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Psicologia del futuro: ecco cosa ci aspetta nei prossimi anni

Psicologia del futuro
Psicologia del futuro

In Italia, nonostante la presenza di diversi luoghi comuni ancora duri a morire sulla figura dello psicologo e sulla terapia, si parla molto più rispetto al passato di salute mentale.

La pandemia può essere definita, a ragione, come lo spartiacque che ha scoperchiato un vaso di Pandora per quanto riguarda la salute mentale nel nostro Paese.

Dallo scoppio dell’emergenza sanitaria sono cambiate tantissime cose e sono emerse problematiche radicate che hanno portato alla nascita di un acceso dibattito su temi come l’accesso più agevole alle cure nei prossimi anni.

Nel contesto della psicologia del futuro, è importante sottolineare le solide basi su cui poggiano i professionisti attivi in questo settore in Italia. Nel nostro Paese gli psicologi non solo possiedono una solida formazione accademica, ma sono anche tenuti a un continuo aggiornamento professionale (sancito per legge con l’obbligo di portare a termine ogni triennio la Fad Ecm per gli psicologi, di cui si trovano diversi corsi sul portale Ebookecm.it) che li porta a essere sempre al passo con le ultime novità e scoperte nel campo della psicologia.

Questo costante apprendimento permette loro di adattarsi ai rapidi cambiamenti sociali, tecnologici e culturali, e di fornire ai loro pazienti le migliori pratiche e terapie disponibili.

Nei prossimi anni, sarà importantissimo tenere gli occhi aperti anche sul rapporto tra psicologia e tecnologia.

Non dimentichiamo, infatti, che l’Italia è tra i Paesi dove è più alto l’utilizzo dello smartphone.

Sono sempre di più gli studi che sottolineano l’importanza, ai fini del monitoraggio della situazione relativa alla salute mentale, dei dati raccolti dal device che, più di tutti, è parte delle nostre vite.

I numeri della salute mentale in Italia

Per capire l’importanza di quanto appena ricordato, facciamo un attimo il punto della situazione sui numeri italiani di un problema che impatta fortemente sul benessere mentale: l’ansia.

Secondo l’OMS, sono circa diversi milioni, nel nostro Paese, le persone che ne soffrono.

Parliamo complessivamente di 17 milioni di soggetti con diagnosi non solo di ansia, ma anche di depressione e disturbi dell’umore. Praticamente ciascuno di essi possiede uno smartphone.

Da questo device, come già accennato, in futuro potrebbe essere possibile ricavare dati preziosi.

A cavalcare questa onda ci stanno già pensando diverse aziende, tra le quali è possibile citare la startup californiana Mindstrong Health.

Con tre medici come founder, ha elaborato, ormai cinque anni fa, un’app che permette, una volta scaricata, di analizzare in che modo si approcciano gli utenti al device – per esempio come digitano sullo schermo e quanto rimangono concentrati sul medesimo contenuto – per capire, grazie all’elaborazione da parte di un algoritmo di machine learning e all’intelligenza artificiale, se è in corso una ricaduta depressiva.

Tra i vantaggi di questa applicazione rientra, per esempio, l’assenza di invasività e di coinvolgimento del paziente, che deve semplicemente utilizzare lo smartphone come fa ogni giorno sia per lavoro, sia per gestire la propria vita privata.

Progetti come quello appena descritto non sono certo privi di problematiche. Tra le principali spicca la privacy, senza dimenticare il fatto che, in alcuni casi, si utilizza lo smartphone di fretta perché si ha poco tempo per scrivere un messaggio in vista di un impegno o perché, per esempio, si ha una mano occupata a gestire un altro compito.

Di sicuro c’è che le implicazioni degli algoritmi di machine learning e dell’intelligenza artificiale saranno sempre più rilevanti ai fini della raccolta dei dati sul benessere mentale della singola persona.

No, le macchine non sostituiranno, almeno non nell’immediato futuro, la professionalità dello psicologo – psicoterapeuta, che basa il suo lavoro su una relazione, su un patto e sul raggiungimento, di seduta in seduta, di obiettivi specifici che permettono al paziente di avvicinarsi allo stato di benessere desiderato.

Scritto da Gianluigi Salvi