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Microplastiche nei corpi degli esseri umani, cosa comportano?

bicchiere d'acqua in plastica
bicchiere d'acqua in plastica- Meir Roth-pexels.com

Recenti studi hanno dimostrato la presenza di plastiche nel nostro corpo, cosa comporta per la nostra salute?

La presenza diffusa di microplastiche, anche all’interno dei depositi di grasso noti come placche, rappresenta una seria preoccupazione per la salute umana. Queste microplastiche possono accumularsi nelle arterie del collo, aumentando il rischio di malattie cardiache e ictus. Ricercatori italiani hanno scoperto che nelle persone con microplastiche presenti nella placca arteriosa, il rischio di infarto, ictus o morte era quattro volte e mezzo più elevato rispetto a coloro la cui placca non conteneva plastica.

Nonostante questa correlazione, non è stato dimostrato che le microplastiche siano la causa diretta di tali patologie, poiché potrebbero essere coinvolte altre variabili. Il blocco delle arterie, specialmente delle arterie carotidi nel collo, è un segno di pericolo noto per ictus e malattie cardiache. Quando queste arterie sono ostruite o congestionate dalla placca, il flusso sanguigno al cervello può essere compromesso, aumentando il rischio di ictus o eventi cardiaci fatali.

Analizziamo questo interessantissimo discorso nell’articolo che segue, non solo approfondendo il tipo di plastica che si è ritrovato nei corpo di questi pazienti, e quando la presenza di tali sostanze possa essere un rischio concreto per la salute.

tappi di plastica di vario colore
tappi di plastica di vario colore-Krizjohn Rosales-pexels.com

Come facciamo ad introdurre plastica nel nostro corpo?

Numerosi studi hanno evidenziato che minuscoli frammenti di plastica, talvolta troppo piccoli per essere visibili, possono penetrare nel corpo umano attraverso il cibo, l’inalazione o il contatto con la pelle. Questi frammenti sono stati rinvenuti in diverse parti del corpo umano, tra cui la placenta, i polmoni, il fegato, il latte materno, le urine e il sangue.

Per investigare la presenza di microplastiche nei depositi di grasso, i ricercatori italiani hanno analizzato campioni di placca rimossi dal collo di 257 pazienti nel periodo compreso tra il 2019 e il 2020. Di questi, il 58% – pari a 150 campioni – conteneva quantità misurabili di polietilene e, a volte, di cloruro di polivinile. Il PVC è disponibile in forme sia rigide che flessibili ed è impiegato nella produzione di tubazioni per l’acqua, bottiglie di plastica, pavimenti e imballaggi. Allo stesso modo, il polietilene è la plastica più comunemente prodotta ed è utilizzato per sacchetti di plastica, pellicole e bottiglie.

bottiglia di plastica con tappo rosso
bottiglia di plastica con tappo rosso-George Becker-pexels.com

Come hanno trovato le plastiche, e dove si collocano?

Attraverso l’uso di test chimici e microscopi elettronici, i ricercatori hanno identificato “particelle estranee visibili e dai bordi frastagliati” all’interno dei depositi di grasso esaminati. Ricerche precedenti hanno evidenziato che le particelle microplastiche e nanoplastiche possono causare infiammazioni e altri effetti negativi nel corpo umano. Inoltre, i ricercatori italiani hanno analizzato i marcatori infiammatori, trovandone quantità più elevate nel sangue dei pazienti con livelli più alti di microplastiche.

Quanto è pericoloso per l’uomo tutto ciò?

I ricercatori hanno condotto studi approfonditi sugli effetti delle microplastiche sia su mini-repliche di organi che su topi, al fine di comprendere il potenziale impatto di queste sostanze sul corpo umano. Tuttavia, è importante notare che le concentrazioni di microplastiche utilizzate in tali studi potrebbero non rispecchiare esattamente l’esposizione delle persone nel mondo reale. Inoltre, sono stati condotti pochi studi sugli esseri umani, quindi sono necessarie ulteriori ricerche per valutare appieno gli effetti delle microplastiche sulla salute umana.

 

Scritto da Pasquale Arrichiello

A 24 anni ho conseguito una laurea magistrale in Scienze Storiche alla Federico II di Napoli. Oltre alla storia ed alla filosofia, due delle mie principali passioni, ho da sempre coltivato un profondo amore per la scrittura, ed è proprio questo legame ad avermi condotto nel mondo dei copywriter.