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Francesca Lolli
Francesca Lolli

Cataratta Giovanile e Senile: Operazione, Quando operare e Complicazioni

Indice

Cataratta, un fenomeno dovuto alla perdita più o meno intensa di trasparenza da parte del cristallino. Il cristallino ha una funzione essenziale perché permette di mettere a fuoco gli elementi che si trovano vicini a noi, la cataratta provoca una riduzione della qualità dell’immagine che vediamo. Per questo è importante analizzare i sintomi e quali sono le ultime soluzioni per risolvere il problema alla cataratta.

Cataratta giovanile e senile

La cataratta corrisponde a una opacizzazione del cristallino, intesa come perdita di trasparenza. La perdita di trasparenza può essere totale oppure parziale, la forma dell’opacità sul cristallino può essere molto diversa ma il risultato non cambia. Aumenta sempre di più la difficoltà a mettere a fuoco, soprattutto oggetti vicini, e vedere in maniera chiara e ben definita. La forma classica di cataratta è quella che colpisce la persona anziana ma, come vedremo, non è l’unica. Il cristallino assume, all’interno dell’occhio, una forma di lenticchia e cambia forma per poter mettere a fuoco. Il fenomeno dell’accomodazione è proprio quello che cambia forma al cristallino, rendendolo una lente di ingrandimento. La funzione di accomodazione si riduce con il passare degli anni ma, dopo l’asportazione della cataratta, si perde del tutto.

Cataratta giovanile

Come abbiamo già detto, la cataratta è un problema che non riguarda solo i soggetti anziani. Ci sono infatti casi di cataratta giovanile. Anche in questi casi, la vista si annebbia e si assiste a una opacizzazione del cristallino. Qui la causa scatenante può avere natura diversa, una forte miopia, diabete o altre patologie all’occhio aumentano la probabilità di sviluppare cataratta giovanile. Capita molto spesso che il problema della cataratta giovanile si accompagni a quello della miopia, esiste un intervento che risolve entrambi i problemi in un’unica sede: laser a femtosecondi. Permette di recuperare una visione ottimale, essenziale soprattutto quando si ha a che fare con un paziente giovane. Dura solo una 20 di minuti ed è del tutto indolore, una soluzione ottimale per i più giovani!

Cataratta operazione

L’operazione alla cataratta non è sempre uguale. Nuovi passi della scienza e della medicina in ambito oculistico, non più l’utilizzo di una lente superficiale nell’occhio ma un cristallino autorigenerante che ristabilisce una vista normale. Questo è quanto si sono prefissati un gruppo di studiosi guidati da Khang Zhang della University of California, San Diego, e Yizhi Liu di Sun Yat-sen University di Guangzhou, in Cina.

Per ora si tratta di una dimostrazione di principio più che di un vero e proprio risultato concreto; il lavoro è stato pubblicato su Nature, dal quale si evince che gli scienziati sono riusciti a trovare una nuova tecnica per indurre la rigenerazione di una lente trasparente e una vista normale, prima sugli animali e poi su un gruppetto di bambini affetti da cataratta congenita. Ogni anno più di 20 milioni di persone subiscono un intervento per la sostituzione del cristallino dell’occhio che non permette più una visione chiara. Quando però si tratta di cataratta congenita sui bambini, se non operata nei primi mesi o anni di vita, si rischia di incorrere in difetti di sviluppo dell’occhio e della vista molto gravi e la situazione si complicata notevolmente. Infatti, durante le operazioni su bambini piccoli, c’è il rischio che la manipolazione adoperata per rimuovere la lente porti a infiammazioni che possono causare nuova opacizzazione e compromettere la vista.

Cellule staminali e cataratta

Questa scoperta potrebbe rivoluzionare il modo di operare la cataratta, attualmente, l’intervento chirurgico prevede un’incisione ampia che serve per rimuovere il cristallino. Questo prevede un processo di cicatrizzazione più lungo e un’eliminazione di tessuto ricco di cellule staminali. Proprio da queste cellule si è partiti per sperimentare la nuova tecnica. Si è scoperto che due geni possono essere differenziati dalle cellule e rigenerare la struttura trasparente del cristallino. Gli studiosi hanno provato questa tecnica prima nei conigli, poi nei macachi. Rimuovendo la lente con una piccolissima incisione che risparmiava la capsula del cristallino con le cellule staminali. Dopo sette settimane un cristallino trasparente si è rigenerato nei conigli, mentre nei macachi ci sono voluti alcuni mesi. Successivamente, si è tentato in dodici bambini con cataratta congenita, di età dai pochi mesi di vita fino a due anni, rimuovendo la lente naturale opacizzata salvando le staminali che in tre mesi hanno permesso la rigenerazione con una trasparenza venti volte superiore rispetto all’intervento tradizionale.

Non è la prima volta che si sono usate cellule staminali per rigenerare parti dell’occhio, un altro studio ha permesso la rigenerazione del tessuto della cornea del paziente stesso, questo ha permesso di fare trapianti senza usare la donazione da cadaveri. Ovviamente, ci sono delle limitazioni, come il fatto che la rigenerazione della cornea può avvenire solo se nell’occhio malato si riescono a isolare cellule sane, cosa non è possibile in tutti i casi. Per chi volesse approfondire è possibile leggere il paper di ricerca qui.

Cataratta: Quando operare?

Ma quando operare la Cataratta? C’è da specificare che l’operazione per eliminare le complicanze causate dalla Cataratta è raccomandabile eseguirla a uno stadio iniziale. Questo perché il fenomeno in sé è più facile da trattare e si può rimuovere facilmente. Ciò comporta una facilità generale dell’intervento, una sicurezza maggiore e una riuscita ottimale. Questa operazione, inoltre, può essere eseguita anche quando la Cataratta non è presente. Difatti, è utile ugualmente per risolvere problemi di Miopia, Astigmatismo, Ipermetropia o Presbiopia, andando a sostituire dunque il cristallino e raggiungendo una qualità della vista migliore e, in generale, uno stile di vita ideale.

Cataratta complicazioni

L’intervento classico, diverso da quello analizzato nel paragrafo precedente, consiste nella incisione corneale con rimozione del nucleo della cataratta e con impianto della lente intraoculare. Questo permette una buona visione, dopo l’operazione, sia da vicino che da lontano ma è necessario selezionare con cura i pazienti a cui proporre una operazione di questo tipo. La complicanza più temuta è l’infezione senza ombra di dubbio, per questo viene sempre richiesto di trattare l’occhio operato con colliri antibiotici per diminuire il rischio. Non solo, è possibile incorrere in emorragie all’occhio soprattutto in pazienti che assumono terapie anticoagulanti oppure nella cataratta secondaria, cioè la ripresentazione del problema dopo la prima operazione. (Vedi anche: Cos’è il calazio e quanto dura).

Cataratta sintomi e cause

I sintomi tipici della cataratta, che potrebbero portarci a pensare e a valutare una operazione, hanno inizio con l’annebbiamento progressivo della vista. Dipende tutto dalla sede dell’opacizzazione nel nostro cristallino, se la forma sarà ampia e centrale naturalmente le conseguenze saranno più negative. Non solo, un altro sintomo è la frequente sensazione di abbagliamento in presenza di fonti luminose che prima non avevano mai procurato disturbo. Sentiamo di dover spesso cambiare occhiali, percepiamo aloni colorati intorno alle fonti luminose e tendiamo ad avere difficoltà nella messa a fuoco. Teniamo a mente che, nei casi più gravi, si può arrivare a una parziale cecità. L’intervento tempestivo vi permetterà di evitare questo problema. La causa della cataratta l’abbiamo già analizzata, non ci sono veri e propri fattori di rischio ne di tipo ambientale che di tipo genetico. Sicuramente avere parenti che hanno subito interventi di cataratta aumenterà la probabilità di affrontare questo problema, ma non si tratta di una associazione sempre confermata. Meglio evitare consumo di alcool, fumo di sigaretta oltre che fare attenzione in pazienti con diabete mellito.

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