Vaccini Obbligatori 2019 | Elenco e Calendario Vaccinazioni

Il calendario vaccinale per il 2019: quali sono i vaccini obbligatori per il triennio 2017-2020?  Il vaccino è una formulazione artificiale che viene somministrata all’uomo ed agli animali al fine di andare a stimolare l’organismo a produrre anticorpi specifici e, di conseguenza, acquisire un’immunità attiva verso un particolare patogeno. Nella maggior parte dei casi è composto da materiale infettivo (virus, tossine, ecc..) che viene  inattivato per non dare, a seguito della somministrazione, la patologia.

La somministrazione del vaccino è definita vaccinazione ed è generalmente fatta con due finalità diverse:

  • Vaccinoprofilassi: ha lo scopo di attivare il sistema immunitario a rispondere meglio ad un agente patogeno, se tutta la popolazione è vaccinata la sua copertura è assoluta.
  • Vaccinoterapia ha scopo terapeutico, solitamente viene somministrato quando la patologia è già in corso al fine di andare a dare una mano al sistema immunitario nella risposta.

Decreto vaccini e PNPV

Fino all’estate 2017 il numero di vaccini obbligatori era pari a 4. Questi erano: anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B e anti-poliomielitica.  Altre vaccinazioni consigliate potevano essere scelte dai genitori ed erano messe a disposizione gratuitamente dal sistema sanitario italiano. Successivamente con il Decreto Lorenzin (conosciuto anche come Decreto Vaccini) il numero delle vaccinazioni è salito da 4 a 10 andando ad includere anche: anti-pertosse, anti-haemophilusinfluenzae di tipo B, anti-morbillo, anti-parotite, anti-rosolia ed anti-varicella. Perché è stata fatta questa scelta? Per cercare di combattere il progressivo calo di vaccinazione che è stato riscontrato negli anni precedenti. In particolar modo, dal 2013 è stato evidenziata una copertura vaccinale media nel nostro Paese sotto il 95% che è la soglia che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha individuato per garantire quella che viene definita come’”immunità di gregge”al fine di proteggere anche chi, per differenti motivi (principalmente sanitari), non può essere vaccinato.

Il Piano nazionale di  prevenzione vaccinale 2017-2019 (PNPV) è un documento di riferimento che vede come obiettivo la riduzione o l’eradicazione di malattie infettive. In particolar modo l’intento del piano è mantenere lo stato libero dal Polio e da patologie come morbillo e rosolia congenita. Tutto questo viene fatto garantendo a tutti una vaccinazione gratuita e di facile accesso, solo in questo modo è possibile raggiunge anche quella fetta di popolazione che non può essere vaccinata.

Oltre ai vaccini obbligatori sopra citati ci sono altre quattro tipologie di vaccinazioni caldamente consigliate che vengono messe a disposizione dei cittadini in modo gratuito. Queste sono: anti-meningococcica B, anti-meningococcica C, anti-pneumococcica ed anti-rotavirus.

Nel PNPV 2017-2019 sono stati indicati anche vaccinazioni antipapilloma virus (HPV) per gli adolescenti di undici anni.

Calendario vaccinale 2019

Il calendario vaccinale 2019 è un po’ come se fosse  una tabella di marcia in quanto viene stilato per stabilire la tempistica delle vaccinazioni. Il quando somministrare un vaccino è strettamente correlato all’epidemiologia dell’infezione e dal grado di maturità del sistema immunitario (parametro strettamente correlato all’età del paziente) che deve rispondere in modo corretto alla vaccinazione per assicurare un’immunità duratura.

calendario vaccinale 2019

Vaccini obbligatori a scuola

Con la legge Lorenzin era stato chiesto che per l’anno 2017-2018 (prorogata poi per l’anno seguente dalla circolare Grillo-Bussetti) prima di cominciare l’anno scolastico il genitore del minore deve presentare al dirigente scolastico una copia del libretto o del certificato vaccinale.  Con la nuova circolare tuttavia gli istituti non vengono obbligati a raccogliere le varie autocertificazioni.

Aver ricevuto i vaccini obbligatori ed, ovviamente, i richiami successivi previsti è un requisito necessario per accedere al nido ed alla scuola materna. Per quanto riguarda la scuola dell’obbligo (elementari, medie e primi due anni delle scuole medie superiori) gli alunni invece  sono ammessi anche se non hanno ricevuto i vaccini ma i genitori devono pagare una sanzione che va dai 100 ai 500 euro.

Neonati e Bambini fino a 6 anni d’età:

I vaccini obbligatori da fare ai bambini da zero ai sei anni, cioè in età di nido e scuola materna sono:

  • Antipoliomelitica:è utilizzato in tutto il mondo ed è composto da una dose di polio virus inattivato. La poliomelite è una patologia che interessa soprattutto i bambini con un’età inferiore ai 5 anni; ha come bersaglio il sistema nervoso e nel giro di poche ore può portare a gravi danni come la paralisi.
  • Antidifterica: la difterite è una malattia acuta e contagiosa che interessa in particolar modo le vie aeree       superiori e in minor misura la pelle. Pericolose sono le possibili complicanze tra cui miocardite e paralisi dei nervi cranici e spinali. In questo caso la vaccinazione rappresenta un’ottima strategia di prevenzione. Il vaccino si può trovare in forma bivalente (in associazione al tetano), trivalente (tetano e pertosse). Attualmente sono disponibili anche il vaccino esavalente (difterite, tetano, pertosse, polio, haemophilus influenza B ed epatite B) o quadrivalente (difterite, tetano, pertosse, polio)
  • Antitetanica: il vaccino è formulato con la presenza della tossina del tetano inattivata. Il tetano è una malattia grave causata dal Clostridium tetani che porta alla mortalità più del 50% degli affetti. Le spore si trovano soprattutto nell’acqua, nella polvere e nell’ intestino degli animali e l’uomo può essere contagiato se presenta delle ferite e queste vengono a contatto con il patogeno.
  • Anti-pertosse: generalmente viene associata alle malattie infantili (come la rosolia), è causata dal batterio Bordetella pertossi. La malattia ha trasmissione solamente tra esseri umani ma con un’adeguata cura antibiotica ci si può rimettere nell’arco di 15 giorni circa. A differenza di molte altre malattie infettive un primo contatto con la malattia non garantisce automaticamente l’immunità. Ora, grazie alla vaccinazione, i casi sono piuttosto rari.
  • Anti-epatite B: malattia virale contagiosa che si trasmette attraverso i fluidi corporei (attenzione ai portatori asintomatici). Interessa soprattutto il fegato dove può portare conseguenze come: cancro al fegato, cirrosi o insufficienza epatica. Il vaccino dà una protezione del 95% ma dopo la somministrazione possono comparire effetti lievi come mal di testa, nausea, dolore o gonfiore al sito di iniezione.
  • Anti haemophilus influenzae tipo B: i ceppi colonizzano soprattutto il tratto respiratorio superiore. Si presenta solitamente con otite media, sinusite, bronchite e/o polmonite. E’ consigliata per le persone oltre i 65 anni.
  • Anti-morbillo: malattia virale infettiva che generalmente colpisce i bambini di età inferiore ai 3 anni. Una volta entrati in contatto con il patogeno si gode di un’immunità definitiva. Le complicazioni sono rare ma è responsabile dalle 30 alla 100 morti ogni 100000 persone colpite
  • Anti-parotite: malattia virale infettiva il cui segno più evidente è la tumefazioni delle ghiandole salivari. Dà igrossamento delle parotidi conferendo gonfiore. Proprio a causa di questo sintomo evidente viene conosciuta dai più anche con il termine “orecchioni”.
  • Anti-rosolia: malattia infettiva causata da rubivirus , comune nell’età infantile, si trasmette solo nell’essere umano. Se colpisce un bambino non dà gravi rischi ma se colpisce una donna in gravidanza potrebbe dare problemi al feto.
  • Anti-varicella: il vaccino può essere somministrato insieme ad altri vaccini, ad esempio con MPR (morbillo, parotite, rosolia) . Se un vaccinato si ammalerà comunque la malattia risulterà molto lieve con scarso numero di vescicole, meno febbre e recupero più breve.

Anziani

Ai soggetti senior che abbiano compiuto i 64 anni di età è solitamente consigliato il vaccino anti-influenzale. Questa tipologia di vaccino può essere costituito sia virus intero inattivato con formalina oppure da pezzettini del virus inattivato. Ogni anno una rete di sorveglianza mondiale che viene coordinata dall’OMS si occupa di individuare la composizione sull’antigenicità dei virus influenzali.

Nei soggetti anziani viene consigliato perché riduce fino al 70% l’incidenza della possibilità di incappare nella malattia, e le complicanze fino al 90%.

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