Arteterapia

Quando si parla di arteterapia si intende un particolare percorso che ha preso vita a partire dagli anni Quaranta del Novecento e che può essere tranquillamente considerato un ottimo coadiuvante all’interno di un protocollo di cura pensato per la risoluzione di alcuni disturbi legati alla psiche. In particolar modo le varie arti di tipo visivo vengono impiegate per operare in senso di recupero e/o sviluppo della sfere emotive, affettive e relazionali del singolo soggetto in esame. 

Generalità

L’attenzione, ovviamente, non viene posta sulla qualità dell’elaborato finito ma sulla fase d’opera in quanto è proprio in questo momento che il paziente gode del beneficio tanto ricercato. Il prodotto finale sarà comunque oggetto di valutazione in quanto permette di comprendere come chi la pratica vede e codifica la realtà. Le considerazioni ottenute rappresenteranno, però, solamente un punto di partenza in quanto risultano essere paragonabili ad una specie di codice che getterà le basi per elaborare la strategia che permetterà di procedere in modo corretto dal punto di vista terapeutico.

Non ci sono requesiti o conoscenze particolari per praticare l’arteterapia pertanto chiunque può godere dei suoi benefici in quanto viene considerata come una libera espressione del tutto soggettiva della propria anima e del proprio punto di vista anche se questo fosse rappresentato solamente da un segno nero su un foglio bianco.

Un po’ di storia

Fin dai tempi della preistoria l’arte ha avuto un ruolo chiave per l’essere umano anche per quanto riguarda lo sviluppo della sfera cognitiva. Questa è, infatti, in grado di andare a stimolare in modo più o meno profondo diverse sensazioni sensoriali tra cui, ovviamnete, quelle visive ed acustiche. L’uomo, dunque, attraverso queste può andare a conoscere, nel senso profondo del termine, il mondo e lo può andare a rielaborare in modo totalmente soggettivo a tal punto di riuscire a rappresentarlo (o raffigurarlo) attraverso i diversi canali artistici (siano questi disegni, scultura, musica, teatro ecc.). Questa pratica rende possibile anche i soggetti più chiusi o meno estroversi dal punto di vista caratteriale una comunicazione molto più sentita e profonda rispetto al linguaggio verbale in quanto le emozioni che si esprimono sembrano risultare meno controllate o censurate ed in più rende possibile, in un solo elaborato, la messa in gioco, in modo contemporaneo, di idee, sentimenti e progetti futuri. L’arteterapia facilita anche, in modo sensibile, il racconto di vissuti passati che, se fossero stati esposti a voce, potrebbero creare o far rivivere una sensazione traumatica.

Come accennato precedentemente l’arteterapia non è un’idea del tutto moderna ma trova le sue radici già nell’antichità anche quando l’uomo non era in possesso di tutte le conoscenze che riguardano la psiche che disponiamo al giorno d’oggi. Uno dei primi esempi riguarda il teatro greco che, al suo interno, presentava anche canti e rituali di cui beneficiava tutta la popolazione.

Successivamente, all’epoca delle grandi guerre erano nati dei canti militari che, data la loro particolare struttura, avevano la funzione di ridurre, per quanto possibile, la paura vissuta dai soldati al fronte.

Se analizziamo le pratiche che venivano utilizzate nei manicomi arabi troviamo l’ingresso della musicoterapia a partire già dal XIX secolo anche se fu solamente da metà del Novecento che si consolidò come vero e proprio supporto nei diversi protocolli.

In Italia, ai giorni nostri, si apprezza l’arteterapia soprattutto come sostegno nei casi di handicap in quanto è certo che possa rappesentare un’opportunità di socializzazione e miglioramento delle relazioni con altri soggetti che presentano, o meno, la stessa tipologia di problema.

Ambienti adatti alle varie tipologie di sedute

Generalmente queste particolari sedute si svolgono in un laboratorio in cui si trovano a disposizione tutti i materiali necessari. Questi generalemente sono strumenti economici e di diversa tipologia in modo di andare a stimolare al meglio la creatività del singolo soggetto che andrà ad utilizzarli. Solamente per quanto riguarda l’arte della scultura saranno necessari spazi ed investimenti maggiori ed un particolare occhio, data la tipologia di strumenti con cui si lavora, alla sicurezza del paziente. Arti che non richiedono l’utilizzo di oggetti quali i pennelli, ad esempio, come la danza ed il teatro richiedono comunque uno spazio ampio in cui si possono compiere movimenti in tutta sicurezza e di grande ampiezza.  

Come analizzare l’utilizzo dei colori

Rifacendoci ai concetti espressi precedentemente e dunque tenendo in considerazione il fatto che l’opera non possa essere valutata dal punto oggettivo dell’artisticità è stato detto che comunque necessita, da parte del terapeuta, di un’interpretazione. La tipologia di arteterapia che salta subito in mente appena si parla dell’argomento è, senza ombra di dubbio, quella che coinvolge la pittura. In quest caso, oltre che alla rappresentazione in sè è importante andare ad analizzare le tonalità che vengono utilizzate e come i colori vengono accostati. 

Molti autori come Di Renzo e Machella sono andati a “catalogare” le varie tinte in base al loro significato (molto spesso i colori evocano le stesse sensazioni a più persone come se si trattasse di informazioni raccolte in un unico grande inconscio collettivo).

Un ottimo esempio è rappresentato dal blu. La maggior parte delle persone, infatti, associa questo colore (e tutte le sue varianti) al cielo ed al mare. In linea generale, in presenza di questo, viene ad instaurarsi uno stato mentale di rilassamento e riflessione che portano ad un intimo contatto con la propria profondità interiore. L’utilizzo di questo colore simboleggia inoltre anche il desiderio di non sentirsi isolati e, di consegueza, di instaurare legami. Se il paziente rifiuta di utilizzarlo si è di fronte al desiderio opposto e dunque alla ricerca dell’isolamento e potrebbe essere un sintomo di alcune problematiche nelle relazioni.

Analizzando altri colori, in breve si è dedotto che il rosso, al contrario, è il colore che simboleggia la vita e, le sensazioni a cui è correlato, riguardano: l’entusiasmo, la forza e la passione (anche quella amorosa). Il verde è riconducibile alla terra e, dunque, al concetto di fertilità. Infine, il giallo, è la tinta che più ricorda la luce del sole ma non è molto apprezzato se accostato al nero in quanto sembra essere espressione di un disagio profondo.

A proposito di colori e della cromoterapia vi consigliamo di leggere i seguenti articoli per imparare a usarli correttamente nell’arredamento quotidiano: i colori del buon vivere, l’uso dei colori neutri, le tinte pantone, gli abbinamenti di colori sul pavimento, i colori nel bagno, in cucina, e nei tappeti.

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