Probiotici: Cosa sono? I migliori con prezzo e Benefici

Sara Roversi
Sara Roversi
Indice

I probiotici sono microrganismi appartenenti alla flora batterica intestinale, in grado di raggiungere vivi l’intestino e supportare e riequilibrare la flora residente. Sono molti i vantaggi apportati dall’assunzione di probiotici: in una serie di malattie e disordini sono in grado di contrastare la proliferazione dei patogeni, ottimizzare la funzionalità del colon, contribuire all’assimilazione dei nutrienti non digeribili e sintetizzare sostanze indispensabili, come la vitamina K e la vitamina B8.

I probiotici inoltre sono coinvolti nella fermentazione lattica, ma il termine fermenti lattici non è sinonimo di probiotici. I probiotici appartengono ai generi Lactobacillus e Bifidobacterium; entrambi sono normalmente presenti nella flora intestinale. Per essere definito probiotico, un integratore o alimento deve possedere caratteristiche specifiche, come innocuità, compatibilità con l’intestino e resistenza al pH acido gastrico. Spesso la definizione “alimenti con probiotici” identifica prodotti alimentari a cui sono state aggiunte quantità elevate di questi microrganismi e che quindi esercitano una azione benefica sull’intestino.

Probiotici: cosa sono?

I probiotici, quindi, sono microrganismi che svolgono una azione riequilibrante e benefica sull’intestino e che possono essere assunti sia come integratori, sia aggiunti a specifici alimenti. Dalla loro presenza nell’intestino deriva una migliore efficacia della flora batterica, in termini quantitativi e qualitativi; possono essere di aiuto in caso di diarrea e di stitichezza. Per essere definito probiotico, secondo l’Istituto Superiore di Sanità un prodotto deve avere certe caratteristiche:

  • Non causare reazioni immunitarie o allergiche
  • Essere normalmente presente nell’intestino
  • Resistere all’azione acida di succhi gastrici, enzimi intestinali e sali biliari
  • Essere in grado di aderire alle cellule della mucosa e colonizzare l’ambiente intestinale
  • Avere un effetto benefico per la salute umana, grazie all’antagonismo nei confronti di microrganismi patogeni ed alla produzione di sostanze antimicrobiche

Al contrario dei fermenti lattici, i probiotici sono in grado di raggiungere intatti e vivi l’intestino, dove proliferano coadiuvando l’azione della flora residente. Quindi i fermenti lattici contenuti negli yogurt commerciali non possono essere considerati probiotici a tutti gli effetti, perché in larga parte vengono inattivati dai succhi gastrici e dai processi digestivi.

I probiotici appartengono ai generi Lactobacillus (L. acidophilus, L. casei, L. johnsonii, L. reuteri, L. rhamnosus, L. salivarius, L. plantarum, L. crispatus), Bifidobacterium (B. animalis, B. breve, B. infantis, B. longum, B. adolescentis, B. lactis, B. bifidum), Streptococcus (S. thermophilus). Negli ultimi anni i probiotici sono oggetto di diverse ricerche, volte a scoprire nuovi ceppi batterici ed a caratterizzarne il meccanismo d’azione e le proprietà salutari. L’utilizzo di questi microrganismi ha permesso di raggiungere risultati positivi nel trattamento di diverse condizioni.

probiotici

I migliori probiotici con prezzo e caratteristiche

Come concordano numerosi medici e ricercatori nell’ambito della salute, un probiotico per essere efficace deve arrivare vivo ed attivo all’intestino: perché ciò accada, la formulazione deve essere gastroresistente ed i batteri devono essere presenti in numero molto elevato (almeno 1 miliardo) per garantire che una quota adeguata raggiunga l’intestino. Quali sono i migliori probiotici in commercio? Se ne trovano diversi in farmacia, molti sono diventati marchi registrati (come Actimel, Yakult o LC1) ma spesso i più pubblicizzati non sono i migliori. Vediamo insieme quali sono i migliori probiotici, quali sono le loro caratteristiche e quanto costano.

VSL#3 (Ferring Farmaceutici)

Il punto di forza di questo integratore è la quantità: ben 450 miliardi di batteri per bustina, una quantità decisamente superiore a quella di tutti gli altri integratori. L’arrivo di una buona parte di batteri benefici all’intestino è garantita; contiene un mix di 8 ceppi di lattobacilli, bifidobatteri e Streptococcus thermophilus, utile nel trattamento di malattie croniche intestinali (colite ulcerosa, il morbo di Crohn e sindrome del colon irritabile). In questi casi, il probiotico VSL#3 è perfetto per ripristinare in maniera naturale ed efficace la nostra flora batterica intestinale.

VSL#3 si può acquistare in farmacia, 10 bustine da 4,4 grammi costano circa 19 euro. Una bustina al giorno è sufficiente per il benessere intestinale; il prodotto deve essere sciolto in acqua o in un’altra bevanda non frizzante e non calda, oppure mescolato allo yogurt o ad un succo di frutta, e deve essere ingerito subito.

Enterolactis bevibile (Sofar)

Questo integratore di probiotici è già pronto da bere ed ogni flacone contiene 8 miliardi di batteri vivi (Lactobacillus paracasei). Il suo punto di forza è la presenza di inulina come prebiotico: i prebiotici sono sostanze (solitamente zuccheri e fibre) in grado di nutrire la flora batterica intestinale e fornire sostegno alla proliferazione dei batteri lattici. L’efficacia di Enterolactis bevibile è stata dimostrata nella sindrome dell’intestino irritabile. Vanno assunti 2 flaconcini al giorno prima dei pasti e lontano dall’assunzione di antibiotici. 12 flaconcini da 10 ml costano circa 18 euro.

Dicoflor 60 (AG Pharma)

Ogni dose di Dicoflor contiene 3 miliardi di Lactobacillus rhamnosus GG, resistente a succhi gastrici e sali biliari, capace di aderire alle pareti intestinali e dalla comprovata efficacia nel prevenire e trattare malattie ed infezioni gastriche, intestinali ed uro-genitali. Il suo punto di forza è l’efficacia, provata da una serie di studi clinici. 15 bustine da 2 grammi costano circa 17 euro.

Probivia (Gloryfeel)

Prodotto integratore di elevata qualità, contiene 18 ceppi batterici tra lattobacilli e bifidobatteri. Ogni capsula contiene 10 miliardi di batteri vivi resistenti ad acidi gastrici e bile. L’integratore contiene inoltre il prebiotico inulina che aiuta la proliferazione dei probiotici. La dose giornaliera sono 2 capsule al giorno, a stomaco pieno; 200 capsule costano 22 euro su Amazon.

Probiotici: Benefici

I benefici apportati dall’assunzione di probiotici sono numerosi: i batteri appartenenti alla flora commensale intestinale appartengono a circa 300 generi e moltissime specie, che sono in grado di influenzare positivamente il sistema immunitario inducendo tolleranza nei confronti di antigeni non patogeni ed evitando allergie e reazioni autoimmuni. Gli effetti benefici associati all’uso di probiotici sono:

  • Rimozione degli antigeni non-self nocivi
  • Minore impatto fisico dell’intolleranza al lattosio (i batteri lattici fermentano il lattosio)
  • Stimolo allo sviluppo del tessuto linfoide associato alla mucosa intestinale (MALT), che porta al rinforzo delle difese immunitarie sistemiche e localizzate
  • Diminuzione dei livelli di colesterolo ematico
  • Riduzione delle allergie alimentari

È inoltre ben noto che l’effetto benefico dei probiotici sulla salute umana dipende anche dall’effetto inibitorio sulla proliferazione dei patogeni, attività esplicata attraverso diversi meccanismi:

  • Competizione per il nutrimento e per i siti di adesione alle pareti intestinali. I batteri benefici occupano fisicamente la superficie della mucosa intestinale, impedendo ai batteri patogeni di aderire e proliferare; inoltre consumano i substrati energetici che potrebbero essere utilizzati dai batteri dannosi.
  • Diminuzione del pH fecale ed acidificazione del contenuto intestinale. La fermentazione operata dai probiotici produce acido lattico ed acidi carbossilici che, essendo acidi, creano condizioni ambientali sfavorevoli per la crescita dei patogeni. Di conseguenza diminuisce la flora potenzialmente ostile e la produzione di molecole tossiche (ammoniaca, ammine biogene, nitrosamine, acidi biliari secondari) che danneggiano il fegato, predispongono al cancro e favoriscono l’infiammazione della mucosa intestinale e ne alterano i delicati meccanismi di permeabilità.
  • Produzione di molecole nutrienti per le cellule intestinali, tra cui vitamine ed acidi grassi a catena corta. Gli acidi grassi a catena corta (SCFA), e in particolar modo l’acido butirrico, riducono la proliferazione dei patogeni e rappresentano un substrato energetico per le cellule del colon e migliorano il trofismo, traducendosi in un assorbimento più efficace delle sostanze nutritive. Inoltre i SCFA hanno effetto protettivo verso le malattie infiammatorie intestinali. Inoltre la fermentazione delle fibre alimentari insolubili operata dai batteri della flora genera vitamina B12, vitamina B8 e vitamina K.

Indicazioni terapeutiche dei probiotici

È stato provato che i probiotici sono utili per:

  • Diarrea associata ad antibiotici (in particolare da Clostridium difficile)
  • Enterite e diarrea da Rotavirus
  • Rafforzamento delle difese immunitarie intestinali

È probabile, anche se non certo, che i probiotici apportino benefici nelle seguenti condizioni:

  • Diarrea del viaggiatore
  • Infezioni da Helicobacter pylori
  • Malattie intestinali infiammatorie (morbo di Crohn, colite ulcerosa)
  • Prevenzione del tumore al colon
  • Malattia diverticolare e sindrome del colon irritabile
  • Allergie alimentari
  • Colesterolo alto
  • Stitichezza cronica
  • Vaginite batterica e infezioni da Candida
  • Carie dentale e parodontite
  • Infezioni delle vie urinarieprobiotici

Probiotici: dove si trovano?

Dove si trovano i probiotici e come assumerli correttamente? Gli alimenti ricchi di fermenti lattici, come lo yogurt ed alcuni cibi fermentati (kefir, crauti, tempeh, cetriolini, miso…) non sono considerati probiotici, perché la quota di batteri vivi sarà nella quasi totalità distrutta dalla barriera acida gastrica. I batteri che raggiungeranno vivi ed attivi l’intestino saranno una quota minoritaria ed i benefici assai scarsi.

Il modo migliore per assumere batteri benefici vivi ed attivi è acquistare un integratore di probiotici con formulazione gastro-resistente e con una elevata quantità di batteri vivi. Per garantire che l’integrazione abbia successo, innanzitutto è necessario scegliere correttamente il dosaggio: una singola assunzione giornaliera deve contenere almeno 1 miliardo di unità. Anche il periodo di trattamento ha la sua importanza: per vedere i benefici bisogna assumerli per almeno 3-4 settimane, prima di questo lasso di tempo non sarà possibile osservare cambiamenti nelle proprie abitudini intestinali.

I probiotici andrebbero assunti a stomaco vuoto e lontano dai pasti, perché è il momento in cui nello stomaco c’è una minore quantità di succhi gastrici che potrebbero inattivare o uccidere i batteri benefici. Questo però non è sempre detto, alcuni integratori di probiotici vanno assunti insieme ai pasti: dipende dalla formulazione del prodotto, è consigliabile chiedere al farmacista.

Probiotici e fermenti lattici

I termini fermenti lattici e probiotici non sono sinonimi. “Fermenti lattici” è una definizione tradizionalmente usata per identificare tutti i batteri produttori di acido lattico a partire dalla fermentazione del lattosio, il principale zucchero presente nel latte; tutti i batteri che digeriscono il lattosio sono fermenti lattici, ma non tutti sono normalmente presenti nell’intestino umano.

La grossa differenza con i probiotici è che questi ultimi non sono comuni batteri che fermentano il lattosio, ma sono batteri o lieviti fisiologici (cioè presenti naturalmente nell’intestino) che sono stati selezionati e riprodotti in colture batteriche e poi liofilizzati per produrre l’integratore.

I probiotici sono definiti dalla FAO e dall’OMS come dei “microrganismi vivi e vitali che, se consumati in adeguate quantità (più di 109 unità-formanti-colonie al giorno) sono in grado di superare indenni la barriera acida dello stomaco e arrivare vivi nell’intestino”.

In sintesi, la differenza tra fermenti lattici e probiotici è che i probiotici rimangono vivi all’interno dell’organismo, mentre i fermenti lattici non sopravvivono al passaggio dallo stomaco, a prescindere che possano o meno svolgere una azione benefica nell’intestino.

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