Sindrome da Burn Out: cos’è, quali sono i sintomi, le cause e i rischi

Redazione
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Il burnout è un insieme di sintomi conseguenti a una condizione di stress cronico e persistente. Tutto questo contestualizzato in ambito lavorativo. La sindrome dipende dalla risposta individuale ad una determinata situazione professionale che viene percepita come logorante dal punto di vista psicofisico.

In un simile contesto, l’individuo sostanzialmente non dispone di risorse e strategie comportamentali o cognitive che possano rivelarsi efficaci per fronteggiare questa sensazione di esaurimento fisico ed emotivo. Vediamo insieme nel dettaglio cos’è la sindrome da Burn Out, quali sono i sintomi, le cause e i rischi.

Cos’è la Sindrome da Burn Out

Burn out è un termine inglese che significa “bruciato”, “esaurito” o “scoppiato”.  Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), quella del burnout è una sindrome che deriva da stress cronico in ambito lavorativo, di difficile gestione. La sindrome del burnout si contraddistingue per una serie di fenomeni, tra cui affaticamento, delusione, logoramento e improduttività. Tutto questo di fatto sfocia nel disinteresse per la propria attività professionale quotidiana.

Proprio per questo motivo, il lavoratore che ne è soggetto, arriva al punto di “non farcela più sentendosi completamente insoddisfatto della routine quotidiana. Nel tempo, la sindrome può condurre ad un distacco mentale dal proprio impiego, con atteggiamenti come indifferenza, malevolenza e cinismo verso i destinatari dell’attività lavorativa. Il burnout non deve assolutamente essere sottovalutato, soffermandosi magari sui sintomi passeggeri e poco importanti.

Curiosità

La demoralizzazione e la negatività per il proprio contesto possono sfociare in alcuni casi anche nella depressione e in altri disturbi decisamente più complessi da affrontare. Le strategie per superare la sindrome da burn-out sono diverse e includono la psicoterapia cognitivo comportamentale, ma anche la modifica delle abitudini lavorative e soprattutto l’adozione di misure che si rivelino utili a contrastare lo stress nella quotidianità.

Come riconoscerla: i sintomi

Il burnout fa riferimento esclusivamente al contesto lavorativo e non deve includere altri ambiti della propria quotidianità. Questo fenomeno occupazionale non deve essere confuso con disturbi tipici dello stress, come il disturbo post-traumatico da stress, e questo anche se alcune manifestazioni sono in comune. Ciò significa che non si può parlare di burnout nei seguenti casi:

  • Stress cronico in altre situazioni, come quelle familiari o relazionali.
  • Disturbi d’ansia e fobie
  • Disturbi dell’adattamento.
  • Disturbi dell’umore.

Non si tratta di burnout nemmeno quando lo stress lavorativo è solamente temporaneo, prevedibile e limitato nel tempo, e dove sono sufficienti brevi pause per tornare in una condizione di normalità.

Le cause del Burn Out

Il burnout va inteso come un processo multifattoriale, in grado di riguardare sia i soggetti che la loro sfera organizzativa e sociale. Questa forma di esaurimento è determinata da una condizione di stress cronico inserita in un contesto lavorativo, o che comunque derivante da esso.

La sindrome da burnout è sostenuta in sintesi da un vissuto di demotivazione, delusione e disinteresse. Molto spesso sono i ritmi intensi e la responsabilità lavorativa, associati  alla tendenza ad identificarsi con la propria professione, che nel tempo possono facilitare la comparsa di questa forma di esaurimento.

I rischi del Burn Out

Le manifestazioni della sindrome da burnout sono numerose e varie. Troviamo però tre fattori che sono sempre presenti:

  • Senso di esaurimento o depauperamento delle energie. L’esaurimento emotivo è il sintomo centrale del burnout. Si tratta di una sensazione avvertita come un senso di svuotamento causato dal proprio lavoro. Le persone colpite si sentono sfinite sul piano emotivo, fisico e mentale.
  • Aumento della distanza mentale dal proprio lavoro. Nel burnout, si manifesta un atteggiamento di distacco mentale da quelle che sono le proprie mansioni. Inoltre, sono presenti sentimenti di negativismo o cinismo relativo al proprio impiego, ma anche nei confronti di tutte le persone del proprio contesto lavorativo, come colleghi, clienti, superiori.
  • Ridotta efficacia professionale. La ridotta realizzazione personale, la caduta dell’autostima e il sentimento di insuccesso si traducono inevitabilmente in un calo dell’efficienza personale. Il lavoratore quindi, nonostante si impegni di più nelle proprie mansioni, percepisce di diventare sempre meno efficiente.

La sindrome da burnout è una situazione di forte disagio per il lavoratore, e può comportare numerose conseguenze nella vita quotidiana del contesto lavorativo. Gli effetti negativi si ripercuotono nell’ambiente di lavoro e finiscono purtroppo con il coinvolgere anche altre persone. Questo perché il soggetto dimostra di non tollerare colleghi, clienti e superiori con eccessivi atteggiamenti critici, aumento della conflittualità e altri comportamenti negativi.

Curiosità

Ma non finisce qui, perché il burnout può anche condurre ad un abuso di alcol, cibo, farmaci o sostanze psicoattive. Se non s’interviene in maniera tempestiva, è possibile possano verificarsi autolesionismo e impoverimento della vita di relazione, disturbi d’ansia, crisi di panico e nei casi più estremi anche depressione.

Chi viene colpito dal Burn Out?

Le professioni sanitarie e assistenziali che prevedono un contatto con le persone, ma anche quelle deputate alla difesa, alla sicurezza pubblica come infermieri, medici, assistenti sociali, insegnanti, operatori per l’infanzia, vigili del fuoco e poliziotti sono sicuramente le più colpite dalla sindrome. In realtà però, gli studi hanno evidenziato come il burnout possa essere associato a qualsiasi contesto lavorativo in cui siano presenti forti condizioni stressanti e pressanti  o implicazioni relazionali molto accentuate.

Come uscirne?

La risoluzione del burnout prevede due approcci differenti, a livello organizzativo e a livello individuale. In prima battuta l’intervento deve essere in grado di favorire una maggiore consapevolezza del problema nella propria vita professionale. Per questo motivo il soggetto che ne soffre deve poter riconoscere i fattori responsabili dell’esaurimento psicofisico. Oltre a questo, è fondamentale comprendere quali siano le relazioni esistenti tra il comportamento personale, il proprio vissuto ed il contesto di vita e lavorativo.

In un secondo momento, le strategie per affrontare il burnout prevedono venga modificato il comportamento e gli atteggiamenti in coerenza a quanto acquisito. In aggiunta, potrebbe rivelarsi necessario un periodo di psicoterapia. Se l’intervento con un’adeguata assistenza medica o psicologica è tempestivo, è possibile evitare che si inneschino meccanismi più complessi e difficili da gestire. Sul luogo di lavoro, il burnout può essere affrontato ad esempio chiedendo sostegno al proprio superiore, al reparto risorse umane oppure all’ufficio competente dell’azienda.

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