Perdita uditiva, si lavora a nuovi approcci per recuperare funzionalità del senso

La perdita dell’udito può derivare da varie cause: si pensi a una lesione, un’infezione, l’esposizione a forti rumori o – semplicemente – l’invecchiamento. Tante cause ma… un unico disagio: la perdita di un senso può destare un senso di smarrimento, fastidio, estraneità, perdita di autostima, e tanto altro ancora. Proprio per questo motivo, i ricercatori della University of Southern California e della Harvard University stanno lavorando a un nuovo approccio al trattamento della perdita dell’udito, in grado di dare speranza a milioni di persone affette da questo pregiudizio.

Come si perde l’udito

Ma come si perde l’udito? Spesso, la perdita di questo senso si verifica quando l’organismo subisce danni per un periodo di tempo prolungato, che nuoce alla capacità di trasmettere i “segnali” dalle orecchie al cervello. Attualmente, come potete scoprire su InfoUdito, la guida ai problemi di udito, la maggior parte delle persone che soffrono di perdita dell’udito utilizza apparecchi acustici che amplificano i suoni udibili dall’utente, ma in alcuni casi non riescono a risolvere alla radice il problema del paziente.

Stando a quanto affermato da Charles McKenna della USC, esistono nuovi farmaci che possono effettivamente colpire le cellule già danneggiate e promuovere la rigenerazione. Tuttavia, il problema risiede nella difficoltà a medicare efficacemente l’orecchio interno.

Il nuovo approccio

I ricercatori della USC e dell’Università di Harvard stanno invece lavorando ad un farmaco che può raggiungere l’orecchio interno in modo che possa svolgere la sua funzione in modo più idoneo, magari sotto forma di gel o liquido. Se riuscissero a commercializzare il farmaco in una soluzione appropriata, potrebbero dunque supportare milioni di persone che soffrono di problemi di udito, ponendosi come alternativa allo standard terapeutico attuale, rappresentato dagli apparecchi acustici.

Per il loro studio, pubblicato sulla rivista Bioconjugate Chemistry, i ricercatori hanno testato il farmaco su alcuni tessuti, ma il prossimo passo è testare il farmaco sugli animali e, – se dovesse fornire risultati positivi – passare agli studi clinici sull’uomo.

“Non stiamo dicendo che è una cura per la perdita dell’udito, ma è l’inizio per un nuovo approccio estremamente promettente, un passo importante che offre molte speranze” – ha affermato McKenna.

La perdita dell’udito

Stando a una recente ricerca condotta negli USA, circa 48 milioni di persone, o il 20% degli americani, afferma di aver subito danni uditive, il 60% dei quali a causa del lavoro o dell’ambiente scolastico. All’età di 65 anni, una persona su tre ha problemi di perdita dell’udito.

Sebbene non sia purtroppo considerato come un problema serio, è in realtà un importante problema di salute pubblica, in grado di rappresentare il terzo disturbo fisico più comune dopo l’artrite e le malattie cardiache. Inoltre, sebbene il disturbo sia comunemente attribuito agli anziani, circa il 15% dei bambini e dei giovani di età compresa tra 6 e 19 anni sperimenta effettivamente una forma e un grado di perdita dell’udito variabile fin da questa tenera età.

Escludendo l’età, le cause comuni di perdita o danni all’udito sono rappresentate dall’esposizione costante a forti rumori, accumulo di cerume, infezione all’orecchio o altre condizioni che colpiscono l’orecchio interno o medio.

 

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