestazioni del disturbo, contribuiscono al perdurare della malattia.

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