Rdw-cv (esame del sangue)

Cos’è l’RDW-CV: Globuli rossi e parametri correlati

I globuli rossi sono cellule del sangue conosciute anche con il nome di eritrociti od emazie. La loro funzione principale è correlata al trasporto di ossigeno dai polmoni verso gli altri tessuti (anche i più periferici). Ovviamente svolgono anche il compito inverso cioè trasportano l’anidride carbonica dai vari organi e tessuti ai polmoni che avranno il compito di eliminare il gas portandolo all’esterno del corpo con l’espirazione.

Quando il medico prescrive le comuni analisi del sangue si vanno a vedere parametri che riguardano anche queste cellule.
Tra questi si trova il Red Cell Distribution Wildth (tradotto in italiano è ampiezza di distribuzione eritrocitaria) che è conosciuto con la sigla RDW.
Questo viene utilizzato per misurare la cosiddetta anistocitosi che è la possibile presenza di variabilità in termini di volume degli eritrociti (i globuli rossi).
Questo è un parametro che può essere influenzato dall’età del paziente e che presenta un range di valori che spazia da 11,5 a 14,5 (dati che vengono espressi in percentuale).

L’ampiezza di distribuzione eritrocitaria viene misurata in qualsiasi emocromo e non richiede alcuna particolare preparazione da parte del paziente.
Non si tratta assolutamente di un valore banale da sottovalutare perché può rappresentare un primo ed importante indizio della presenza di uno stato anemico (questo perché le cellule immature sono più grandi ed hanno, dunque, un volume maggiore).

Se i globuli rossi sono molto disomogenei si avrà grande variabilità in volume che si rifletterà in un valore di RDW alto; se ci si trova ad avere un valore basso le cellule sono tra loro più omogenee e saranno molto simili in dimensioni.
Se il valore dell’emocromo non rientra nel range sopra citato è opportuno tenere sotto controllo la situazione ripetendo l’esame ogni sei mesi circa in modo di monitorare ulteriori possibili cambiamenti.

RDW alto ed anemia

Quando si parla di anemia si fa riferimento ad una riduzione patologica dell’emoglobina o degli eritrociti (in alcuni casi potrebbe essere riconducibile ad una diminuita capacità da parte del sangue di trasportare l’ossigeno).
Per avere un quadro preciso ed eseguire una diagnosi corretta questo dato viene studiato e posto in relazione ad altri parametri strettamente correlati ai globuli rossi come, ad esempio, il volume corpuscolare medio che definisce il volume medio degli eritrociti (indicato con la sigla MCV). Questo avviene soprattutto nel cercare di comprendere l’eziologia, cioè le cause, che hanno portato alla condizione anemica.

Un valore di RDW alto può aiutare a fare una diagnosi tempestiva dell’anemia (questo è il primo parametro fisiologico che, in questo caso, subisce un variazione).
Le anemie sono di diversa tipologia: la sideroprenica (dovuta allo stato carenziale del ferro), da carenza di vitamine del gruppo B (siano questa la B9, meglio conosciuta come acido folico oppure la B12, o cobalamina).

Se viene interfacciato con il valore del volume corpuscolare medio è possibile distinguere la classica anemia dalla talassemia eterozigote. In entrambi i casi MCV sarà normale o basso e, nel secondo caso, anche RDW entrerà nel range della normalità.

Un altro utilizzo riguarda la capacità d’individuare la causa di manifestazione dell’anemia megaloblastica (patologia caratterizzata dall’ineficace produzione dei globuli rossi). In questo caso l’ampiezza di distribuzione eritrocitaria è superiore ai valori considerati normali.

Valore basso di RDW

Se nel referto il valore di RDW risulta più basso della media significa che i globuli rossi sono tutti omogenei tra loro per quanto riguarda le dimensioni (indica infatti una mancata disomogeneità).

Analisi del Sangue: gli altri valori da tenere sotto controllo

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