Ulcera: cos’è? Sintomi, Cause, Tipologie e Cure

Sara Roversi
Sara Roversi
Indice

L’ulcera peptica è una escavazione o erosione della mucosa e della sottomucosa dello stomaco o del primo tratto dell’intestino tenue (ulcera duodenale). L’erosione colpisce il rivestimento della parete dell’organo e può essere più o meno profonda; può essere singola oppure multipla ed è più frequente negli uomini. In Occidente, è una patologia piuttosto frequente, arrivando ad interessare fino al 10% della popolazione.

Un’ulcera può colpire lo stomaco, la prima porzione dell’intestino tenue o la parte inferiore dell’esofago. L’ulcerazione dello stomaco viene chiamata ulcera gastrica, mentre quella dell’intestino tenue, ulcera duodenale. La localizzazione duodenale è più comune, ma una piccola parte di pazienti le presenta entrambe. I sintomi più comuni sono il risveglio improvviso di notte con dolore bruciante localizzato nell’addome superiore, che migliora assumendo cibo; altri sintomi sono vomito, scarso appetito, sanguinamento attivo.

Le cause più comuni sono infezioni da batteri, abuso di FANS, fumo, stress intenso, morbo di Crohn ed alcune malattie infiammatorie croniche; le persone anziane sono più sensibili a questi fattori. Le ulcere sono malattie piuttosto comuni ma poco diagnosticate e spesso confuse con gastrite da stress. Vediamo nel dettaglio le caratteristiche di questa patologia, i sintomi e come trattarla.

Cos’è l’Ulcera?

L’ulcera si manifesta con una erosione più o meno profonda del rivestimento dello stomaco (mucosa gastrica). L’erosione ha forma tondeggiante ed è provocata essenzialmente dall’azione corrosiva dei succhi gastrici costituiti da acido cloridrico e pepsina, prodotti dalla mucosa stessa; spesso si ritrovano più ulcere nella stessa zona. Nell’85% dei casi, l’erosione è localizzata lungo la piccola curvatura dello stomaco; nei restanti casi si localizza sulla parete anteriore, posteriore e lungo la grande curvatura.

Le ulcere “benigne” si formano vicino al piloro (la valvola inferiore dello stomaco) o e sono rotonde/ovali, di piccolo diametro e conseguenti ad una gastrite, a volte sono presenti coaguli di sangue o sanguinamento attivo ma di piccola entità. La profondità è variabile: possono andare da superficiali (intaccano appena la mucosa muscolare sottostante) a molto profonde, fino ad intaccare la tonaca sierosa e perforare il peritoneo, con conseguenze molto gravi.

Questo tipo di lesione della mucosa gastrica è simile ad una ferita, che può o meno sanguinare a seconda di diversi fattori; proprio il sanguinamento è uno dei sintomi principali. L’ulcera gastrica può mostrare un andamento periodico, con periodi di benessere intervallati a periodi di riacutizzazione dei sintomi, specialmente ai cambi di stagione a causa dell’adattamento allo stress dell’organismo. Per questo motivo può essere scambiata per gastrite, specialmente se è ai primi stadi.

Ulcera: diagnosi

Quando si sospetta un’ulcerazione è necessario consultare il medico, soprattutto per allontanare il sospetto di un tumore maligno (carcinoma gastrico). Gli esami di laboratorio e le indagini strumentali sono indispensabili per giungere ad una diagnosi ed impostare la terapia più corretta.

L’esame di elezione è la esofagogastroduodenoscopia (EGDS) che si esegue in sedazione profonda e consiste nell’introduzione di un tubo flessibile a fibre ottiche fino allo stomaco, per visualizzarne le pareti ed eventualmente eseguire una biopsia. La biopsia consente di evidenziare la presenza di infezioni (specie da Helicobacter pylori) o di cellule maligne. L’esame è breve, di facile esecuzione e può essere eseguito anche in emergenza.

Altri esami utilizzati sono:

  • esame radiologico del primo tratto del tubo digerente con pasto radio opaco
  • valutazione dell’attività secretoria gastrica
  • dosaggio della gastrinemia
  • ricerca del sangue occulto nelle feci: esame non specifico ma molto utile in fase diagnostica come screening iniziale. La positività al test indica un piccolo (invisibile) ma costante sanguinamento nel tubo digerente.
  • ecografia e la TC dell’addome. Sono quasi sempre accertamenti di seconda linea, utili per definire la natura di nuove erosioni e per valutare l’eventuale coinvolgimento di altri organi addominali da parte di una patologia gastrica o duodenale.
  • arteriografia selettiva del tronco celiaco e dell’arteria mesenterica superiore. Esame utilizzato per identificare la sede di una emorragia digestiva in atto; ormai sostituito nella maggior parte dei casi dall’endoscopia.

Ulcera: sintomi

I sintomi dell’ulcera sono:

  • Dolore e bruciore nella parte alta dell’addome: il dolore è sordo, crampiforme, pressorio, di intensità variabile. Insorge circa mezz’ora dopo i pasti.
  • Pesantezza e vuoto allo stomaco
  • Nausea e vomito (eventuali)
  • Sanguinamento e presenza di sangue nelle feci (melena) o nel vomito (ematemesi)
  • Calo ponderale legato all’avversione per il cibo, che riacutizza il dolore
  • Periodicità stagionale

L’introduzione di cibo induce un benessere temporaneo ma, in seguito, induce un peggioramento della sintomatologia. Se l’erosione è localizzata lungo la piccola curvatura, gli antiacidi alleviano velocemente il dolore. Un aggravamento dei sintomi può verificarsi anche dopo periodi di stress, modifica delle abitudini lavorative o alimentari. In alcune persone tuttavia, l’ulcera non causa alcun sintomo.

Curiosità

La presenza di dolore non periodico o improvvisi cambiamenti della solita sintomatologia richiedono attenzione medica perché potrebbero essere insorte delle complicanze.

Le complicanze dell’ulcera sono:

  • Anemia. Le continue e croniche perdite di sangue possono condurre ad anemia. Il sanguinamento si verifica quando l’erosione è sufficientemente profonda da arrivare ai capillari sanguigni sotto la mucosa. La complicanza emorragica è evidente quando le feci sono scure, simili a catrame, o compare vomito ematico o vomito “a fondo di caffè” (segno di sangue digerito dai succhi gastrici).
  • Occlusione/perforazione. L’occlusione o stenosi si verifica quando i tessuti cicatrizzano e causano aderenze tra le pareti dello stomaco o dell’intestino tenue. La presenza di tessuto cicatriziale è pericolosa perché l’organo perde di elasticità e facilmente si può perforare, riversando i succhi gastrici a pH estremamente basso nell’addome, causando gravi danni. I sintomi sono dolore epigastrico improvviso e segni/sintomi di addome acuto (dolore trafittivo, addome duro, vomito, sudorazione, tachicardia, polso debole).

Curiosità

L’emorragia gastrica e l’occlusione/perforazione presentano sintomi molto gravi che richiedono trattamento medico-chirurgico immediato al pronto soccorso.


Cause dell’Ulcera

I succhi gastrici hanno funzione digestiva e difensiva nei confronti di patogeni; per questo motivo sono estremamente corrosivi (pH 2-3). Alcune cellule dello stomaco hanno la funzione di secernere muco contenente proteine e bicarbonati, per proteggere la mucosa dall’azione degli acidi. Il muco, infatti, mantiene al livello della mucosa un pH più elevato rispetto a quello del succo gastrico, costituendo una barriera contro l’azione corrosiva dei succhi gastrici.

L’ulcera è una malattia multifattoriale, con diverse cause, concause e fattori predisponenti. Tutti i fattori che alterano questo equilibrio, aumentando l’acidità gastrica ed ostacolando la riparazione della mucosa, sono responsabili dell’insorgenza di ulcere. Infatti, nello stomaco dei pazienti con erosione si riscontrano alterazioni tipiche di una infiammazione e l’ulcerazione gastrica è sempre preceduta dalla gastrite.

Curiosità

La patologia ulcerativa si verifica quando l’azione corrosiva dei succhi gastrici diventa predominante rispetto ai fattori protettivi, come lo strato mucoso che riveste l’interno dello stomaco e viene prodotto da cellule specializzate. È noto che la presenza di ulcerazioni è associata allo stress, ma non solo.

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Ecco le diverse cause di ulcera gastrica:

  • Abuso di FANS. I farmaci antinfiammatori non steroidei sono fortemente gastrolesivi perché riducono la concentrazione di bicarbonati nel muco e inibiscono la sintesi di prostaglandine, che esercitano un’azione protettiva sulla mucosa gastrica.
  • Corticosteroidi. L’azione gastrolesiva dei cortisonici si esplica probabilmente riducendo l’afflusso di sangue alla mucosa gastrica.
  • Alcolismo. L’alcol riduce i bicarbonati presenti nel muco e danneggia direttamente la mucosa.
  • Caffeina. La caffeina incrementa fortemente la produzione di succhi gastrici.
  • Fumo. Il fumo rallenta lo svuotamento gastrico aumentando la produzione di succhi acidi, inoltre aumenta il reflusso dal duodeno allo stomaco.
  • Infezione da Helicobacter pylori. L’infezione da parte di questo batterio, in grado di sopravvivere e proliferare a pH estremi, erode la mucosa gastrica e provoca il richiamo di cellule immunitarie che stimolano l’infiammazione e la distruzione tissutale. Il 50-60% dei pazienti con ulcera presenta questo batterio.
  • Reflusso di bile. Il reflusso dal duodeno allo stomaco porta una elevata quantità di bile a contatto con la mucosa gastrica; essendo la bile un acido debole, neutralizza la secrezione di bicarbonato che protegge lo stomaco.
  • Predisposizione genetica
  • Fattori psicologici (stress, depressione, conflittualità)
Curiosità

Difficilmente uno solo di questi fattori è in grado di causare un’ulcera; di solito è l’azione combinata di diversi fattori a provocare prima una gastrite e poi, a lungo termine, l’evoluzione della gastrite cronica in ulcerazione attiva. L’assunzione di FANS (specialmente di alcune classi) per brevi periodi non causa ulcere, anche se può danneggiare il rivestimento gastrico causando bruciori di stomaco; in ogni caso se bisogna seguire una terapia con questi farmaci è buona norma assumere un gastroprotettore (lansoprazolo, omeprazolo, pantoprazolo).

Sindromi ulcerative

Una malattia genetica rara, la sindrome di Zollinger-Ellison, è presente circa nell’1% dei pazienti con problemi gastrici. È caratterizzata da numerose ulcere peptiche (localizzate in stomaco e duodeno) resistenti alla terapia, esofagite da reflusso, perforazione gastrica, emorragie, dolore addominale, diarrea e sindrome da malassorbimento. Il quadro clinico è causato da una neoplasia detta gastrinoma, localizzata nel pancreas o nel duodeno, che porta all’ipersecrezione di gastrina, un ormone che stimola la proliferazione di cellule gastriche produttrici di acido cloridrico.

In questa sindrome si ha la presenza di numerose ulcere che rispondono poco alle terapie e tendono a recidivare anche dopo resezione; inoltre sono maggiormente a rischio di perforazione, ostruzione ed emorragie. Si può avere anche gastrite diffusa ed esofagite, a causa del reflusso di acido gastrico. Molte volte il gastrinoma degenera in tumore maligno e metastatizza al fegato. Sono presenti anche disturbi intestinali con diarrea cronica e sindrome da malassorbimento.

Ulcera: tipologie

L’ulcera può essere distinta in due tipologie in base alla localizzazione:

  • Gastrica. Riguarda il corpo dello stomaco e spesso può sanguinare, in rari casi si ha la perforazione dello stomaco o il restringimento del canale (stenosi pilorica).
  • Duodenale. È fino a 8 volte più frequente rispetto alla forma gastrica Si forma sul duodeno, la prima parte dell’intestino tenue; perforazione e stenosi sono rare, ma la vicinanza del pancreas rende più probabile l’insorgenza di pancreatite acuta se la profondità dell’erosione supera la parete dell’organo.
Curiosità

Entrambe sono malattie croniche che presentano riacutizzazioni ricorrenti e complicanze simili. Quando però si è di fronte ad una erosione gastrica, bisogna differenziare l’ulcera dal ben più temibile carcinoma gastrico, una tipologia di cancro che può presentarsi ulcerato e macroscopicamente mimare un’ulcerazione gastrica. L’esame istologico tramite biopsia può differenziare le due forme.

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Ulcera: cure

L’ulcera gastrica o duodenale è sempre preceduta dalla gastrite, ovvero l’infiammazione della mucosa dello stomaco a causa dell’azione corrosiva dei succhi gastrici. Il trattamento di una erosione in fase iniziale si basa sull’assunzione di farmaci che riducono l’acidità gastrica, come:

  • inibitori della pompa protonica (lansoprazolo, omeprazolo, pantoprazolo)
  • antagonisti del recettore H2 dell’istamina (cimetidina, nizatidina, famotidina, ranitidina)
Curiosità

Se viene diagnosticata un’infezione da H. pylori, è necessario assumere antibiotici (metronidazolo, claritromicina). Un intervento chirurgico per riparare i danni tissutali è necessario solo in caso di ulcera grave o perforata.

La prevenzione dell’ulcera gastrica, specialmente nei soggetti a rischio, è la strada migliore per evitare l’insorgenza di erosioni dolorose e difficili da trattare. Per prevenire questa patologia è necessario:

  • Escludere dalla dieta bevande e cibi che aumentano la secrezione acida: caffè, tè, cioccolato, menta, bibite gassate, pepe, spezie
  • Ridurre al minimo il consumo di alcolici
  • Non abusare di farmaci antinfiammatori
  • Smettere di fumare

Vedi anche: Gastroenterite: sintomi, cause, cosa mangiare e cura

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