Ovaio Policistico: cos’è? Sintomi, gravidanza e dieta

Sara Roversi
Sara Roversi
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L’ovaio policistico (PCOS) è una malattia endocrina che colpisce le donne in età riproduttiva. Come dice il nome, questa patologia è causata dalla presenza di numerose cisti nelle ovaie, la cui formazione dipende da disfunzioni ovulatorie che causano iperandrogenismo (eccessiva produzione di ormoni androgeni). L’ovaio policistico è una patologia piuttosto diffusa (il 5-10% delle donne in età fertile ne soffre) che ha ripercussioni sia sulla possibilità di portare avanti una gravidanza, sia dal punto di vista estetico.

Le cause dell’ovaio policistico non sono ancora del tutto note; la malattia viene diagnosticata con una semplice ecografia e sono disponibili diversi approcci terapeutici per permettere a chi ne soffre di avere figli e rimediare ai disturbi causati dal problema metabolico. Vediamo nel dettaglio in che cosa consiste l’ovaio policistico, quali sono i sintomi, quali le conseguenze e come trattarlo.

Ovaio Policistico: cos’è?

L’ovaio policistico è l’alterazione endocrina più comune nelle donne in età fertile; si origina da alterazioni endocrine e metaboliche che impattano sulla funzione di diversi organi. La formazione di cisti multiple più o meno grandi nelle ovaie dipende dalla abnorme produzione di ormoni sessuali maschili (androgeni) da parte dell’ovaio, a causa dello stimolo dovuto all’aumento di ormone luteinizzante (LH) secreto dall’ipofisi. Questa alterazione endocrina impedisce al follicolo di maturare e ciò provoca la formazione delle cisti ovariche.

ovaio policistico

La secrezione e l’azione degli ormoni nell’organismo umano è controllata da un complesso sistema di feedback positivi e negativi, per cui la produzione di un ormone causa la diminuzione di un altro o, al contrario, il suo aumento. Nell’ovaio policistico questo sistema di feedback è alterato, per cui l’iperproduzione di LH (e quindi di ormoni androgeni) non inibisce la secrezione di ulteriore LH e perpetua la disfunzione. L’aumento di LH stimola una enorme produzione di estrogeni ed androgeni da parte dell’ovaio e nel 30% delle pazienti, si osserva anche aumento della prolattina. La sindrome dell’ovaio policistico causa importanti effetti sulla salute della donna, dal punto di vista estetico, metabolico e riproduttivo. La malattia è caratterizzata dalla presenza di:

  • Cisti ovariche multiple
  • Ingrossamento delle ovaie
  • Iperandrogenismo
  • Resistenza all’insulina

C’è una correlazione tra sovrappeso ed ovaio policistico: i meccanismi coinvolti nell’aumento ponderale consistono in compromissioni metaboliche che possono essere parzialmente evitati con azioni preventive o curative. Le cause della patologia non sono chiare. L’origine è probabilmente multifattoriale e la suscettibilità individuale è determinata da multipli fattori di rischio, genetici ad ambientali. È probabile che l’ovaio policistico sia espressione di una complessa alterazione funzionale del sistema riproduttivo, causata dall’aumento degli ormoni maschili (androgeni).

Ovaio policistico diagnosi

La diagnosi dell’ovaio policistico può essere difficoltosa, specialmente nelle giovani donne che non presentano ancora sintomi conclamati. Il medico, sospettata una PCOS, prescriverà gli esami specifici per la diagnosi (esami ormonali, glicemia, insulinemia, ecografia pelvica) ed anche indirizzare ad uno specialista o consigliare una terapia mirata, ma anche cambiamenti nello stile di vita come la perdita di peso.

Ovaio Policistico: Sintomi

Nella sindrome dell’ovaio policistico, è quasi sempre presente una triade di 3 sintomi:

Tali sintomi sono causati dall’assenza dell’ovulazione (anovulazione cronica) che si associa all’aumento della produzione e della secrezione di ormoni androgeni, in quantità variabile ma comunque tale da determinare sintomi. In alcune donne è presente una familiarità per la sindrome. L’ovaio policistico può occasionalmente essere associato ad altre alterazioni ormonali come la sindrome di Cushing, l’iperplasia congenita del surrene e tumori dell’ovaio e del surrene.

La triade di sintomi si può accompagnare ad altre manifestazioni cliniche piuttosto variabili in termini di intensità, per cui la sindrome può essere diversa da paziente a paziente; gli esami di laboratorio possono rilevare le alterazioni ormonali tipiche dell’ovaio policistico, ma è importante anche compilare una anamnesi accurata. In un grande numero di pazienti il menarca (prima mestruazione) si verifica all’età fisiologica, ma subito appaiono irregolarità mestruali ed un aumento della peluria, oltre che sovrappeso, acne, segni di virilizzazione.

Questi sintomi (e specialmente i disturbi del ciclo mestruale come oligomenorrea, sanguinamenti anomali, infertilità, alterazioni della temperatura basale) portano le pazienti all’attenzione del medico e devono subito far sospettare la sindrome.

Ovaio Policistico: conseguenze

Le elevate quantità di ormoni androgeni presenti in circolo causano problemi estetici e di fertilità. Occasionalmente, picchi di estrogeni possono causare un’ovulazione, ma in un quadro di profonde alterazioni del ciclo mestruale; l’inadeguata secrezione di FSH (ormone follicolo-stimolante) e l’elevata concentrazione di androgeni impediscono ai follicoli di maturare e la presenza di numerosi follicoli immaturi determina la formazione di cisti ovariche più o meno grandi. In rari casi, l’aumento di prolattina può determinare galattorrea (perdita di latte dal seno).

Dal punto di vista estetico, gli androgeni causano un aumento della peluria, dell’acne e della secrezione di sebo. Nei tessuti periferici gli androgeni vengono convertiti in estrogeni, specialmente nel tessuto adiposo che possiede enzimi deputati a questa conversione. A livello dell’ovaio aumenta ulteriormente la secrezione di LH, che a sua volta aumenta gli androgeni e così via, in un circolo vizioso che peggiora il problema. Le principali conseguenze dell’ovaio policistico riguardano l’aspetto fisico (obesità, peluria, acne) e l’impossibilità di iniziare una gravidanza, a causa dell’assenza di ovulazione in quanto i follicoli ovarici non giungono mai a maturazione.

Ovaio Policistico e gravidanza

Molte donne scoprono di avere la sindrome dell’ovaio policistico solo quando desiderano avere un figlio, perché non restano incinte. Il ritardo nella diagnosi in questi casi è dovuto a sintomi molto lievi, come irregolarità nel ciclo (ma non tali da recarsi dal medico) e un lieve aumento della peluria, che può anche passare inosservato per anni. La donna che ha difficoltà a concepire scopre quindi che è proprio tale malattia ad impedirle di iniziare una gravidanza. Il 70% delle donne infertili soffre di sindrome dell’ovaio policistico.

La mancanza dell’ovulazione dipende dalla carenza di estrogeni. Gli estrogeni, noti anche come ormoni femminili, sono i responsabili della crescita e della maturazione dei follicoli ovarici; dagli estrogeni dipende quindi la formazione degli ovociti, così come la crescita dell’endometrio (la parete mucosa dell’utero). Nelle donne in sovrappeso, l’iperinsulinemia diminuisce ancor di più la produzione di estrogeni a favore degli androgeni, riducendo ulteriormente l’infertilità.

Dal momento che le donne con sindrome dell’ovaio policistico non sono completamente in amenorrea (mancanza del ciclo) ma hanno per lo più cicli sporadici e irregolari, può accadere comunque che durante un ciclo possa verificarsi un picco di estrogeni e si crei un ovulo maturo per la fecondazione, quindi si possa rimanere incinta naturalmente. Tuttavia questo è un caso raro, perché la maggior parte delle donne PCOS (circa il 70%) ha difficoltà a rimanere incinta in modo naturale.

È possibile avere una gravidanza nonostante la malattia? Innanzitutto bisogna modificare lo stile di vita: per migliorare i parametri ormonali e metabolici della PCOS è necessario seguire una dieta ipocalorica (mangiare cibi a basso indice glicemico) e fare esercizio fisico. La perdita di peso aiuta anche a prevenire eventuali complicanze gravidiche. Esistono poi farmaci per indurre la maturazione dei follicoli e l’ovulazione (stimolazione ovarica). Questa tecnica prevede la somministrazione di ormoni che portano alla formazione di ovuli maturi. La stimolazione semplice è quella che prevede un unico intervento con somministrazione di clomifene citrato; una volta ottenuta l’ovulazione, il concepimento avviene poi in modo naturale.

Se non si dovesse riuscire ad ottenere una buona stimolazione ovarica, si può passare alla procreazione medicalmente assistita (PMA). Un ciclo di PMA prevedere diversi passaggi di stimolazione ormonale: in una prima fase verranno ottenuti ovuli fecondabili, mentre in una seconda fase verrà preparato l’endometrio ad accogliere l’embrione che verrà fecondato artificialmente e poi trasferito al quinto giorno in utero materno.

Ovaio Policistico e dieta

Le donne che soffrono di PCOS devono seguire una dieta ipocalorica, perché tra i fattori correlati all’ovaio policistico c’è l’insulino-resistenza, ovvero la ridotta captazione di insulina da parte dei tessuti periferici e degli organi, compreso l’ovaio. Lo sforzo del pancreas di produrre sempre più insulina per compensare la ridotta captazione porta all’esaurimento delle cellule beta ed all’insorgenza di diabete mellito di tipo II.

L’iperinsulinemia ha un effetto ingrassante, perché favorisce l’anabolismo in tutti i tessuti dell’organismo. Anche l’ovaio può andare incontro a insulino-resistenza e ciò causa la liberazione di estrogeni che però vengono convertite in androgeni dal tessuto adiposo, tramite l’enzima aromatasi. In presenza di insulino-resistenza e si sovrappeso/obesità, la dieta deve prevedere:

  • Basso apporto energetico. L’introduzione di calorie deve consentire la riduzione del grasso corporeo (dieta ipocalorica) allo scopo di riequilibrare il rapporto tra massa magra e massa grassa. Le calorie introdotte dovrebbero essere il 70% di quelle necessarie al mantenimento del peso allo scopo di perdere 3-4 kg al mese.
  • Equilibrio nutrizionale. Le calorie devono essere adeguatamente ripartite: 25% (adulti) o 30% (soggetti in accrescimento) di lipidi totali; quelli saturi non devono superare il 10% dell’energia totale. Le proteine devono essere comprese tra 0,8 e 1,2 g/kg di peso fisiologico. Il resto dell’energia deve essere fornita da carboidrati (non zuccheri semplici) rimanendo in un intervallo compreso tra il 10-12% delle calorie totali. Il colesterolo non deve mai superare i 300 mg/die e vanno sempre preferiti gli acidi grassi polinsaturi (omega-6 ed omega-3). Le fibre devono essere assunte in quantità di almeno 30 g/die, poiché oltre a preservare la funzionalità intestinale, faciliteranno la moderazione dell’indice glicemico dei pasti. Tutte le vitamine ed i sali minerali devono rientrare nelle razioni raccomandate.
  • Ripartizione dei pasti. Deve prevedere almeno 5 pasti al giorno, per garantire un carico glicemico moderato; vanno scelti cibi a basso indice glicemico.
Curiosità

Per facilitare il percorso di dimagrimento e ripristinare il corretto metabolismo glucidico, si consiglia di iniziare a praticare attività fisica, specialmente aerobica (camminata veloce, corsa, ciclismo, nuoto) ed attività anaerobica di rinforzo muscolare (esercizi a corpo libero, pesi).

Ovaio Policistico e peli

L’ovaio policistico causa irsutismo, ovvero presenza di una peluria eccessiva ed anomala per il sesso femminile: in particolare nella PCOS i peli crescono anche sul viso, tra i seni, sull’addome (line alba), sulle cosce e sulla schiena. La presenza di peluria rende difficile vivere bene la propria femminilità, ma esiste la possibilità di intervenire con strategie specifiche che riguardano sia lo stile di vita, sia protocolli estetici e farmacologici.

Uno dei rimedi più comuni per combattere l’ovaio policistico ed i peli che ne derivano è l’assunzione della pillola anticoncezionale, che garantisce anche copertura contraccettiva. La pillola contiene ormoni estroprogestinici che regolano il ciclo mestruale e ripristinano la corretta ovulazione. Solo nei casi più gravi si ricorre agli antiandrogeni, farmaci che bloccano l’azione degli ormoni maschili, come il ciproterone e la flutamide (in combinazione con la pillola perché può causare malformazioni fetali). Se si ha successo nel ripristinare un fisiologico ciclo ormonale il problema della peluria eccessiva sparirà.

In alternativa, è possibile ricorrere all’epilazione laser o luce pulsata; sono trattamenti estetici costosi ed eseguibili solo da esperti, anche perché il successo del trattamento dipende anche dal fototipo (colore di pelle e peli). Non sono purtroppo rimedi definitivi, perché trattano solo il sintomo (i peli) ma non la causa ormonale sottostante; una volta terminato il trattamento quasi sicuramente il problema si ripresenterà, quindi bisognerà imparare a convivere con qualche pelo in più.

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