Sveva Valguarnera
Sveva Valguarnera

Eliminare la miopia è possibile? Tutte le tecniche non chirurgiche

Indice

La miopia è uno dei disturbi più diffusi nel nostro paese, dove colpisce una percentuale della popolazione compresa tra il 20 e il 25%. Generalmente si presenta nei bambini in età scolare, e peggiora progressivamente fino ai 20-25 anni, età in cui le diottrie si assestano definitivamente e lo sviluppo della miopia si arresta. Nella maggior parte dei casi la miopia non porta gravi conseguenze, e ci si può limitare a trattare il disturbo con occhiali, lenti a contatto o chirurgia laser; vi sono però dei casi in cui il progressivo peggioramento della vista può portare ad altre patologie dell’occhio, e per questo motivo è necessario effettuare periodicamente un controllo della vista presso un medico oculista.

Nella maggior parte dei casi, la miopia non viene curata ma trattata; ad oggi, infatti, l’unico metodo per curare definitivamente la miopia è costituita dalla chirurgia con laser. Si tratta di un metodo che però non è alla portata di tutti: ha innanzitutto un costo elevato, nell’ordine di diverse migliaia di euro, e non è coperto dal Sistema Sanitario Nazionale. Vi sono inoltre diversi requisiti fisici necessari per sottoporsi all’intervento: ad esempio è necessario che la miopia sia stabile da qualche anno, requisito che porta l’età minima per sottoporsi all’intervento intorno ai 20-25 anni.

Le opzioni per il trattamento della miopia sono invece molto varie: la più diffusa è certamente costituita dagli occhiali, oltre ai quali vi sono tutti i vari tipi di lenti a contatto. Vi sono infine dei metodi non chirurgici che si pongono lo scopo di migliorare definitivamente l’acuità visiva, come gli esercizi per la correzione della vista e gli occhiali stenopeici; si tratta però di metodi la cui efficacia non è pienamente dimostrata dal punto di vista scientifico, e che comunque sarebbero utili principalmente nelle prime fasi della miopia. (Vedi anche: cosa sono le Miodesopsie o Mosche Volanti)

Occhiali

La stragrande maggioranza delle persone miopi, inclusi coloro che utilizzano abitualmente le lenti a contatto, possiede almeno un paio di occhiali. Si tratta infatti senza alcun dubbio del metodo più semplice, adatto a tutti ed economico per il trattamento della miopia: sebbene infatti gli occhiali abbiano un costo iniziale elevato, possono durare anche per diversi anni e dunque rappresentano una scelta più economica sul lungo periodo.

Gli occhiali sono costituiti da una montatura, che rappresenta la parte “estetica” del prodotto, e dalle lenti; per quanto riguarda queste ultime, la scelta è vastissima e anche il prezzo può variare di molto. Innanzitutto le lenti possono essere costruite in vetro oppure in materiale organico infrangibile, più leggero e generalmente consigliato per i bambini; possono inoltre essere monofocali, bifocali o multifocali per venire incontro alle esigenze di coloro che, pur essendo miopi, necessitano anche di occhiali da lettura.

Le altre variabili importanti per la scelta delle lenti sono l’indice di rifrazione, particolarmente importanti nel caso in cui il numero di diottrie da correggere sia elevato; un alto indice di rifrazione permette infatti di ridurre le spessore delle lenti, evitando così l’effetto “fondo di bottiglia”. Bisognerà infine scegliere il tipo di trattamento: le lenti possono infatti essere indurite, cioè antigraffio, oppure con antiriflesso.

Una possibilità interessante per le persone miopi è quella di poter acquistare lenti colorate: già da molti anni infatti è nota l’importanza degli occhiali da sole nella prevenzione dei tumori e delle malattie dell’occhio, ed è anche per questo che anche le persone miopi, pur non potendo acquistare dei normali occhiali da sole, dovrebbero pensare a questo aspetto: molti ottici offrono sconti sugli occhiali da sole con lenti graduate, specialmente se acquistati in abbinamento ad un paio di occhiali da vista.

Lenti a contatto

Le lenti a contatto rappresentano l’opzione migliore per tutti coloro che fanno una vita particolarmente attiva, dal momento che possono essere utilizzate anche durante l’attività sportiva. Sono però controindicate negli ambienti molto caldi o ventosi, e necessitano di una rigorosa igiene e pulizia al fine di evitare le infezioni; dal momento che richiedono anche una certa manualità nell’indossarle e nel rimuoverle, sono generalmente indicate a partire dall’adolescenza.

Esistono moltissimi tipi di lenti a contatto: le più semplici da usare sono quelle monouso o giornaliere, per le quali non si pone il problema della conservazione dal momento che vengono gettate dopo ogni uso. Vi sono poi le lenti settimanali, bisettimanali e mensili, il cui costo è generalmente più contenuto rispetto alle giornaliere. Per le persone con gradazioni particolarmente alte oppure poco comuni, coidrogel-lenti-graficome ad esempio un’elevata miopia associata ad un elevato astigmatismo, esistono anche delle lenti rigide fatte su misura e da cambiare ogni anno.

Il comfort delle lenti a contatto dipende generalmente dal loro spessore; più sono sottili, minore è il fastidio nel portarle. Le lenti di ultima generazione inoltre utilizzano una tecnologia idrogel che consente di mantenere l’occhio idratato durante il giorno, eliminando così uno dei principali svantaggi delle lenti a contatto. Gli altri difetti riguardano principalmente l’impossibilità di portarle per periodi prolungati e le difficoltà che si incontrano nel nuotare; non è inoltre consigliato dormire con le lenti a contatto tradizionali.

Esiste però una nova tecnica, chiamata ortocheratologia, che consiste nell’uso di speciali lenti a contatto da indossare di notte per godere di una vista perfetta durante il giorno: queste speciali lenti modificano temporaneamente la curvatura della cornea, portocheratologiarovocando un cambiamento temporaneo e assolutamente reversibile ed eliminando così il fastidio delle lenti a contatto durante il giorno, quando si può essere esposti a vento, polvere e allergeni.

Non si tratta però di un metodo adatto a tutti: tramite l’ortocheratologia è infatti possibile correggere soltanto miopie non superiori a 4 diottrie. Si tratta inoltre di un trattamento abbastanza costoso: le lenti a contatto necessarie, il cui costo si aggira intorno a diverse centinaia di euro, non possono essere acquistate dagli ottici senza ricetta, ma devono essere prescritte da un medico oculista nell’ambito di una visita specialistica, e sostituite ogni 12-18 mesi. Possono essere utilizzate anche dai bambini, a patto che siano abbastanza grandi per occuparsi personalmente dell’igiene e della manutenzione delle lenti, e sono in corso degli studi volti a rivelare la possibile efficacia di questa tecnica nell’arrestare la progressione della miopia in bambini e adolescenti. Per chi volesse approfondire si veda lenti a contatto aberrometriche.

Esercizi per la correzione della vista

I primi esercizi per il trattamento della miopia risalgono all’inizio del 1900; i più famosi sono quelli ideati nel 1919 dal medico William Horatio Bates, che costituiscono il cosiddetto “Metodo Bates”. Secondo la teoria alla base di questi esercizi, la miopia sarebbe causata dal processo accomodativo dell’occhio, ovvero dal processo mediante il quale il muscolo ciliare provoca un aumento della curvatura del cristallino, permettendo così di mettere a fuoco le immagini sulla retina.

Non vi sono prove definitive sulla capacità di questi esercizi di aumentare effettivamente l’acutezza visiva; l’opinione prevalente è che questi esercizi siano inutili nei casi in cui la miopia abbia già causato un allungamento del bulbo oculare, ma che possano essere d’aiuto nel ridurre la correzione necessaria nel caso di miopie allo stadio iniziale, e che possano anche rallentare o fermare la progressione della miopia.

La maggior parte di questi esercizi sfruttano effettivamente il processo accomodativo, allenando i muscoli dell’occhio esattamente come in palestra si allenano tutti gli altri muscoli del nostro corpo. Un esercizio comune, ad esempio, consiste nel mettere a fuoco una penna posta davanti a sé, a breve distanza dai proprio occhi, e nel mettere successivamente a fuoco un oggetto distante almeno 10 metri, alternandosi tra i due in modo da costringere l’occhio a utilizzare al meglio la propria capacità di accomodazione.

Occhiali stenopeici

occhiali-stenopeiciUn’opzione simile a quella degli esercizi per la correzione della vista è costituita dagli occhiali stenopeici: si tratta di occhiali privi delle tradizionali lenti, e che al loro posto presentano una lastra opaca con dei forellini disposti a nido d’ape. Sfruttano dunque il principio della stenoscopia, noto già agli arabi molti secoli or sono: i piccoli fori lasciano passare soltanto i raggi luminosi che arrivano parallelamente al foro stesso, eliminando così quelli obliqui. Secondo i principi dell’ottica geometrica, i raggi paralleli passano sempre dal fuoco di una lente, e dunque gli occhiali stenopeici permettono una messa a fuoco corretta senza sforzare l’occhio, anche in caso di miopia o astigmatismo.

A differenza degli esercizi per la correzione della vista, vi è evidenza scientifica dell’azione degli occhiali stenopeici: uno studio pubblicato nel 2014 da un gruppo di ricerca sudcoreano, infatti, ha analizzato l’effetto di questo tipo di occhiali su 48 soggetti, trovando un effettivo miglioramento dell’acutezza visiva e della profondità di campo; lo stesso studio ha però notato come negli stessi soggetti fossero diminuiti il campo visivo e la sensibilità al contrasto.

In Italia, la vendita degli occhiali stenopeici non è regolata da alcuna legge: è dunque possibile comprarli nei negozi, ma anche online o addirittura su Ebay. In mancanza di regolamentazione, è importante acquistarli da fonti affidabili, evitando i siti che li definiscono miracolosi o che fanno promesse improbabili sul loro funzionamento.

A causa delle loro controindicazioni, inoltre, gli occhiali stenopeici non dovrebbero essere indossati durante la guida, lo sport o in tutte le situazioni in cui è necessario utilizzare al meglio tutto il proprio campo visivo; normalmente infatti si consiglia di partire da un utilizzo di 10 minuti al giorno per poi arrivare progressivamente a due ore non consecutive, preferibilmente durante la lettura, o mentre si guarda la televisione o si lavora al computer.

condividi articolo

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su print
Condividi su email